Addio a uno dei protagonisti più originali della cultura popolare italiana. Da Gulp! a SuperGulp!, passando per Nick Carter, Bonvi, i Caroselli e Giumbolo: una vita dedicata alla creatività, all’ironia e alla contaminazione tra linguaggi.
Il mondo della cultura, del fumetto e della televisione italiana perde uno dei suoi protagonisti più originali. È morto oggi a Modena, all’età di 93 anni, Guido De Maria, regista, autore, fumettista, umorista e pubblicitario. Una figura poliedrica, capace nel corso della sua lunga carriera di attraversare mondi apparentemente diversi e di trasformarli in qualcosa di nuovo.
Ma per almeno una generazione di italiani il suo nome resterà indissolubilmente legato a una rivoluzione semplice e, proprio per questo, geniale: portare il fumetto sul piccolo schermo.
Con Gulp! I fumetti in TV, nato nel 1972, e soprattutto con SuperGulp! I fumetti in TV, De Maria contribuì a trasformare le tavole disegnate in un linguaggio televisivo. Non si trattava semplicemente di animare un fumetto: le tavole, le vignette, le nuvolette e i dialoghi diventavano parte integrante della narrazione televisiva, mantenendo riconoscibile l’identità della pagina stampata.
Era un’idea innovativa per la televisione italiana dell’epoca e destinata a lasciare un’impronta profonda. Gulp! andò in onda nel 1972 e, qualche anno più tardi, l’esperienza sarebbe tornata con il titolo SuperGulp!, diventando uno dei programmi cult della Rai.
Da Lama Mocogno alla televisione
Nato a Lama Mocogno, sull’Appennino modenese, il 20 dicembre 1932, De Maria iniziò la propria attività come vignettista. Le sue prime esperienze professionali lo portarono a collaborare con importanti testate, tra cui Epoca e Il Candido.
La passione per il disegno, però, si sarebbe presto intrecciata con quella per la pubblicità e per il cinema. Negli anni Sessanta De Maria divenne infatti uno dei protagonisti della grande stagione dei Caroselli, realizzando centinaia di campagne pubblicitarie e creando personaggi destinati a entrare nell’immaginario collettivo.
Tra questi c’era Salomone, il pirata pacioccone, ma anche il mondo dei Brutos, gli spot con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, la celebre “camicia coi baffi” con Maurizio Costanzo e i nanetti della Loacker. Una produzione vastissima, che dimostra quanto fosse difficile rinchiudere De Maria dentro una sola definizione professionale.
Era autore, regista, disegnatore, pubblicitario. Ma soprattutto era un uomo capace di mettere in comunicazione persone e linguaggi differenti.
E fu proprio questa capacità a condurlo verso quella che sarebbe diventata la sua impresa più celebre.
Gulp!, quando il fumetto entrò nelle case degli italiani
All’inizio degli anni Settanta Guido De Maria, insieme a Giancarlo Governi e in collaborazione con Bonvi, lavorò alla costruzione di un nuovo modo di raccontare i fumetti attraverso la televisione.
Nel 1972 arrivò Gulp! I fumetti in TV.
La trasmissione rappresentava una vera novità: i fumetti non venivano semplicemente trasformati in cartoni animati, ma conservavano la struttura della tavola e delle vignette. I personaggi prendevano voce, i dialoghi comparivano nelle nuvolette e le immagini venivano montate in modo da creare un movimento essenziale ma efficace.
Il risultato fu un linguaggio televisivo completamente nuovo.
E al centro di quella prima esperienza c’era anche Nick Carter, il detective imbranato creato da De Maria insieme a Bonvi, con i suoi inseparabili Patsy e Ten. Un personaggio destinato a diventare uno dei simboli stessi di Gulp! e, successivamente, di SuperGulp!.
SuperGulp!, il fenomeno
Nel 1977 l’avventura proseguì con SuperGulp! I fumetti in TV.
Il programma, firmato da De Maria insieme a Giancarlo Governi, allargò enormemente l’universo del fumetto televisivo. Sul piccolo schermo arrivarono alcuni dei più importanti personaggi della Nona Arte italiana e internazionale: Corto Maltese, Lupo Alberto, le Sturmtruppen, Tex e naturalmente Nick Carter.
Per milioni di spettatori italiani fu un appuntamento imperdibile.
