Catania, Sabato 5 settembre 2026, nella ricorrenza di Santa Teresa di Calcutta
Non vogliamo instituire, sempre e comunque, forzosi parallelismi con il Santo del giorno. Qualora, caro diario, ti fossi appena lasciato alle spalle oltre 16 ore di viaggio in autobus, tratta Catania-Bari e ritorno, intrapreso nella stessa giornata, capisci che Madre Teresa non è stata collocata poi così, “a casaccio”. Amore per la causa in cui credi, Determinazione nell’affrontare un bollettino meteo da calura estiva, Pazienza nel fronteggiare i mille imprevisti e disservizi, mutuati da questa o quella sbavatura organizzativa, a danno del manifestante.
Bari, oltre ventimila persone per Giorgia Meloni
C’è chi attende per ore, sotto il sole cocente, il proprio divo preferito, di norma attinto dal mondo della musica, del cinema o dell’intrattenimento. Per nessuno degli appartenenti a queste categorie lo avrei fatto. Per Giorgia, la nostra infaticabile Presidente del Consiglio, Sì! Perché? Non potevo stare comodamente seduto sul divano di casa, sorseggiare una Coca Cola con ghiaccio e limone in un ambiente climatizzato, accendere la Smart-TV e guardare il tuo politico preferito interloquire con il pubblico, là presente? Caro Diario, la penna, che verga queste righe, ha iniziato la sua militanza politica all’età di tredici anni.
Sedici ore in autobus da Catania: quando la politica diventa militanza
Tra impedimenti e imbarazzi, ho atteso l’anno successivo, il 1991, per testimoniare, attivamente e in prima persona, che l’amor di patria, il culto per l’ordine fondato sulla giustizia, il supporto ad ogni sana e tradizionale forma di orientamento comunitario, chiamala, se vuoi, famiglia, chiesa, gruppo giovanile, di un movimento o partito tifo organizzato, volontariato, ha senso UNICAMENTE se ti scommetti in prima persona. Delegare la televisione a fare da tramite con la tua sensibilità?
Non basta guardare la politica dalla televisione
Sarebbe come guardare una scena, di passione amorosa, senza mai averlo fatto in presenza! Sentire migliaia di persone accanto a te, sodali con te nel modo di vedere la vita, pur nelle infinite diversità caratteriali, è qualcosa che nessuna tecnologia potrà mai darti. Supportare, con la propria presenza, i propri applausi, i propri sorrisi quella donna, che presenzia al più longevo governo che la Repubblica Italiana ricordi, non è un capriccio da narcisisti.
Una comunità in viaggio tra musica, ironia e imprevisti
È un dovere. È un dovere che non ti pesa, perché sai di stare dalla parte giusta della Storia, insieme a Lei, alle oltre 20.000 persone presenti, agli oltre 26%, tra i votanti alle elezioni politiche del 2022, che hanno reso possibile l’inizio di quest’avventura. Alle parole di una donna che si è costruita a prezzo di grandi sacrifici, esperienze come questa ti mostrano il lato più bello e genuino della politica, quello militante. Non ci ergiamo né a Santi né a guru: abbiamo ben presente la caustica definizione, che ebbe a dire il socialista Rino Formica in merito alla politica. «La politica è sangue e merda».
La manifestazione e il volto umano della politica
Sarà vero, ma la politica, fatta con spirito di militanza, abbraccia mille altre sfaccettature. Essa può essere generosa, portatrice di una visione complessiva di società, responsabilizzante verso chi la mette in pratica. Aggiungiamo: manifestazioni, come quella di Bari, evidenziano il potenziale umano di una comunità. Partiti la mattina presto da Catania, abbiamo fatto un viaggio dove alla battutaccia segue l’analisi, poi fai un selfie per immortalare un momento, a seguire ascolti la musica scelta dal “nostromo” di turno, in grado di rilassarti con i «Daft Punk», o farti sorridere grazie al tono “vintage” di Dean Martin.

