Ammiriamo i Guelfi, discreditiamo i papisti di comodo

di Marco Leonardi

Papa Leone XIV e il nuovo entusiasmo mediatico

Evviva! Siamo diventati tutti papisti! Da anni temevamo si fosse creato uno iato insanabile tra il Santo Padre e il Vaticano da una parte, la moltitudine dei fedeli e la maggioranza degli indifferenti dall’altra. Abbiamo preso un abbaglio? Qualora ci affidassimo ciecamente alle fluttuanti emozioni dell’opinione pubblica, non dovremmo che riconoscere: abbiamo preso un granchio grande…quanto la porta della Basilica di San Giovanni in Laterano! Tutti hanno supportato Papa Leone XIV nella diatriba con Trump. Tutti amano il Santo Padre, a parole, tutti detestano il Presidente degli U.S.A., bollato come pericolo guerrafondaio dell’ultima ora. Sic stantibus rebus, chiudiamola qua e schieriamoci al fianco del Pontefice, come fatto dal primo dei politici all’ultimo dei corsivisti.

Tra fede autentica e papismo di convenienza

Eppure…eppure…la pratica quotidiana della preghiera, di certo oggi comune a tutti quelli che fino a dieci minuti addietro bollavano la Santa Romana Chiesa come una sorta di crosta, destinata a cadere, lascia risuonare un “trillo” nella coscienza, che proprio non riusciamo a silenziare. Mirabilia dei nostri tempi! Vuoi vedere che Donald Trump ha perfino suscitato una reazione alla dipendenza compulsiva da Smartphone? Qualora ciò fosse anche larvatamente documentabile, invitiamo i teologi e i fisici a studiare attentamente gli effetti maieutici, generati dal Tycoon sulle masse popolari (per tacere delle élites salottiere): siamo alle soglie di una taumaturgia dalle potenzialità impensabili! Avvisate Monsignor Ravasi e il professore Rovelli: una nuova serie di incontri a tema avrà inizio!

Penderemo dal versante della beatitudine o da quello della fisica quantistica? Quanti, fino a pochi giorni addietro, sacramentavano come atto di libertà, inneggiavano alle unioni omosessuali e difendevano a spada tratta l’aborto, nel mese di Maggio 2026 fiancheggiano, senza se e senza ma, un uomo di bianco vestito, a capo della Santa Romana Chiesa, quella «Barca di Pietro» che è, Deo Gratias, l’istituzione di esseri umani che vanta la durata maggiore, tra tutte quelle oggi operanti sulla terra.

Grati come siamo al contributo dei Guelfi nella creazione della Civiltà Cristiana, vorremmo tanto vedere, nei nuovi papisti, credenti decisi e consapevoli, acquisiti al proseguimento della «Buona Battaglia», di paolina memoria, per intercessione della Vergine Maria. Eppure…quel Guelfo di Dante Alighieri ci mette in guardia da facili entusiasmi! Ricordate il «De Monarchia», opera scritta dal padre della lingua italiana negli anni compresi tra la morte dell’Imperatore Enrico VII (avvenuta nel 1313) e il 1318? «Se con la morte di Cristo non fosse stata data riparazione al peccato, saremmo ancora figli dell’ira per natura, cioè a causa di una natura depravata».

L’undicesimo capitolo del secondo libro di quel capolavoro immortale della scienza, della cultura, delle idee, chiamato «Monarchia», non ammette deroghe. Riconoscere il valore salvifico del sacrificio del Figlio di Dio, è la base per pervenire, gradualmente e tra difficoltà inenarrabili, alla Salvezza? Possiamo essere salvati già su questa terra oppure dobbiamo “rinviare” tutto alla dimensione ultraterrena? È bastata la presenza di Marco Rubio, giunto al cospetto del Pontefice Robert Francis Prevost lo scorso giovedì 7 maggio, presso il Palazzo Apostolico, e i vecchi, radicati umori anticlericali di taluni sono riesplosi senza tanti Pater, Ave et Gloria.

Ergo, se il Netanyahu o il Trump di turno cercano il dialogo con il Santo Padre, beh, siamo spiacenti, per voi solo molotov e fumogeni, ammesso che vi vada bene. Leggiamo per l’ennesima volta l’etimologia della parola diavolo, derivato dal greco diabállein e designante chi mira a dividere. E voi, cari salottieri del piffero, vorreste dividere i credenti con strumentalizzazioni diaboliche del genere? Credete che tutti siano dei Beoti per il fatto di non idolatrare la dea ragione? Nella speranza che tutti possano sinceramente convertirsi, non pertiene a noi di mandare all’inferno chi gioca sulle dichiarazioni altalenanti del potente di turno.

Saremo credenti, non saremo mai dei fessi! Proseguite pure nella scellerata azione di papisti a cottimo. I veri sostenitori del messaggio di Pace, giustamente annunciato da Papa Leone XIV ai quattro angoli della terra, poggia su solide fondamenta teologiche e contenutistiche. Questa, però, è roba da guelfi, non da papisti, leggi agitatori da strapazzo.

(Immagine interna al testo: ecco un regalo per tutti i papisti da strapazzo. Siete fautori del Papa onnipotente? Godetevi pure la foto di Papa Pio XII, Sommo Pontefice dal 1939 al 1958.

Autodafé immaginato, puntata n°10 di venerdì 8 maggio 2026

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Marco Leonardi

Marco Leonardi è professore universitario e medievista di chiara fama, studioso attivo nel panorama accademico e autore di numerose pubblicazioni scientifiche e interventi sulla stampa periodica. Il suo lavoro si concentra sull’interpretazione storica come strumento per comprendere il presente e stimolare il pensiero critico.

Per L’Urlo firma la rubrica “Autodafé immaginato”, uno spazio dedicato alla riflessione, al confronto culturale e alla lettura non convenzionale dei temi contemporanei.

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