Al Carnevale di Acireale bambini in sfilata e carristi fuori controllo: “se non si spostano li travolgiamo”

di Fabiola Foti

Minacce e tensioni mentre i bambini si esibiscono nel circuito storico

Nel primo giorno del Carnevale di Acireale 2026, alcuni carristi hanno perso il controllo, arrivando a minacciare di investire i bambini della sfilata delle scuole che, in quel momento, stavano esibendosi nel circuito storico.

È questo il fatto di cronaca da cui bisogna partire.

La sfilata delle scuole in maschera apre il Carnevale

La mattina di sabato, come da programma ufficiale, il Carnevale si è aperto con la Sfilata delle Scuole in Maschera, uno dei momenti più partecipati e simbolici della manifestazione. Centinaia di bambini, dalle scuole dell’infanzia in su, accompagnati da insegnanti e famiglie, hanno sfilato con costumi, musiche ed esibizioni preparate nei mesi precedenti.

In contemporanea, era prevista l’Esposizione dei Carri Allegorico-Grotteschi, che dalla parte alta della città iniziavano a scendere verso il circuito, senza esibirsi, per prendere posizione in vista della sfilata serale.

Pioggia e cambio di programma

Intorno alle 11 del mattino ha iniziato a piovere. Una pioggia annunciata, che ha portato l’organizzazione a rimodulare il programma: le scuole avrebbero effettuato un solo giro del circuito, con esibizione finale in Piazza Duomo, anziché due.

Nonostante il maltempo, le scuole hanno mantenuto ordine e compostezza. I bambini, anche molto piccoli, hanno continuato a sfilare sotto la pioggia, seguiti dai genitori con gli ombrelli, aspettando il proprio turno per esibirsi.

L’invasione del circuito e la perdita di controllo

È in questo momento che la situazione è degenerata.

Alcuni carristi, preoccupati per l’integrità delle proprie opere a causa della pioggia, hanno iniziato a spingere i carri all’interno del circuito occupato dai bambini, violando di fatto lo spazio destinato alla sfilata delle scuole.

La storica voce del Carnevale, Giulio Vasta, è intervenuta più volte per richiamare i carristi, invitandoli a fermarsi e a rispettare il circuito dei bambini. I richiami, però, non sono stati sufficienti.

Durante l’esibizione di una delle scuole, alcuni membri dei cantieri hanno fatto irruzione nell’area dell’esibizione, intimando di interrompere lo spettacolo, urlando in dialetto e creando una situazione di forte tensione.

Bambini che si esibiscono e adulti costretti a fare da argine

Durante quei momenti sono state pronunciate frasi esplicitamente minacciose, mentre i carri continuavano ad avanzare nonostante la presenza dei bambini impegnati nell’esibizione. La situazione è diventata critica: i piccoli stavano ballando sotto la pioggia, concentrati sulla loro performance, mentre alle loro spalle si avvicinavano strutture imponenti e fuori controllo.

A quel punto genitori e docenti sono stati costretti a intervenire direttamente, posizionandosi tra i carristi e l’area dell’esibizione, per fermare l’avanzata dei carri. Da una parte si cercava di dare forza ai più piccoli, incoraggiandoli a continuare nonostante la paura; dall’altra si tentava di contenere l’aggressività dei carristi, visibilmente agitati e determinati a rientrare a ogni costo.

I carri coinvolti e le responsabilità

Il carro che per primo ha invaso il circuito destinato alla sfilata delle scuole è stato quello del cantiere Scalia. Si tratta del carro che si fa risalire a Luciano Scalia, storico carrista ma anche consigliere comunale, dunque figura che, per ruolo istituzionale, dovrebbe rappresentare un punto di raccordo e di responsabilità tra la categoria dei carristi e la comunità cittadina.

A seguire, immediatamente dietro, procedeva il carro del cantiere Ardizzone e ancora più dietro il carro del cantiere Coco. È da questo secondo carro che alcuni membri del cantiere sono scesi, avanzando verso l’area occupata dai bambini e interrompendo l’esibizione in corso. Le frasi pronunciate in quel momento — tra cui “scendete o vi travolgiamo” — hanno reso evidente il livello di tensione raggiunto, mentre il carro che aveva aperto l’invasione del circuito restava in posizione, osservando la scena.

La dinamica dei fatti mostra con chiarezza come l’iniziativa di forza sia stata esercitata da chi seguiva, ma in un contesto già compromesso dall’avanzamento del primo carro. Un avanzamento che, per peso simbolico e ruolo pubblico del suo responsabile, avrebbe richiesto un comportamento opposto: quello di fermare, non di innescare.

Un episodio grave che non rappresenta il Carnevale

È importante dirlo con chiarezza: quanto accaduto non rappresenta il Carnevale di Acireale nel suo insieme. La manifestazione resta un patrimonio culturale, artistico e popolare di grande valore, che oggi si trova però a fare i conti non solo anche con un ridimensionamento dei finanziamenti pubblici (vedi qui: Al Carnevale di Acireale tolti 25.000 euro di fondi pubblici)

Ma proprio per questo, quanto successo è grave.

La paura di vedere rovinato un carro, frutto di mesi di lavoro e sacrifici, è comprensibile.
La perdita di controllo, le minacce e l’irruzione durante un’esibizione di bambini non lo sono.

Il problema del carattere nei cantieri

Questo episodio conferma, nei fatti, ciò che abbiamo raccontato nei giorni scorsi: il problema non è il Carnevale, ma il carattere che si è formato attorno ai cantieri. Un carattere segnato da isolamento, pressione costante, assenza di prospettive e condizioni di lavoro estreme. Quando tutto il valore di un anno si gioca in poche ore, senza tutele e senza strumenti culturali adeguati, il risultato può essere questo.

La cartapesta resta una risorsa enorme per Acireale.
Ma senza un contesto che accompagni chi la lavora, anche la risorsa più preziosa può diventare terreno di conflitto. (leggi Il lato meno raccontato del Carnevale di Acireale)

E quanto accaduto nel primo giorno del Carnevale 2026 non va rimosso, né minimizzato: va compreso e affrontato, proprio per proteggere il Carnevale e chi lo vive davvero.

Il Carnevale di Acireale non è pronto. Domani, però, la magia prenderà vita