Ai Benedettini di Catania, il confronto tra atenei, enti di ricerca, pubbliche amministrazioni e imprese sulla sostenibilità e sulla rendicontazione
Come misurare, rendicontare e raccontare la sostenibilità di un’istituzione? È attorno a questa domanda che si è sviluppato il confronto tra università, enti di ricerca, pubbliche amministrazioni e imprese in occasione del convegno del Gruppo STAR CODAU, dedicato al bilancio ESG, vale a dire alla rendicontazione delle performance sul piano ambientale (Environmental), sociale (Social) e della qualità della gestione e dei processi decisionali (Governance).
Bilancio ESG, perché è strategico per università e PA
Il Gruppo STAR è il gruppo di lavoro che opera nell’ambito del Convegno dei Direttori Generali delle Amministrazioni Universitarie (CODAU) e che si occupa di tematiche legate alla sostenibilità, alla rendicontazione e agli aspetti ESG nel sistema universitario e nella pubblica amministrazione. L’appuntamento, promosso dall’Università di Catania, si è svolto venerdì 9 ottobre nell’Auditorium Giancarlo De Carlo dell’Ex Monastero dei Benedettini.
Il confronto tra professionisti e istituzioni
Il bilancio ESG sta infatti assumendo un ruolo sempre più rilevante: non soltanto uno strumento per rendere conto delle proprie attività, ma anche una leva attraverso cui misurare le performance, orientare le scelte e rendere più consapevoli i processi di programmazione e gestione. Un tema che riguarda anche gli ordini professionali, come hanno testimoniato Mauro Scaccianoce, presidente dell’Ordine degli Ingegneri, e Alessandro Amaro, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Catania, intervenuti in apertura.
«Oggi il bilancio non guarda soltanto agli aspetti prettamente economici, ma alla sostenibilità, all’ambito sociale e di gestione della governance – ha osservato Amaro -. L’ampliamento delle valutazioni apre il confronto con i professionisti. Nel presente e nel futuro sviluppiamo la consapevolezza che il valore passa dalle competenze. Siamo coinvolti nella progettazione, riqualificazione degli edifici e pianificazione degli spazi, il nostro è diventato un contributo “chiave” per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale. Occorre continuare sviluppare queste frontiere della professione, tenendo conto dell’evoluzione dei bilanci e aprendo sempre più ambiti di collaborazione». «Il carattere dei temi del bilancio ESG è trasversale e chiama in causa ingegneri civili, gestionali e informatici nella valutazione degli impatti ambientali, sociali e di governance – ha aggiunto Scaccianoce -. Il contributo dei professionisti è determinante su più fronti: dall’efficientamento energetico alle scelte strategiche imposte dal cambiamento climatico, dalla sicurezza nei luoghi di lavoro fino al terzo settore, dove la trasparenza dei processi passa sempre più dalla digitalizzazione della pubblica amministrazione».
I tre pilastri ESG: ambiente, società e governance
«Con questo convegno, l’Ateneo ha voluto creare un’occasione concreta di confronto tra regole, esperienze e strumenti operativi, mettendo al centro il ruolo delle università e degli enti pubblici nella sfida della sostenibilità. Si tratta di organizzazioni che, attraverso le proprie scelte e attività, possono incidere significativamente sull’ambiente, sulla dimensione sociale e sulla qualità dei processi di governance – ha sottolineato il direttore generale Unict Corrado Spinella -. Da qui la scelta di promuovere un dialogo aperto, capace di coinvolgere una pluralità di soggetti e di trasformare il confronto in nuove opportunità di collaborazione».
«La nostra intenzione – ha affermato Rino Bellantoni, direttore generale dell’Università della Calabria, intervenuto in rappresentanza del presidente del CODAU Vincenzo Tedesco – è costruire una comunità professionale ampia e coesa, una rete di università capace di condividere competenze, esperienze e buone pratiche. Vogliamo promuovere un autentico salto culturale, che porti a considerare la sostenibilità non come un semplice adempimento contabile, ma come una dimensione strategica dell’azione universitaria, capace di orientare le scelte, rafforzare la responsabilità delle istituzioni e generare valore per la collettività».
Dati, trasparenza e valutazione della sostenibilità
Introdotti dal delegato del rettore al bilancio ESG, Biagio Pecorino, che ha sottolineato quanto l’Università etnea sia impegnata nella messa a punto di indicatori e strategie coordinate su questi temi, inseriti in un contesto di normative e linee guida europee e nazionali, hanno poi preso il via gli interventi di un qualificato panel di relatori – Margherita Ferrante (delegata Terza missione Unict), Silvano Arcamone (Direttore regionale Agenzia del Demanio), Maria Nardo (Nucleo di valutazione Unical), Francesco Nocera (Delegato all’Efficientamento energetico Unict), Gabriella Nicosia (Presidente Cug Unict), Ida NIcotra (Presidente Ssc Unict).
Università e imprese, una rete per condividere buone pratiche
Si è parlato del modello GBS-RUS per il bilancio sociale e di sostenibilità degli atenei, dell’attendibilità dei dati e del ruolo dei Nuclei di Valutazione e degli uffici statistici. La sessione mattutina è poi entrata nel cuore dei tre pilastri della sostenibilità. Dall’Environmental, con un approfondimento su consumi energetici, emissioni, efficienza degli edifici, fonti rinnovabili e mobilità sostenibile, alla Governance, affrontando temi come trasparenza, prevenzione della corruzione, gestione dei rischi ed etica della ricerca. Lo sguardo si è esteso alla dimensione Social, con particolare attenzione a benessere organizzativo, parità di genere, diritto allo studio e inclusione.
Infine una tavola rotonda multistakeholder, chiamata a riunire esperienze e punti di vista differenti, con il contributo di enti di ricerca – università, AFAM e CNR – le pubbliche amministrazioni, gli enti locali, l’Agenzia del Demanio e FCE, insieme alle imprese private, per quello che non è stato solo un momento di confronto, ma un laboratorio per trasformare le esperienze in prospettive condivise.