Focus sulle aggressioni ad operatori sanitari: quasi 18mila episodi nel 2025

di Riccardo Castro

Nel 2025 sono state quasi 18.000 le aggressioni ai danni di operatori sanitari e socio-sanitari in Italia, con 23.367 operatori coinvolti.
I dati emergono dalla Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, pubblicata dal Ministero della Salute in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, che si è celebrata il 12 marzo.

Il rapporto evidenzia una sostanziale stabilità delle segnalazioni, in lieve calo rispetto al 2024, quando gli episodi registrati erano stati 18.392, ma con un aumento del numero complessivo di operatori coinvolti, passato da circa 22.000 a oltre 23.000.

Secondo la relazione, gli aggressori sono prevalentemente i pazienti, seguiti da familiari o caregiver. Le aggressioni risultano nella maggior parte dei casi verbali (69%), mentre quelle fisiche rappresentano il 25% e gli episodi contro la proprietà il 6%.

Le categorie professionali più colpite sono gli infermieri (55%), seguiti da medici (16%) e operatori socio-sanitari (11%). Il sesso femminile risulta maggiormente coinvolto, con una quota che supera il 60% nella maggior parte delle regioni. Gli episodi di violenza si verificano soprattutto in ambito ospedaliero, con pronto soccorso, servizi psichiatrici di diagnosi e cura (SPDC) e aree di degenza tra i contesti più critici. Restano invece stabili le segnalazioni negli istituti penitenziari, con 428 episodi nel 2025 rispetto ai 433 del 2024.

Secondo il Ministero, un numero più elevato di segnalazioni può essere anche indice di una maggiore diffusione della cultura della denuncia degli episodi di violenza, oltre che della reale entità del fenomeno.

In base alla relazione dell’ONSEPS (Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie) i dati consolidati del 2025 mostrano un quadro complesso anche per il personale tecnico come gli autisti soccorritori. Il 2025 è stato caratterizzato da una stabilizzazione del numero totale di episodi, ma con un aumento dell’intensità e del coinvolgimento degli operatori.

L’autista soccorritore è spesso la prima figura a interfacciarsi con l’ambiente esterno e i familiari. Nel 2025, circa il 3,8% di tutte le aggressioni sanitarie regionali (dato campione Lombardia) è avvenuto specificamente a bordo o nei pressi dei mezzi 118.