La qualità dell’architettura nasce dal confronto tra competenze, dalla collaborazione tra progettisti e committenti e dalla capacità di trasformare le idee in opere concrete. È questo il filo conduttore del convegno «Progettare la città. Architettura, Ingegneria e Impresa tra concorso e realizzazione», che si è svolto nella sede dell’Ordine degli Architetti di Catania, in occasione dell’inaugurazione della mostra itinerante della XIII edizione del Premio Internazionale Dedalo Minosse 2024-2025.
Un appuntamento promosso da ALA Assoarchitetti & Ingegneri, ANCE Catania, Ordine e Fondazione degli Architetti PPC di Catania e Ordine degli Ingegneri della provincia di Catania, che ha riunito rappresentanti delle professioni, delle imprese e dell’Università.
Ad aprire i lavori il presidente degli Architetti di Catania, Alessandro Amaro: «Il concorso di progettazione in due fasi rappresenta uno strumento importante per garantire qualità e ampliare le opportunità di partecipazione, anche per i giovani professionisti. A differenza dei concorsi di idee, che non sempre arrivano alla realizzazione, questa formula consente di selezionare le migliori proposte e accompagnarle fino alla fase esecutiva. Catania ha già sperimentato questo percorso per interventi importanti, come la Cittadella giudiziaria e altri progetti di trasformazione urbana».
Sulla necessità di una progettazione condivisa si è soffermata Melania Guarrera, presidente della Fondazione: «Ospitare la mostra Dedalo Minosse significa contribuire ad alimentare la cultura del progetto. L’esposizione valorizza soprattutto la collaborazione tra committente e progettista, indispensabile per raggiungere una buona qualità architettonica. Il progetto, infatti, non è un semplice esercizio formale, ma un processo che richiede il contributo di più soggetti e una visione condivisa».
Un percorso che deve coinvolgere fin dall’inizio tutte le professionalità necessarie, come ha sottolineato il presidente degli Ingegneri Mauro Scaccianoce: «È superata la figura del professionista tuttologo: architetti, ingegneri, geologi e altre professionalità devono lavorare insieme sin dalla nascita del progetto. Le scelte condivise garantiscono una progettazione di maggiore qualità e consentono di realizzare le opere più rapidamente, ottimizzando i costi e rispettando i tempi».
Il passaggio dal progetto al cantiere è stato al centro dell’intervento di Rosario Fresta, presidente di ANCE Catania, che ha evidenziato le criticità economiche e procedurali che spesso compromettono la realizzazione delle opere: «Tra gli ostacoli principali ci sono una valutazione economica non sempre adeguata, risorse insufficienti, tempi lunghi e burocrazia. Quando i costi non sono correttamente stimati o i finanziamenti non bastano, si rischia di ridimensionare gli interventi e sacrificare proprio la qualità che si voleva raggiungere. Per realizzare opere di valore è quindi necessario che progettazione, sostenibilità economica e iter amministrativi procedano insieme».
A coordinare i lavori è stato il presidente di ALA Sicilia Gaetano Fede: «Il concorso di progettazione può offrire soluzioni di qualità, ma è fondamentale che alle idee segua una realizzazione altrettanto efficace. Il confronto ha permesso di approfondire proprio questo passaggio, dal valore del progetto al ruolo determinante di chi lo rende concreto». Messaggio rimarcato anche dal presidente nazionale ALA Bruno Gabbiani: «Nessuna buona opera può realizzarsi senza una committenza consapevole e capace di condividere la visione progettuale, è questa la peculiarità che distingue il Dedalo Minosse dai tanti riconoscimenti dedicati all’architettura. Dopo aver raggiunto numerose città, arriva per la prima volta in Sicilia, a Catania».
Nel corso del convegno, Nino Russo di RCC Ingegneria Catania ha approfondito il rapporto tra architettura e ingegneria come componenti di un progetto unitario, Sebastiano Amore di ACA Amore Campione Architettura ha portato l’esperienza di un progetto premiato al Dedalo Minosse, mentre il vice-presidente ANCE Catania Salvatore Messina ha parlato del ruolo dell’impresa. La tavola rotonda, dedicata a «Catania e il Mezzogiorno», ha allargato il confronto alle trasformazioni urbane, al recupero del patrimonio esistente, alla riqualificazione delle periferie, agli spazi pubblici e alle infrastrutture. Sono intervenuti Marco Colombrita (ANCE Catania), Bruno Gabbiani (ALA), Maurizio Spina (Di3A, Università di Catania e Ordine degli Architetti PPC di Catania) e Paolo La Greca (DiCar Università di Catania – Ordine degli Ingegneri): «Il concorso di progettazione, se ben strutturato, può diventare una concreta opportunità per orientare il cambiamento e rispondere alle esigenze della collettività».