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Il Metodo Francia: green pass per locali e cinema. Può funzionare in Italia?

Un milione di prenotazioni per le vaccinazioni hanno bloccato i server francesi. È bastato introdurre l’obbligo di green pass per accedere a locali, cinema o in generale eventi con più di 50 presenze in Francia per imprimere un importante sprint alla campagna vaccinale nell’intento di limitare i casi di variante Delta.

Secondo Macron, il vaccino è l’unica arma in nostro possesso per il ritorno alla normalità. Un pensiero condiviso anche con il commissario per l’emergenza Covid in Italia, Francesco Paolo Figliuolo: «Concordo con Macron sul fatto che la vaccinazione è una delle chiavi per il ritorno alla normalità. Per convincere gli ultimi irriducibili utilizzare il green pass per questo tipo di eventi potrebbe essere una buona soluzione. Potrebbe essere anche una spinta per la vaccinazione».

Di tutt’altro parere, invece, il leader del Carroccio Matteo Salvini: «Vaccino, tampone o Green Pass per entrare in bar e ristoranti? Non scherziamo!», scrive su Twitter.

Il Green pass sarà il lascia passare per la riapertura delle discoteche (chissà quando) ma come sottolinea il sottosegretario alla Salute Andrea Costa è una soluzione poco adatta alle famiglie per il peso economico che comporterebbe il tampone: «Lo abbiamo già introdotto per i matrimoni, eventi all’aperto, allo stadio, dove ci sono grandi numeri, ma pensare di renderlo obbligatorio per la ristorazione è prematuro – avverte il sottosegretario- poi se un ristoratore liberamente fa entrare solo i clienti vaccinati con il green pass è un altro discorso».

«Veicoliamo il messaggio che è importante vaccinarsi e noi siamo più avanti rispetto alla Francia. Abbiamo vaccinato – conclude Costa – il 43% della popolazione e loro al 36%».

E.G.

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Redazione

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