Film, serie TV e animazione di una saga cult tra mito e contraddizioni
«Ne resterà soltanto uno». Con questa frase entrata nell’immaginario collettivo, Highlander si è imposto come uno dei franchise più iconici e al tempo stesso più controversi della cultura pop. Nato al cinema negli anni Ottanta, il marchio ha attraversato film, serie televisive, anime e cartoni animati, dando vita a una mitologia affascinante ma spesso incoerente, segnata da continui ripensamenti narrativi.
Le origini cinematografiche
Il primo Highlander – L’ultimo immortale esce nel 1986, diretto da Russell Mulcahy e interpretato da Christopher Lambert nel ruolo di Connor MacLeod, immortale scozzese del XVI secolo costretto a combattere altri simili a lui fino al “Gioco Finale”. Il film, inizialmente accolto tiepidamente, diventa col tempo un vero cult, grazie alla regia visionaria, alla colonna sonora dei Queen e al carisma di Sean Connery nel ruolo di Ramirez. Il successo porta alla realizzazione di numerosi sequel cinematografici:
Highlander II – Il ritorno (1991)
Il capitolo più contestato della saga, che introduce una discutibile origine “aliena” degli immortali. Talmente impopolare da essere in parte rimosso o riscritto nelle versioni successive.
Highlander III – L’ultima dimensione (1994)
Ignora di fatto gli eventi del secondo film e tenta un ritorno allo spirito dell’originale.
Highlander: Endgame (2000)
Film-crossover che unisce Connor MacLeod e Duncan MacLeod, protagonista della serie TV.
Highlander – The Source (2007)
Ultimo film cinematografico, che prova a dare una spiegazione definitiva all’origine degli immortali, senza però convincere critica e pubblico.
La serie TV: il vero cuore del franchise
Paradossalmente, Highlander trova la sua forma più riuscita non al cinema ma in televisione. La serie Highlander: The Series va in onda dal 1992 al 1998 per sei stagioni, con Adrian Paul nei panni di Duncan MacLeod, parente di Connor. La serie amplia l’universo narrativo, approfondisce la psicologia degli immortali e introduce personaggi memorabili come Methos, uno dei più antichi immortali mai esistiti. Per molti fan, è questa la vera incarnazione definitiva di Highlander. Dalla serie principale nascono anche due spin-off: Highlander: The Raven (1998-1999), con protagonista Amanda e Highlander: The Animated Series (1994-1996).
L’animazione: anime e cartoni
Il mondo di Highlander arriva anche all’animazione con due produzioni molto diverse tra loro:
Highlander: The Animated Series
Cartone animato occidentale ambientato in un futuro post-apocalittico, con un nuovo immortale, Quentin MacLeod. Rivolto a un pubblico più giovane.
Highlander: The Search for Vengeance (2007)
Lungometraggio anime giapponese, prodotto da Madhouse e diretto da Yoshiaki Kawajiri (Ninja Scroll, Vampire Hunter D). È una rivisitazione adulta e stilisticamente potente del mito, apprezzata anche da chi non segue il franchise.
Ordine cronologico consigliato
La cronologia di Highlander è notoriamente caotica, ma un ordine di visione coerente può essere il seguente: Highlander – L’ultimo immortale (1986); Highlander III – L’ultima dimensione (1994); Highlander: The Series (stagioni 1-6, 1992-1998); Highlander: Endgame (2000); Highlander: The Search for Vengeance (anime, 2007 – visione opzionale ma consigliata); Highlander – The Source (2007, opzionale). Il secondo film può essere tranquillamente ignorato, come spesso fanno anche i fan storici.
Un mito irrisolto ma immortale
A quasi quarant’anni dal suo esordio, Highlander resta un esempio emblematico di saga dal potenziale enorme, spesso frenato da scelte narrative discutibili. Eppure, l’idea degli immortali che attraversano la storia, combattendo per un destino finale, continua a esercitare un fascino irresistibile. Tra cinema, televisione e animazione, Highlander ha dimostrato che, anche quando il racconto inciampa, il mito può sopravvivere alle sue stesse contraddizioni. Perché, in fondo, come recita la leggenda: ne resterà soltanto uno.