È morto a 68 anni l’attore, regista e drammaturgo romano. Un lungo percorso artistico, dal cinema al teatro, e oltre quarant’anni condivisi con Leo Gullotta
Il mondo dello spettacolo italiano perde una figura discreta ma profondamente legata alla storia del teatro contemporaneo. È morto a Roma, il 24 agosto, Fabio Grossi, attore, regista e drammaturgo. Aveva 68 anni. La notizia, inizialmente circolata sui social, è stata successivamente confermata dalla famiglia.
Nato a Roma il 29 gennaio 1958, Grossi aveva costruito nel corso di quasi mezzo secolo una carriera attraversata da teatro, cinema e televisione, per poi dedicarsi sempre più intensamente alla regia e alla drammaturgia.
Ma il suo nome è indissolubilmente legato anche a quello di Leo Gullotta, con cui ha condiviso oltre quarant’anni di vita e un lungo sodalizio artistico. Una relazione nata in un’epoca in cui per due uomini vivere apertamente una storia d’amore significava spesso confrontarsi con pregiudizi e difficoltà che oggi, almeno in parte, appartengono al passato. Nel 2019 i due avevano formalizzato la loro unione civile.
Dagli esordi al teatro
Fabio Grossi aveva debuttato giovanissimo sul palcoscenico. Nel 1977 aveva preso parte a L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello, diretto da Edmo Fenoglio. L’anno successivo era tornato a lavorare con lo stesso regista ne Le pillole di Ercole, mentre nel 1979 era stato diretto da Luca Ronconi ne L’uccellino azzurro.
Parallelamente arrivarono il cinema e la televisione. Negli anni Ottanta Grossi partecipò a diverse commedie italiane, tra cui Mia moglie torna a scuola, I fichissimi, Pierino contro tutti e W la foca. Negli anni successivi il suo percorso si sarebbe sviluppato anche attraverso produzioni televisive e cinematografiche di diverso genere.
Il teatro, tuttavia, rimase il centro della sua attività
Con il passare degli anni Grossi si dedicò sempre maggiormente alla regia e alla scrittura, firmando spettacoli e adattamenti che gli permisero di confrontarsi con grandi classici della drammaturgia. Tra i suoi lavori figurano produzioni ispirate a Shakespeare e Pirandello e spettacoli realizzati insieme a Leo Gullotta. Una collaborazione che non era soltanto professionale, ma rappresentava il naturale proseguimento di una storia umana lunga decenni.
Nel 2019, per esempio, Grossi firmò la lettura drammaturgica e la regia di Pensaci, Giacomino! di Pirandello, con Leo Gullotta protagonista.
Fabio e Leo, una storia lunga più di quarant’anni
È impossibile raccontare la vita artistica di Grossi senza soffermarsi sul rapporto con Gullotta. I due hanno condiviso una parte enorme delle rispettive esistenze, intrecciando quotidianità e palcoscenico.
Nel 2024 erano stati protagonisti di In ogni vita la pioggia deve cadere, spettacolo nel quale la storia dei personaggi richiamava, per molti aspetti, proprio quella dei due interpreti: una coppia legata da oltre quarant’anni.
Quel sodalizio rappresentava qualcosa di raro nel panorama dello spettacolo italiano: una collaborazione capace di durare nel tempo senza separare nettamente la dimensione privata da quella artistica.
«L’amore si deve guadagnare nella vita», aveva raccontato Gullotta parlando della loro relazione, ricordando i tanti anni trascorsi insieme e l’importanza dell’unione civile del 2019.
Un artista lontano dai riflettori
La carriera di Fabio Grossi è stata caratterizzata da una particolare capacità di attraversare linguaggi diversi. Attore in teatro, cinema e televisione, poi regista e autore, ha progressivamente scelto di mettere la propria sensibilità al servizio della scena.
Il suo lavoro non è stato quello dell’artista costantemente alla ricerca dei riflettori. È stato piuttosto un percorso costruito spettacolo dopo spettacolo, attraverso la conoscenza del palcoscenico, dei testi e degli interpreti.
Ed è forse proprio questa dimensione a rendere oggi ancora più significativa la sua scomparsa: dietro il volto che molti spettatori hanno incontrato sullo schermo c’era un professionista che aveva fatto del teatro una parte essenziale della propria vita.
Il cordoglio
La notizia della morte di Grossi arriva improvvisa e lascia un vuoto soprattutto nel mondo teatrale, dove aveva lavorato per decenni.
A ricordarlo sarà inevitabilmente anche la lunga storia condivisa con Leo Gullotta: una storia personale e professionale che ha attraversato più di quarant’anni della cultura italiana e che nel tempo è diventata, anche pubblicamente, testimonianza di un amore capace di resistere al mutare della società.
Fabio Grossi lascia il ricordo di un artista che ha attraversato diverse stagioni dello spettacolo italiano senza mai smettere di tornare al teatro, il luogo nel quale aveva iniziato giovanissimo e al quale aveva affidato gran parte della propria maturità artistica.
Il sipario si chiude su una vita dedicata alla scena. Ma le storie raccontate, gli spettacoli costruiti e il lungo percorso condiviso con Leo Gullotta continueranno a parlare di lui.