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Il fuoco freddo di Debora Scalzo approda al cinema – L’intervista

La scrittrice siculo-piemontese presto al cinema con "Io resto così".

La poliedrica siculo-piemontese Debora Scalzo, ospite da Marzullo prima, e vista nei vari Tg dopo, con il primo romanzo Io resto così, Kimerik edizioni, ha toccato due tematiche molto forti e attuali: la violenza sulle donne e un omaggio alle vittime in servizio della Polizia di Stato.
La consecutio naturale è stato Fuoco freddo, anch’esso Kimerik, che tratta anche tematiche molto sensibili e di cui forse se ne parla poco: i figli illegittimi. A settembre il terzo romanzo. Frattanto si lavora al primo film.

Nata in Piemonte, ma di origini sicule, nello specifico, catanesi. Col precedente romanzo, Io resto così, hai viaggiato per lo stivale per ben due anni, ed è stato un successo, per Fuoco Freddo, ti sei attivata alla medesima, che riscontro di critica e pubblico?

«Io resto così è stato un successo inaspettato, devo dirti che ancora oggi lo richiedono per presentazioni e firma copie. Per me è fonte di gioia e tanta soddisfazione.

Sono volata anche in America al Javits Center di New York, poiché il romanzo è stato esposto al Book Expo America 2017.

Ma non è tutto, l’ha donato all’Istituto Nazionale di Cultura di New York City, che lo ha esposto per tutto l’anno. Ha pure vinto il Premio Eccellenza del Cuore 2016, in omaggio alle Vittime in Servizio della Polizia di Stato italiana.

Anche per Fuoco freddo ho girato l’Italia intera, tutt’ora le scuole lo usano come messaggio da dare ai più giovani. Nel 2018, è stato ‘ospite’ alla Fiera Europea FRANKFURTER BUCHMASSE, in Germania, dove lo hanno esposto presso il Padiglione della Nazione Italia. Tutto questo movimento mi ha portato a fare una scelta: il prossimo 12 Gennaio alla Mondadori di Gallarate, sarà il firma copie ultimo, un atto conclusivo, poiché a settembre uscirà il terzo romanzo, ma sopratutto, perché sia Io resto così che Fuoco freddo sono ufficialmente candidati nella Sezione Narrativa di un importante Concorso Letterario Internazionale, delle quali le premiazioni si terranno durante lo svolgimento di un importante Festival del Cinema questa estate».

Il fuoco freddo di Debora: in sintesi?

«In Fuoco freddo, racconto la storia di Stella e Domenico che hanno un amore in bilico tra passione, odio, forza, dolore, vicinanza e lontananza. Una storia comune e profonda, una storia intensa di due amanti, in cui ci si potranno rispecchiare molte donne e molti uomini.

Un errore, l’ennesimo errore di Stella, che rifarebbe altre mille volte. Una storia autentica, struggente, spietata, che sfida l’egoismo di un mondo che non sa più farsi trascinare dallo scompiglio dell’amore. Così ci ha insegnato a conoscerla, così la vogliamo».

Dunque Fuoco Freddo è il continuum, nonché chiusura, di almeno due importanti tematiche, l’esaltazione di chi si spinge oltre per la tutela degli altri (le divise) e il mondo oltraggiato delle donne. C’è una importante miscellanea voluta?

«Fuoco freddo, mette il punto finale sulla vita di questa grande donna di nome Stella.

I messaggi che ho voluto trasmettere con i miei romanzi è quello di non arrendersi mai, di non avere paura a rischiare, ad amare, a denunciare, a vivere, a dire di no.

Stella la definisco una piccola grande donna cazzuta che sa farsi valere, sa farsi amare perché vera, genuina, spontanea, ma sopratutto è una donna che nonostante tutti i dolori vissuti, resta sempre se stessa, resta così, perché i suoi dolori non l’hanno dilaniata, ma migliorata e resa migliore: una guerriera».

Un libro, una opera, dove si difende chi difende il cittadino, ma certamente le critiche non sono mancate… oppure?

