Oltre occhiali e lenti: cosa sapere davvero sulla chirurgia refrattiva

di Redazione

Ne parliamo con l’oculista Giovanni Moschitta

Per molte persone la chirurgia refrattiva rappresenta un’idea affascinante quanto carica di timori. La possibilità di ridurre o eliminare l’uso di occhiali e lenti a contatto incontra spesso domande, dubbi, aspettative e paure legate a un intervento che coinvolge uno dei sensi più delicati: la vista.

Secondo Giovanni Moschitta, oculista con studio a Mazara del Vallo e Menfi, la chirurgia refrattiva non è una scelta da affrontare con superficialità, ma nemmeno con timore ingiustificato. È un percorso che parte dall’informazione e dalla valutazione individuale.

Cos’è davvero la chirurgia refrattiva

Quando parliamo di chirurgia refrattiva parliamo di interventi pensati per correggere i difetti visivi più comuni”, spiega Moschitta. Miopia, ipermetropia, astigmatismo e, in alcuni casi, presbiopia possono oggi essere trattati grazie a tecniche sempre più precise e sicure.

Non si tratta di un unico intervento uguale per tutti. Al contrario, la chirurgia refrattiva comprende diverse metodiche che vengono scelte in base alle caratteristiche dell’occhio, all’età e allo stile di vita della persona.

Non tutti sono candidati (ed è giusto dirlo)

Uno degli aspetti più importanti, spesso poco raccontati, è che non tutti possono sottoporsi a chirurgia refrattiva. «La prima visita è fondamentale – sottolinea Moschitta – serve per capire se l’occhio è stabile, se la cornea ha le caratteristiche giuste e se ci sono condizioni che rendono l’intervento sconsigliabile».

Dire “no” a un intervento, quando necessario, è parte integrante di un approccio serio e responsabile. La chirurgia refrattiva non è una scorciatoia, ma una possibilità da valutare con attenzione.

Cosa aspettarsi dopo l’intervento

Molti temono il “dopo”. In realtà, nella maggior parte dei casi il recupero è rapido e graduale. «La vista non cambia in un istante per tutti allo stesso modo – spiega l’oculista – è un processo che va accompagnato, controllato e seguito nel tempo».

I controlli post-operatori sono parte fondamentale del percorso e servono a monitorare la stabilità del risultato e la salute dell’occhio.

Chirurgia refrattiva e qualità della vita

Per chi è un buon candidato, la chirurgia refrattiva può avere un impatto significativo sulla qualità della vita.

«Non si tratta solo di vedere senza occhiali – osserva Moschitta – ma di sentirsi più liberi nei movimenti, nello sport, nella quotidianità».

È una scelta che spesso nasce da un desiderio di autonomia, ma che deve poggiare su basi mediche solide.

Informarsi è il primo passo

Secondo Moschitta, la chiave è una sola: informarsi.

«La chirurgia refrattiva funziona bene quando il paziente sa cosa aspettarsi». Comprendere benefici, limiti e possibili rischi permette di affrontare il percorso con maggiore serenità.

Vedere meglio, con consapevolezza

La chirurgia refrattiva non è una promessa miracolosa, ma una possibilità concreta offerta dalla medicina moderna. Come ogni scelta che riguarda la salute, richiede ascolto, tempo e fiducia.