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Economia

I titoli accademici nel CV: gli aspetti da conoscere

Il Curriculum Vitae deve rappresentare in qualche modo un recipiente di tutte le esperienze pregresse. Al fianco di queste, che sono quindi le esperienze lavorative, nel percorso di ognuno di noi esiste anche l’istruzione, differente da persona a persona in base alla carriera che si è svolta.

Un importante nodo da sciogliere per molte persone alla ricerca di un lavoro è proprio il modo in cui si deve esporre l’istruzione, e in particolare i titoli accademici nel CV. Proviamo a fare un breve excursus di quello che serve per illustrare al meglio i titoli di studio nel curriculum vitae.

La rilevanza di un titolo accademico nel CV

È innegabile che, nella lettura di un qualsiasi CV ed in particolare della sezione dedicata alla formazione, l’occhio si soffermi con più attenzione sull’eventuale laurea conseguita. Un titolo accademico infatti riveste un’importanza unica, sia in Italia sia all’estero, grazie al fascino ed al carisma che la società nel corso del tempo ha impresso nel concetto stesso di “laurea”.

Ma non si tratta di un valore meramente strumentale. Al contrario di quanti pensano, un titolo accademico trascina con sé tutto quell’insieme di esperienze relazionali, costruzione dell’attitudine del futuro lavoratore e soprattutto della forma mentis, indispensabile come soft skill di qualsiasi lavoratore: ecco perché deve essere incluso. Ma ci sono alcuni paletti da seguire.

I dettagli da inserire

Esistono infatti alcuni dettagli che vanno assolutamente inseriti quando si presenta il proprio titolo accademico:

  1. Il nome del corso di laurea frequentato, preceduto dalla quantificazione temporale della laurea: triennale o magistrale;
  2. Il focus della tesi di laurea. La tesi rappresenta il culmine dell’esperienza formativa e designa chiaramente alcuni aspetti: le attitudini del candidato, i suoi settori di interesse, eventuali obiettivi che desidera raggiungere nel percorso lavorativo;
  3. Il nome del relatore per la tesi, che può donare quel tocco di professionalità aggiuntiva sempre molto apprezzata dai recruiter.

Neolaureati vs. utenti con esperienza: cosa specificare

Se si ha appena raggiunto il traguardo, vale a dire il titolo accademico, è bene per il neolaureato aggiungere tutti i dettagli citati nel paragrafo precedente. Tuttavia, nel caso di lavoratori che possiedono già esperienza alle spalle, la situazione è diversa.

In quel caso l’esperienza è nettamente da favorire rispetto al titolo accademico, che andrà pertanto solamente citato senza scendere troppo nei dettagli.

Durata del percorso accademico: sì o no?

Si tratta di un aspetto su cui il dibattito è sempre acceso: l’eventuale inserimento della durata del percorso accademico. D’altronde, per un utente può essere difficile dover giustificare una laurea conseguita in cinque anni, anziché tre.

In questi casi, è consigliato inserire la durata solo se effettivamente si è giunti alla laurea nel tempo giusto, o comunque in un tempo aggiuntivo tollerabile. In caso contrario, meglio restare vaghi e non specificare.

Aspetti da evitare

Molti utenti accompagnano la citazione del proprio titolo accademico con la formazione pre-universitaria. Il nostro consiglio è di evitare questa citazione: se si è già in possesso di una laurea, può bastare soltanto la sua presenza.

Eventuali scuole superiori possono essere omesse; viceversa, qualsiasi corso formativo parallelo al percorso accademico è ben accettato e contribuisce ad aumentare il prestigio dell’istruzione del candidato.

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Redazione

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