Dalla piazza alla strada: il viaggio di ritorno
Se poi aggiungiamo l’Inno di Mameli, cantato all’unisono da tutti noi al porto di Bari, delle due l’una: siamo all’eterogenesi dei fini o, molto più semplicemente, abbiamo metabolizzato la capacità, tutta Occidentale, di fruire vuoi del sacro, (versione laica e patriottica inclusa) vuoi del profano? Dopo aver scelto la seconda opzione, vieni nuovamente a contatto con l’umanità della politica. La bellezza suprema di un’esperienza comunitaria è proprio questa: chiamalo Ministro, chiamalo Senatore, chiamalo Onorevole, chiamalo Dirigente Federale.
All’infuori del suo ruolo istituzionale, vedi che non parli con i marziani. Alberto cura con pazienza che nessuno dei partecipanti venga lasciato alla stazione di servizio. Gaspare si premura di mandare la posizione del bus. Salvo ascolta pressoché tutti, provando nell’impresa, impossibile/possibile/, di conciliare le necessità familiari con la prossima scaletta di impegni per il Senato. Ruggero ti descrive la sua routine al Parlamento Europeo.
La politica come esperienza comunitaria
La confusione incredibile delle ore che precedono la manifestazione, ti impedisce di incontrare Nello: lo vedi sullo smartphone del patriota accanto a te, mentre istruisce le nuove leve a cimentarsi con l’esperienza, tanto esaltante quanto impegnativa, di una manifestazione di massa. Pietro ti invita ad intervenire nella diretta Facebook, da lui medesimo avviata; Luciano fa sentire la sua voce anche dagli Stati Uniti. Sakkiko, Silvana e Silvia guidano la compagine femminile del gruppo, illustrando anche le attività che avranno luogo nei prossimi mesi. Mary ti aiuta a decifrare meglio quale sensibilità sia, al momento, prevalente nel circolo del suo paese.
Chilometro dopo Kilometro (scegliete voi la forma italiana della parola che sia la meno esterofila: non vi dico niente a proposito!) arrivi a destinazione, dopo aver traghettato e aver effettuato qualche sosta all’autogrill. Nel viaggio di ritorno, alla strada di aggiunge la stanchezza. Nessun problema: ci pensa quel messinese di “Ciccio” a rianimare la compagnia, complice la sua padronanza dei mezzi tecnologici.
Un’altra pagina di militanza entra nella storia personale
Arrivano telefonate farlocche, risuonano slogan elettorali di competizioni trascorse: per un attimo perdi la nozione della differenza tra hackerare e canzonare. Si ride, di gusto, e questo ci basta. Siamo rientrati a Catania nelle prime ore del mattino. Salvo, sfidando le ire della consorte, gli strali dei figli e le scadenze senatoriali, mi da un passaggio a casa. La sua proverbiale umanità e generosità vengono così nuovamente confermate.
Oggi, sabato 5 settembre 2026, un’altra pagina di militanza politica entra a fare della storia di ciascuno di noi. Stimatissimo Ministro in quiescenza, Onorevole Rino Formica, noi non dimenticheremo mai il suo “aforisma”, nella certezza che entrerà nelle massime di saggezza per le epoche future. Non dimenticheremo, parimenti, quanto annotato da un Suo illustre predecessore, il moralista François de la Rochenfoucauld, nel 1655. Questa massima è ampiamente stata messa in atto, da quanti hanno fatto, della politica militante a difesa del patriottismo e del conservatorismo, la loro missione: «Ci guadagneremmo di più a farci vedere come siamo che a cercar di apparire quel che non siamo»
(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Leonardi a beneficio dei lettori. Corrosivo, pungente, tracimante: il giornalismo d’impatto non dovrebbe mai dimenticare le sue qualità, beninteso da espletare nei momenti, nelle sedi e, soprattutto, nei contesti opportuni! Di qualità “graffianti” e “ridanciane”, quest’immagine ne ha da vendere! Non la commentiamo, bensì la dedichiamo, con tutta la maldicenza possibile, a quanti hanno fatto di tutto per sobillare e distruggere un governo, quello presieduto da Giorgia Meloni, nato dalla volontà democratica della stragrande maggioranza del popolo italiano. Quando poi vengono usati i metodi più infami, che nulla hanno della legittima opposizione civile, sale della democrazia, non possiamo che rivolgere, a questa gentaglia, il gesto dell’ombrello!)