«Certamente, tante persone mi stimano e altre mi offendono perché porto alto il valore delle nostre forze dell’ordine, ma continuo per la mia strada. Ci sono critiche anche sul fatto che Stella nel nuovo romanzo tradisce il marito.

Però devo ammettere che le critiche se fatte bene e con educazione, per me personalmente sono costruttive, credimi tante mi sono servite a migliorarmi. Mentre le critiche dei finti o delle finte perbeniste, vado avanti e scusa la mia scurrilità ma “me ne fotto”».

Avevi un lavoro che molti potrebbero invidiarti, lo lasci e ti dedichi camaleonticamente a: scrivere, sceneggiare, presentare, performare, viaggiare… prossimo addirittura un film estratto dai tuoi libri. Chi sei in fin dei conti?

«Si, lavoravo in banca e in un’agenzia di assicurazioni di una compagnia italiana famosa nel mondo, ma ad un certo punto mi sono detta “rischia e lotta per i tuoi sogni”.

Era diventato difficile lavorare in banca e allo stesso tempo viaggiare per i romanzi, la musica o il cinema, così ho fatto la mia scelta di vita. Ho scelto il mio sogno, la mia passione, perché a me, che sia nella vita, nel lavoro o nell’amore, il coraggio di rischiare non manca e non mi è mai mancato.

Sono un’eterna bambina sognatrice, ci ho sempre creduto anche quando venivo presa in giro, ti dirò di più, ci credevo ancora di più quando davanti a me avevo persone che mi prendevano in giro o mi chiedevano, burlandomi,  dove volessi arrivare. Le stesse sono le prime che hanno riprovato a ritornare nella mia vita, ma ovviamente hanno trovato un mega portone chiuso, anche perché da buona siciliana io non dimentico».

In poche parole: quanto hai di catanese?

«L’amore che ho dentro è catanese. La mia genuinità, solarità e spontaneità è catanese al 100%. Sono una donna siciliana, orgogliosa delle sue origini, del suo calore e della sua umanità».

La prova del nove? Lo chiami arancino o arancina?

«Sempre chiamato arancino, oltretutto ne sono golosissima. Da Catanese doc, vado matta anche per “le minne di Sant’Agata”».

Approfondiamo il rapporto che hai con la divisa e il tuo esporti in prima linea a difesa della donna oltraggiata?

«Sicuramente l’avere molti amici nelle forze dell’ordine, sopratutto nella Polizia di Stato e averne persi alcuni in servizio. Mentre scrivevo Io resto così, ho pensato in primis a loro e alle loro famiglie. Ho voluto raccontare la storia di Vincenzo che riflette tutti i ‘nostri’ Vincenzo poliziotti, carabinieri, e quanti appartengono alle Forze dell’Ordine.

Poter raccontare di quanta forza, passione, coraggio, determinazione, protezione e sacrificio c’è in loro e dietro ai loro occhi, pieni di vita vissuta, con la migliore scuola in assoluto: la strada.

Sulle donne, esordisco con un invito a denunciare chi abusa di loro. Prendi Stella, la protagonista del romanzo, subirà una violenza in età adolescenziale, ma proprio grazie alle forze dell’ordine, grazie all’amore per un poliziotto riprenderà in mano la sua vita.

Questo mio impegno non è solo nei miei romanzi, ma anche nelle scuole, nei vari centri antiviolenza dove sono stata ospite e anche all’interno del mio BUBART BLOG, dove ci sono tre sezioni dedicate al sociale: “BubaSocial” (dedicato al sociale a trecentosessanta gradi), “BubaAngel” (dedicato alle forze dell’ordine per non dimenticare) e “BubaWoman” (dedicato alle donne per spingerle a far dire loro: stop alla violenza!), dove intervisto personalmente personaggi del mondo della cultura, sport, giustizia, cinema, musica e moda, per lanciare messaggi positivi e di speranza».

Tu sei pure dentro alla BubArt Academy, cosa è? Perché nasce? Come si sviluppa? E quali i propositi?

