Scrivere un libro a 13 o 14 anni, iniziarlo quando se ne hanno 15 e decidere, poco dopo, di pubblicarlo da soli. Un percorso tutt’altro che semplice, fatto di entusiasmo, errori, rifiuti e consapevolezze maturate con il tempo.
A raccontarlo è Adele Longo Fiamingo, giovane autrice che ha scelto la strada del self-publishing, trasformando un quaderno scritto a mano in un vero libro pubblicato su Amazon.
La nascita di un sogno: perché scrivere un libro
L’idea iniziale non era nemmeno quella di scrivere un romanzo.
Adele racconta che in origine doveva essere un fumetto, ma più ci pensava, più sentiva il bisogno di raccontare la storia in modo diverso, più profondo. Scrivere, in fondo, è sempre stata una sua grande passione.
Da bambina amava leggere e soprattutto immedesimarsi nelle storie, fino a desiderare di diventare lei stessa la protagonista dei racconti che la facevano sognare. Ed è proprio da qui che nasce il suo libro: la protagonista è un alter ego, non dichiarato apertamente, ma fortemente legato alla sua esperienza emotiva.
Dalla carta al computer: un flusso di pensieri
Adele inizia a scrivere a mano, riempiendo fogli A4, arrivando a circa 300 pagine.
Il suo metodo, all’epoca, era quello del flusso di pensieri: scriveva quando le veniva un’idea, aggiungeva parti, seguiva l’istinto.
Oggi, guardando indietro, riconosce che quel metodo era “sbagliato”:
«Un libro va strutturato», spiega, e solo in un secondo momento ha corretto e riorganizzato il testo, imparando quanto sia importante dare ordine alla scrittura.
Quando diventa davvero un libro
Tra i 16 e i 17 anni, Adele prende una decisione importante: trasformare quel manoscritto in un vero libro.
Passa dalla carta al computer e inizia a pensare seriamente alla pubblicazione.
Qui arriva il primo errore, che lei stessa racconta con grande onestà: scrivere direttamente alle case editrici, senza aver prima fatto leggere il testo a un editor professionista.
I rifiuti non tardano ad arrivare.
Durante questo periodo Adele scopre anche il lato oscuro dell’editoria: le case editrici a pagamento, spesso vere e proprie truffe, che chiedono soldi agli autori promettendo pubblicazioni e visibilità.
L’importanza dell’editor e la scelta del self-publishing
Dopo i rifiuti, Adele decide di fare un passo fondamentale: affidarsi a un editor, per una correzione professionale del testo. Solo dopo questo lavoro il libro prende davvero forma.
A quel punto sceglie la strada dell’autopubblicazione.
Con il self-publishing, spiega, si può anche spendere molto, ma pubblicare su Amazon è gratuito:
Amazon stampa le copie solo quando vengono ordinate, l’autore sceglie la data di pubblicazione, entro 72 ore il libro è online, non ci sono magazzini né costi di stampa anticipati.
Sul piano economico, su Amazon l’autore guadagna circa il 25%, mentre la scrittrice acquista le proprie copie a metà prezzo rispetto a chi compra a prezzo pieno.
La copertina: fiducia e creatività
Per la parte grafica, Adele si affida a una persona di fiducia: la sua migliore amica, Emanuela Guerrera.
Le consegna il PDF in anteprima del libro e sceglie di lasciarle carta bianca, fidandosi completamente del suo stile.
La copertina viene realizzata in circa tre settimane, utilizzando Photoshop, un lavoro fatto con cura e sensibilità, che rispecchia l’anima del libro.
Scrivere giovani, pubblicarsi da soli
La storia di Adele Longo Fiammingo dimostra che scrivere un libro da giovanissimi è possibile, ma anche che pubblicarlo richiede informazione, pazienza e consapevolezza.
Tra errori, scelte sbagliate e nuove scoperte, il self-publishing diventa per lei non solo una soluzione, ma una vera forma di libertà.
Perché sì, pubblicarsi da soli è difficile.
Ma, come racconta Adele, è anche un modo per crescere, imparare e dare voce alle proprie storie, senza aspettare il permesso di nessuno.