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La Sicilia si riprende a poco a poco ma c’è ancora grande instabilità

Febbraio si chiude con un calo del -35,8% per le imprese in Italia: sono questi i dati divulgati dall’Osservatorio consumi Confimprese-EY. Numeri importanti dopo il resoconto di gennaio 2021 che invece, attestava le perdite intorno al 58,4%.

Un miglioramento -seppur ci si trovi ancora in negativo- dovuto all’allentamento delle restrizioni in alcune Regioni. Ma marzo appare un’incognita, in quanto l’Italia sarà a chiazze rosse ad arancioni.

Grande instabilità: sarà la curva pandemica a decidere le sorti dell’Italia

Maglia nera per la ristorazione con una perdita del -50.3% seguita dall’abbigliamento -36,5%. Il non alimentare contiene le perdite a -6,2% rispetto a febbraio 2020.

Un altro settore in sofferenza è il turismo con perdite per -59,9%. I centri commerciali, con serrata nei weekend ormai da mesi, calcolano un -43,2% mentre gli outlet -36,5%.

Una chiusura che però risana leggermente i piccoli negozi che recuperano: la percentuale è di -27,6%. 

L’area più colpita in tutta Italia risulta l’area Centro (Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Sardegna) con -40,5%, seguita dall’area NordEst (Emilia Romagna, Triveneto) -38,3% e dall’area Sud (Sicilia, Campania, Calabria, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata) -36,1%.

Dati sorprendenti, invece, per l’area NordOvest(Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta), che chiude il mese a -31,6%.

La Sicilia in ripresa

Nello specifico è l‘Umbria la regione che registra l’andamento più negativo con -74,3% a causa del lockdown di febbraio. Per le stesse motivazioni, dati terribili anche il Trentino Alto Adige -56,4% che ha subito il boom di contagi a Bolzano e  l’Abruzzo -47,4%. La Toscana, invece, faticosamente arriva a  -42,6%, seguita da Campania -42,4%, Liguria -42,3% ed Emilia Romagna -41%. 

Il Molise registra un calo del -39,7%. Seguono Valle d’Aosta -38,3%, Lazio -37,6%, Sardegna -36,7%, Friuli Venezia Giulia -35,2%, Puglia -34,8%, Veneto -33,1%, Marche -32,9% e Piemonte -32,7%. 

Nota positiva per la Sicilia che dopo il primato di peggiore regione d’Italia a gennaio, si riprende chiudendo febbraio con -31,9%. Numeri confortanti anche per la Lombardia con -29,7%, la Calabria con -28,8% e la Basilicata -26,2%.

E.G.

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Redazione

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