Elisabeth Zhao, co-titolare di Mei Wei, racconta i simboli, i divieti e il significato dell’Anno del Cavallo che inizierà martedì 17 febbraio
Il Capodanno Cinese non è solo una festa: è un varco simbolico, un passaggio delicato tra ciò che è stato e ciò che sta per arrivare. È un tempo sospeso, in cui il ritmo quotidiano rallenta e ogni gesto, anche il più semplice, si carica di significato. Dal 17 febbraio 2026, con l’ingresso nell’Anno del Cavallo, questo passaggio parlerà di movimento, di slancio vitale, di cambiamento che chiede coraggio.
A raccontare il senso autentico di questa celebrazione è Elisabeth di Mei Wei, ristorante cinese a Catania che da anni porta avanti una narrazione culturale della cucina e delle tradizioni cinesi.
La pulizia che viene prima (e il silenzio che segue)
«Una delle cose che più sorprende chi si avvicina per la prima volta al Capodanno Cinese», racconta Elisabeth, «è scoprire che durante i primi giorni non si spazza e non si pulisce».
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, spazzare a terra durante il Capodanno è vietato, soprattutto il primo giorno. Secondo la tradizione, farlo significherebbe spazzare via la fortuna, la prosperità e le opportunità che il nuovo anno sta portando con sé.
«La pulizia vera si fa prima», spiega. «Nei giorni che precedono il Capodanno si pulisce la casa a fondo, per eliminare la sfortuna accumulata nell’anno passato. Poi, quando il nuovo anno arriva, si smette».
Durante i primi giorni del Capodanno Cinese, infatti, non si spazza, non si lava il pavimento, non si butta la spazzatura. In alcune famiglie è sconsigliato persino lavarsi i capelli o fare il bucato, perché l’acqua e il gesto del “via” sono simbolicamente legati alla perdita della buona sorte.
«È come dire al nuovo anno: resta», aggiunge Elisabeth. «Non ti mando via».
Non buttare, ma accogliere
Anche la spazzatura assume un significato simbolico. «Buttarla nei primi giorni è considerato di cattivo auspicio», racconta Elisabeth. «È come se si stesse buttando via la ricchezza futura».
Per questo motivo, tutto ciò che può essere fatto prima viene anticipato. Il Capodanno, invece, è tempo di attesa, accoglienza, rispetto.
Il rosso come protezione e augurio
Durante il Capodanno Cinese, il rosso è ovunque. Alle porte, alle finestre, sulle tavole. «Il rosso è il colore della fortuna, della protezione e della vitalità», spiega Elisabeth. «Si appendono distici con frasi augurali, simboli di prosperità e felicità».
Anche i regali seguono una ritualità precisa. «Si donano le hongbao, le buste rosse con denaro», racconta. «Non conta la cifra, ma il gesto: è un augurio di abbondanza e continuità».
Il 2026 e l’energia dell’Anno del Cavallo
Il 2026 è l’Anno del Cavallo, uno dei segni più dinamici dello zodiaco cinese. «Il Cavallo è movimento, libertà, slancio», spiega Elisabeth. «È un anno che invita ad agire, a uscire dall’immobilità, ma senza perdere il senso della direzione».
Secondo la tradizione, è un anno favorevole per chi è pronto a cambiare, a rimettersi in cammino, a seguire ciò che sente autentico. «Ma il Cavallo ha bisogno di equilibrio», aggiunge. «L’energia va guidata, non subita».
Il cibo come racconto simbolico
Anche la tavola del Capodanno è carica di significati. Nulla è casuale. «I ravioli rappresentano la ricchezza, perché ricordano le antiche monete cinesi», racconta Elisabeth. «I noodles simboleggiano la longevità e non dovrebbero mai essere spezzati».
Al Mei Wei, il menu del Capodanno viene pensato come un percorso simbolico. «Non è solo una cena», spiega. «È un modo per raccontare una cultura, un’idea di tempo, un augurio condiviso». Un altro piatto irrinunciabile è il pesce: « La parola cinese (yú) che significa pesce suona come quella per “abbondanza “, augurando prosperità per l’anno nuovo».
Una festa che parla a tutti
Negli anni, sempre più persone non legate alla cultura cinese partecipano al Capodanno per il bisogno di rituali che aiutino a dare senso al cambiamento.
«Il Capodanno Cinese non esclude», conclude Elisabeth. «Chiede solo rispetto. È un invito a fermarsi, a non spazzare via troppo in fretta ciò che sta arrivando».