Gucci, Emily Ratajkowski e Kate Moss: la campagna che divide e conquista il web

di Sveva Scocco

Nel pieno di una stagione in cui la moda cerca nuove forme per attirare attenzione, è una campagna a riportare il dibattito su un terreno tanto semplice quanto efficace: provocare.

A fine marzo 2026, Gucci lancia una nuova serie di immagini che vede protagoniste Emily Ratajkowski e Kate Moss. Le due appaiono quasi nude, coperte esclusivamente da borse del marchio. Un’estetica essenziale, costruita per colpire immediatamente lo sguardo e, soprattutto, generare conversazione.

L’impatto è stato immediato. Nel giro di poche ore, la campagna ha invaso social e media, dividendo pubblico e critica. Da una parte chi parla di scelta creativa potente e coerente con l’identità del brand; dall’altra chi accusa il marchio di puntare ancora una volta sulla provocazione facile.

Ma dietro l’apparente semplicità dell’immagine, si nasconde una strategia precisa.

Il ritorno dell’icona e la forza del corpo

La presenza di Kate Moss non è casuale. Simbolo degli anni ’90, rappresenta un’idea di moda istintiva e ribelle, lontana dalle costruzioni troppo patinate. Accanto a lei, Emily Ratajkowski incarna invece la contemporaneità: consapevolezza del proprio corpo, controllo dell’immagine e capacità di trasformare ogni apparizione in contenuto virale.

Due generazioni diverse, unite in un’unica narrazione visiva.

Il risultato è un contrasto studiato: passato e presente che dialogano attraverso un linguaggio comune, quello della sensualità diretta, senza filtri.

La strategia commerciale

Al centro della campagna non ci sono gli abiti, ma le borse. È qui che si gioca la partita economica.

Negli ultimi anni, la pelletteria è diventata uno dei settori più redditizi per le case di moda. Puntare su immagini così radicali significa spostare completamente l’attenzione sull’accessorio, trasformandolo in oggetto di desiderio assoluto.

In questo modo la provocazione diventa uno strumento per orientare il mercato.

Tra polemica e successo

Come spesso accade, la polemica alimenta il successo. Le immagini continuano a circolare, commentate, condivise, reinterpretate. Ed è proprio questa esposizione continua a rendere la campagna efficace.

La domanda, però, resta aperta: è ancora necessario scioccare per vendere moda?

Per ora, la risposta sembra essere sì. E Gucci lo dimostra ancora una volta, scegliendo due figure iconiche e affidando al loro corpo ,prima ancora che ai vestiti, il compito di raccontare il lusso contemporaneo.

 

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