Alla fine degli anni ’80, nel panorama fumettistico italiano dominato dai titoli Bonelli e da un mercato in forte fermento, fece la sua comparsa una serie destinata a lasciare il segno negli scaffali delle edicole: Balboa, pubblicato dalla casa editrice Play Press. La testata, uscita per la prima volta nel 1989, si impose come un poliziesco appassionante, ricco di colpi di scena e con un protagonista carismatico e fuori dagli schemi.
Dal primo numero all’avvocato in azione
Balboa racconta le vicende di Ronny Balboa, un avvocato italo-americano di San Francisco che sceglie di difendere soltanto persone innocenti, sempre coinvolto in casi intricati, spesso al limite tra processo e indagine. Le storie, caratterizzate da una forte componente narrativa e da un ritmo serrato, lo videro impegnato contro criminali, corruzione politica e misteri urbani, con titoli iconici come “Corruzione politica” e “Il mostro del Golden Gate Park”. Inizialmente pubblicata con il titolo semplice Balboa per i primi 44 numeri, la serie si inserì con decisione nel filone del fumetto d’azione italiano, cercando di ritagliarsi uno spazio in un mercato dominato da testate consolidate.
L’evoluzione: Ronny Balboa e il cambio di nome
Col numero 45 la testata fu rinominata Ronny Balboa, una scelta editoriale che volle valorizzare maggiormente il protagonista stesso, rendendolo immediatamente riconoscibile ai lettori. Più avanti, nel 1995, un ulteriore cambio portò alla testata Ronny Ross, mantenendo inalterata l’essenza narrativa ma ridefinendo leggermente l’identità visiva e grafica della serie. Questi cambiamenti editoriali riflettevano sia la volontà di rinnovare la serie in un mercato sempre più competitivo sia l’intento di consolidare un’immagine più moderna e attraente del protagonista, pur mantenendo intatto il cuore della narrazione.
Un personaggio internazionale (e un po’ ribelle)
Nel corso della sua pubblicazione, Balboa fu tradotto anche all’estero, con edizioni in Spagna, Turchia e perfino a puntate in un quotidiano svedese, segno del suo appeal oltre i confini nazionali. La natura di Ronny, un avvocato «in azione», talvolta più detective che legale, e il tono vivace delle storie lo distinsero dalla tradizionale serietà delle narrative poliziesche italiane, avvicinandolo di più ai ritmi dinamici dei noir americani, pur restando ben radicato nel gusto europeo.
Lo spin-off: Sonny Stern
Nel 1994 Play Press tentò di espandere l’universo narrativo del suo gladiatore legale con uno spin-off dedicato a Sonny Stern, giornalista e personaggio ricorrente nelle storie del protagonista. La serie, pubblicata per una decina di numeri, si proponeva di offrire un punto di vista diverso sullo stesso mondo narrativo, esplorando gli aspetti giornalistici e investigativi della cronaca nera. Nonostante l’interesse suscitato, lo spin-off non riuscì a mantenere vendite costanti e fu interrotto dopo pochi numeri, restando comunque un curioso esperimento di espansione editoriale per Play Press.
Il lascito di Balboa
Nel suo complesso, la saga di Balboa rappresenta un capitolo significativo nella storia del fumetto italiano di genere, una serie che seppe coniugare il ritmo serrato dei polizieschi americani con uno stile narrativo europeo, dando vita a un protagonista memorabile e a una galassia di personaggi secondari ricchi e vari. Pur non avendo raggiunto la longevità di altri classici del fumetto italiano, Balboa, attraverso le evoluzioni in Ronny Balboa e Ronny Ross e lo spin-off Sonny Stern, resta oggi oggetto di culto per appassionati e collezionisti, testimoniando il fermento creativo degli anni ’90 e la voglia di sperimentare nelle pubblicazioni da edicola.