«La BubArt Academy, nasce per i giovani ragazzi che vogliono intraprendere la carriera artistica a trecentosessanta gradi. Nasce nella splendida Venezia Mestre, all’interno del COWORKING MESTRE, grazie alle brave manager Adriana Spitaleri e Gabriella Lucca.

Partiremo il prossimo 2 Febbraio, con la Masterclass Televisiva e Cinematografica di Cristian Coco. Proseguiremo anche con altre Masterclass, da quelle musicali, teatrali, editoriali, di scrittura emozionale e management artistico. Invito tutte le persone che vogliono saperne di più a contattarci, scrivendoci una e-mail a [email protected]».

 

Il 2019, sarà l’anno di “Io Resto Così – Il Film”?

«Non posso anticipare molto, ma con Marco Pollini (regista – produttore cinematografico Ahora Film) stiamo lavorando al nostro progetto quotidianamente.

Sarà un film dedicato alla Polizia di Stato. Non bisogna dimenticare le vittime in servizio. Un film drammatico sociale, con un cast importante e con un primo casting che si aprirà in data da definirsi proprio a breve.

Andremo alla ricerca di uno dei protagonisti, il nostro amato Vincenzo, devo ammettere che mi piacerebbe molto fosse un vero poliziotto ad interpretarlo. Chissa?»

A proposito di Cristian Cocco: nel 2019, partirà un’importante collaborazione: ce ne parli?

«Fare parte della Aiò Produzioni è un emozione bellissima, stimo da sempre , e ringrazio di cuore sia lui che Kamila Hetak Cocco per avermi scelto come Direttrice Artistica.

Il primissimo progetto sarà il tour teatrale di Cristian (reduce dal successo in prima serata Mediaset della fiction L’isola di Pietro, nelle vesti dell’Ispettore Pinna) per festeggiare i suoi strepitosi 25 anni di carriera, con la sua opera dedicata alle donne: Quello che le donne non dicono».

Sei stata testimonial della Campagna Nazionale e Solidale “IN VIAGGIO CON LUCA” per Parent Project Onlus. Come è stata questa esperienza?

«Un esperienza incredibile, molto profonda e piena d’amore. Già lo scorso aprile sono stata Madrina della Partita Benefica per Parent Project. Partita tra la Nazionale Artisti Tv e la Questura di Alessandria.

Essere stata chiamata come Testimonal è un ulteriore onore. Oltretutto, accanto a grandi artisti e bellissime persone. Cristina D’Avena, Giorgio Tirabassi, Gad Lerner, Serena Dandini, Linus, Stefano Fresi, Lacuna Coil, Barzagli, Milena Miconi, Giancarlo Fisichella, Jarno Trulli e tantissimi altri.

Tanta emozione aver sostenuto la Campagna anche grazie ai miei lettori. Tutti noi abbiamo aiutato per poter fermare la distrofia muscolare di Duchenne e Becker.

Per poter costruire un futuro di qualità per i bambini e i giovani che convivono con la patologia. Personalmente inoltre, ho donato 100 libri “Io resto così’” e devoluto l’intero incasso delle vendite all’associazione che porto sempre nel mio cuore. Invito tutti a visitare il sito: www.parentproject.it».

Prossimi progetti?

«Come già anticipato a Settembre uscirà il mio terzo romanzo, sarà un qualcosa di molto inaspettato. Prossimamente vedrà i suoi frutti la collaborazione con un grande Manager e Produttore Discografico: Alfredo Cerruti (Manager/Produttore/Ex Compagno di Laura Pausini dal 1991/2004).

Un’altra importantissima collaborazione sarà quella con lo Stilista italiano di “occhiali luxury”, eccellenza italiana nel mondo Domenico Auriemma.

Insieme firmeremo una linea di occhiali, che uscirà sia in Italia che all’estero. A questo negherò un regalo speciale per i miei lettori: non saranno solamente occhiali da sole ma anche da lettura. Poter collaborare con un maestro del calibro di Domenico è pura emozione. Insieme uniremo la passione, creatività, grinta e daremo pregio ad un occhiale interamente made in Italy in tutto il mondo».

La foto utilizzata fatta a Debora Scalzo, è di proprietà KikaPress.

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".

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