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Musica

I paesaggi virtuali della musica di Lacinskij

Ricordate le musichette che accompagnavano i primi videogiochi negli anni ’90? Ecco. Unite questi suoni all’elettronica minimale e vi ritrovate ad ascoltare Sound[E]Scaping Vol. I album d’esordio del catanese Lacinskij al secolo Giuseppe Schillaci, per Doremillaro (Sb)Recs.

Otto tracce, un climax di suoni che come una tempesta si esaurisce per cedere ad un cielo sereno e sgombro di nubi. Un album che mira a creare oltre che tracce, paesaggi da esplorare dove addentrarsi guidati da melodie del passato ma senza abbandonare la musicalità moderna.

«La musica dell’album -ci racconta Lacinskij- è totalmente composta al pc con strumenti elettronici, non so se abbia un genere ben preciso. Non è house, è parecchio sperimentale. Alcuni brani vantano certamente una composizione più classica, mentre per altri molto più groove con diversi influssi da minimale. Un lavoro semplice, diretto e prevalentemente strumentale: sintetizzatori, basso elettrico, pochissime chitarre e batterie elettroniche. L’ho composto immaginando i brani come colonne sonore ipotetiche, un soundtrack per ogni traccia».

“Quarantine Rain”: un nuovo modo di concepire la musica

È bastata una notte per comporre, arrangiare e mixare Quarantine Rain, il primo estratto dall’album online su YouTube,  ma anche l’ultimo brano a prendere forma. Ma quella notte è servita a Lacinskij per comprendere l’inizio di un nuovo capitolo.

« Come si evince dal titolo, il singolo è nato in una notte piovosa, chiuso nella mia casa in campagna ai piedi dell’Etna. Sono partito da un tic di batteria elettronica, molto cupo, e ho aggiunto dei synth. Poi il pezzo cambia e diventa più allegro. Sicuramente, rispecchia a pieno come ho vissuto il periodo del lockdown: quel disagio,  l’ho risolto nella scrittura», ci racconta l’autore.

«Stavo sperimentando con il programma “logic pro”, quella notte. Non era stata una bella giornata, avevo deciso anche di effettuare delle riprese attraverso gli scuri della stanza, pensavo che mi sarebbero serviti in futuro. Mi sono seduto nella mia postazione, ho smanettato un po’ con il nuovo software. Si sono fatte le 5 del mattino e il brano era pronto in un sguizzo compositivo. “Quarantine Rain” aveva un suono diverso rispetto ad altri brani. L’album ho iniziato  a scriverlo nell’estate 2019. La cosa buffa, è che quando ho finito il brano ho chiuso un modo di fare musica. È stato l’ultimo prodotto e il primo a uscire, perché vicino al nuovo mondo. È stato un processo organico. Ho capito lì che il disco era pronto».

Ma cosa c’è nel futuro di Lacinskij?

«Tanta carne al fuoco in futuro. Oltre ad essere solista, sono fondatore della piccola etichetta discografica, la Doremillaro (Sb)Recs, mix e master per i Fromm, ho alcuni progetti con i Smegma Bovary dove suono come gregario. Ad ottobre spero che esca il mio nuovo EP con brani più simili al “formato canzone”», conclude il musicista.

 

 

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