SuperGulp! riuscì in un’impresa che oggi può sembrare scontata, ma che allora non lo era affatto: fece del fumetto un fenomeno televisivo di massa senza snaturarlo.
La trasmissione raggiunse livelli di popolarità straordinari e nel 1978 De Maria ottenne un importante riconoscimento per la regia televisiva nel settore dei programmi per ragazzi.
Ma il successo non fu soltanto televisivo.
Per tanti bambini e ragazzi, Gulp! e SuperGulp! rappresentarono il primo incontro con il fumetto. La televisione diventò così una porta d’ingresso verso le edicole, le librerie, gli albi e le tavole disegnate.
Una generazione imparò a conoscere personaggi e autori grazie a quelle trasmissioni.
L’amicizia con Bonvi e il mondo di Nick Carter
Nella storia professionale di De Maria c’è un rapporto umano e creativo destinato a diventare leggendario: quello con Bonvi, al secolo Franco Bonvicini.
Dalla loro collaborazione nacque Nick Carter, uno dei personaggi più riconoscibili di quella stagione. Ma la loro fu anche un’amicizia profonda, fatta di idee, scherzi, disegni e una comune passione per l’umorismo.
De Maria ricordava Bonvi come una sorta di fratello, e nelle sue parole degli ultimi anni emergeva ancora il forte legame con il disegnatore scomparso prematuramente nel 1995.
Quello stesso ambiente creativo comprendeva figure come Francesco Guccini, con il quale De Maria condivise un’amicizia di lunghissima data e numerose esperienze artistiche.
Una compagnia di autori, musicisti, disegnatori e creativi che contribuì a costruire una delle stagioni più fertili e irripetibili della cultura pop italiana.
E poi arrivò Giumbolo
De Maria non fu soltanto l’uomo di Nick Carter.
Per SuperGulp! creò anche Giumbolo, personaggio buffo e surreale diventato celebre attraverso la sigla della trasmissione. Un piccolo esempio della sua capacità di creare personaggi semplici, immediati e capaci di rimanere nella memoria.
Nel 1978 Giumbolo diventò anche un successo discografico, a conferma di quanto il mondo costruito intorno a SuperGulp! fosse ormai uscito dai confini della televisione.
Una creatività senza confini
Ridurre Guido De Maria al solo SuperGulp! sarebbe però ingiusto.
La sua carriera attraversò decenni di televisione, pubblicità, fumetto, editoria e spettacolo. Negli anni Novanta fu anche condirettore del settimanale umoristico Comix, mentre negli anni successivi tornò a occuparsi della memoria di SuperGulp! e di Nick Carter, contribuendo a recuperare e valorizzare materiali di quella stagione attraverso libri, mostre e raccolte.
Era, in fondo, un uomo figlio di una stagione in cui le distinzioni tra fumetto, televisione, pubblicità, musica e umorismo erano molto più labili di oggi.
E proprio in quella contaminazione trovava la propria forza.
L’eredità di Guido De Maria
Oggi, con la sua scomparsa, se ne va uno degli ultimi grandi protagonisti di quella straordinaria stagione della creatività italiana.
Ma il lavoro di De Maria continua a vivere.
Vive nelle immagini di Gulp! e SuperGulp!.
Vive nelle tavole di Nick Carter.
Vive nelle battute delle Sturmtruppen e nei personaggi che entrarono nelle case degli italiani.
Vive nella musica di Giumbolo.
Vive nei Caroselli che ancora oggi appartengono alla memoria collettiva.
E soprattutto vive in quelle generazioni di lettori che, grazie alla televisione, scoprirono il piacere di aprire un albo e di perdersi tra le vignette.
Guido De Maria non si limitò a portare i fumetti in televisione. Contribuì a insegnare all’Italia a guardarli con occhi nuovi.
In un’epoca in cui la televisione tendeva a dettare i propri linguaggi, lui ebbe il coraggio di lasciare che fosse il fumetto a entrare nello schermo con la propria voce, le proprie nuvolette, i propri tempi e la propria ironia.
È forse questo il suo lascito più importante.
Perché Gulp! e SuperGulp! non furono soltanto programmi televisivi.
Furono una porta.
E attraverso quella porta, per milioni di italiani, entrò la Nona Arte.
Addio Guido. E grazie per averci fatto dire, ancora una volta: “Ebbene sì, maledetto Carter!”