Golden Goose cambia proprietà adesso è nelle mani di HongShan Capital: L’operazione da circa 2,5 miliardi che ridefinisce il lusso casual italiano

di Sveva Scocco

Golden Goose, uno dei marchi italiani più riconoscibili nel panorama del lusso contemporaneo, è al centro di una delle operazioni finanziarie più rilevanti dell’anno nel settore moda. Il brand veneto, celebre per le sue sneakers dall’estetica “vissuta”, è stato valutato intorno ai 2,5 miliardi di euro in una recente operazione di cessione che conferma l’enorme appetibilità del lusso informale sul mercato globale.

Un passaggio di mano che non segna una fine, ma piuttosto l’inizio di una nuova fase strategica per un marchio che ha saputo trasformare un’apparente imperfezione in un codice di stile internazionale.

HongShan Capital ha acquisito il controllo di Golden Goose, la maison italiana di sneaker di alta gamma guidata da Silvio Campara. Il fondo cinese ha investito 2,5 miliardi di euro, affiancato dal gruppo singaporiano Temasek con una quota di minoranza, dando vita alla più rilevante operazione di fusione e acquisizione nel settore del lusso del 2025.

Un’operazione che pesa sul fashion system

Secondo fonti finanziarie e industriali accreditate, la transazione colloca Golden Goose tra i brand italiani indipendenti più valorizzati degli ultimi anni. Un risultato che riflette non solo la solidità dei conti, ma anche un modello di business capace di coniugare artigianalità italiana, desiderabilità globale e marginalità elevata.

Negli ultimi esercizi il marchio ha registrato una crescita costante, sostenuta da: forte espansione retail diretta, controllo della distribuzione, prezzi sostenuti con domanda stabile, posizionamento chiaro tra lusso e lifestyle

Dalle origini veneziane a icona globale

Fondato nel 2000 a Marghera, vicino Venezia, Golden Goose nasce dall’intuizione di Alessandro Gallo e Francesca Rinaldo, con l’obiettivo di creare un prodotto autentico, lontano dalla perfezione patinata del lusso tradizionale. La svolta arriva con le sneakers: trattate artigianalmente dall’aspetto volutamente usurato.

Il successo del “luxury casual”

Golden Goose ha intercettato con largo anticipo una trasformazione culturale: il passaggio dal lusso formale a un lusso rilassato, personale, quotidiano. Le sue sneakers, spesso oltre i 500 euro,  sono diventate simbolo di: individualità, nonchalance. Un linguaggio che ha conquistato mercati chiave come Stati Uniti, Europa e Asia, rendendo il brand estremamente forte soprattutto tra i consumatori alto-spendenti ma non tradizionali.

Retail esperienziale e personalizzazione

Uno dei pilastri della crescita recente è stato lo sviluppo di negozi monomarca concepiti come spazi esperienziali. All’interno delle boutique Golden Goose il cliente può personalizzare le sneakers, assistere a lavorazioni artigianali dal vivo, vivere il marchio come una community, non solo come prodotto

Questa strategia ha rafforzato il legame emotivo con il brand e aumentato il valore percepito, un fattore chiave anche nella valutazione finanziaria.

Golden Goose come simbolo del nuovo lusso italiano

L’operazione da circa 2,5 miliardi non racconta solo una storia finanziaria, ma rappresenta un segnale chiaro: il lusso italiano che funziona oggi è quello capace di essere imperfetto, umano, riconoscibile e coerente. Golden Goose non ha mai cercato di piacere a tutti. Ed è proprio questa scelta, nel tempo, ad averlo reso così desiderabile.