La cornacchia di Pordenone “salva” per ora: il TAR sospende l’abbattimento

di Tindaro Guadagnini

La storia della cornacchia che da settimane tiene banco nel dibattito cittadino registra un nuovo capitolo. L’animale, diventato noto per alcuni episodi di aggressività nei confronti dei passanti, non sarà abbattuto almeno per il momento. Il Tribunale Amministrativo Regionale è infatti intervenuto sospendendo la parte dell’ordinanza che autorizzava la soppressione dell’esemplare.

La vicenda aveva suscitato un acceso confronto tra cittadini, associazioni animaliste e amministrazione comunale. Da un lato le preoccupazioni per la sicurezza pubblica, dall’altro la richiesta di individuare soluzioni alternative all’abbattimento di un animale appartenente a una specie tutelata.

Nel provvedimento, il TAR ha evidenziato come non risulti adeguatamente dimostrata l’assenza di misure alternative in grado di contenere il comportamento aggressivo della cornacchia. I giudici hanno inoltre espresso dubbi sulla completezza dell’istruttoria tecnica che ha portato all’autorizzazione dell’abbattimento.

La decisione non chiude definitivamente la questione. Resta infatti aperta la possibilità per il Comune di adottare altri interventi per garantire la sicurezza dei cittadini, purché non comportino l’uccisione dell’animale. Tra le ipotesi discusse vi sono sistemi di dissuasione, monitoraggio e interventi di gestione della fauna urbana.

La vicenda continua a dividere l’opinione pubblica. Per alcuni residenti la priorità resta evitare nuovi episodi di aggressione, mentre le associazioni per la tutela degli animali vedono nella decisione del TAR un importante riconoscimento del principio secondo cui l’abbattimento deve rappresentare l’ultima soluzione possibile.

Nel frattempo, la “cornacchia di Pordenone” continua a essere uno dei casi più discussi del territorio, trasformandosi da semplice episodio di cronaca locale a simbolo del difficile equilibrio tra sicurezza urbana, tutela della biodiversità e convivenza con la fauna selvatica nelle città.

La prossima parola spetterà agli enti competenti, chiamati a individuare una soluzione che sappia conciliare la protezione dei cittadini con il rispetto degli animali e delle norme che li tutelano.