Esorcismi: storia di un rito tra paura, fede e identità culturale

di Tindaro Guadagnini

Dai tamburi sciamanici delle società tribali alle solenni formule latine del Rituale Romanum, l’esorcismo attraversa la storia dell’umanità come una risposta universale a una domanda antica: come spiegare e contenere il male che sembra impossessarsi dell’essere umano? Ben prima che religioni strutturate codificassero il concetto di demonio, le civiltà arcaiche avevano già elaborato riti di espulsione degli spiriti, collocando l’esorcismo al confine tra religione, medicina e antropologia.

Alle origini: spiriti, malattia e mondo invisibile

Nelle società tribali e preistoriche, il concetto di possessione era strettamente legato alla visione animistica del mondo. Ogni malattia, crisi psicologica o comportamento anomalo veniva interpretato come l’intrusione di uno spirito ostile. Lo sciamano, figura centrale di queste comunità, agiva come mediatore tra il mondo visibile e quello invisibile, utilizzando canti, danze, trance, fumo, maschere e strumenti rituali per “scacciare” l’entità invasiva. Questi riti, ancora oggi presenti in molte popolazioni africane, amazzoniche e asiatiche, non erano solo pratiche religiose ma anche strumenti di coesione sociale, capaci di dare un senso condiviso alla sofferenza individuale.

Il mondo antico: tra religione e magia

Nelle civiltà mesopotamiche ed egizie compaiono le prime testimonianze scritte di esorcismi. Tavole cuneiformi e papiri descrivono formule magico-religiose per allontanare demoni responsabili di malattie e sventure. Anche nella Grecia antica l’idea di possessione era diffusa, sebbene affiancata da una nascente riflessione razionale, Ippocrate attribuiva molti fenomeni considerati “demoniaci” a cause naturali, aprendo una frattura tra medicina e religione. A Roma, l’esorcismo si collocava a metà strada tra rito religioso e pratica magica, spesso condannata ufficialmente ma largamente praticata.

Ebraismo: il potere del Nome

Nell’ebraismo l’esorcismo non assume mai la centralità che avrà nel cristianesimo, ma è comunque presente. La Bibbia ebraica (ossia l’Antico Testamento o Primo Testamento) accenna a spiriti maligni e a pratiche di liberazione, come l’episodio del re Saul, tormentato da uno spirito cattivo e calmato dalla musica di Davide. La tradizione rabbinica e cabalistica attribuisce grande importanza al potere del Nome di Dio (YHWH – יהוה, in tempi moderni pronunciato come Yahweh, Javè o Geova), alla recitazione dei Salmi e a formule precise per allontanare entità come i dybbuk, spiriti di defunti che si attaccano ai viventi.

Cristianesimo e cattolicesimo: l’istituzionalizzazione dell’esorcismo

Con il cristianesimo, l’esorcismo diventa parte integrante del messaggio evangelico. I Vangeli presentano Gesù come esorcista, capace di scacciare i demoni come segno del trionfo del Regno di Dio sul male. Nei primi secoli, l’esorcismo era una pratica diffusa e veniva inserito anche nel rito del battesimo. Nel cattolicesimo, soprattutto a partire dal Medioevo, l’esorcismo viene progressivamente regolamentato. Il Rituale Romanum, promulgato nel 1614 e aggiornato nel 1999, stabilisce che l’esorcismo maggiore possa essere praticato solo da sacerdoti autorizzati dal vescovo. Oggi la Chiesa cattolica mantiene una posizione prudente: l’esorcismo esiste, ma deve essere preceduto da accurate valutazioni mediche e psicologiche.

Protestantesimo: tra rifiuto e carismi

Nel mondo protestante, l’approccio è molto variegato. Le chiese storiche, come luterani e calvinisti, tendono a ridimensionare o rifiutare la pratica rituale dell’esorcismo, privilegiando la preghiera e l’assistenza pastorale. Diverso è il caso dei movimenti evangelici e pentecostali, dove la deliverance (liberazione) è una pratica ancora viva, spesso pubblica, legata a una lettura letterale della Bibbia e a una forte enfasi sulla lotta spirituale.

Islam: il ruolo del Corano

Nell’islam l’esorcismo, noto come ruqyah, si basa sulla recitazione di versetti del Corano per allontanare jinn e spiriti maligni. Non esiste una figura sacerdotale paragonabile a quella cattolica, ma alcuni imam o guaritori religiosi sono riconosciuti come esperti. Anche qui, la linea tra fede, tradizione popolare e medicina è sottile, e le autorità religiose invitano alla cautela contro derive superstiziose.

Un rito che resiste al tempo

Nonostante i progressi della scienza e della psichiatria, l’esorcismo continua a esercitare un forte fascino. In molte culture rappresenta ancora una risposta simbolica e spirituale a esperienze di sofferenza estrema. Più che una semplice pratica religiosa, l’esorcismo appare come uno specchio delle paure collettive, del rapporto con l’ignoto e del bisogno umano di dare un nome e un volto al male.

Dalle tribù ancestrali alle religioni globali, l’esorcismo racconta una storia universale, quella dell’uomo che, di fronte all’oscurità, cerca protezione nella parola, nel rito e nella fede.