Il volume che nel 1990 portò tra le pagine leggende, apparizioni e storie oscure dello Stretto si prepara a una nuova edizione. E torna anche una figura singolare della cultura messinese: quella di Giandomenico Ruta, scrittore e ricercatore che da oltre trent’anni attraversa i territori del mistero, dell’occulto e del folklore siciliano.
Ci sono città che custodiscono i propri misteri come una seconda memoria. Messina è certamente una di queste.
È dentro questo patrimonio di racconti, leggende, testimonianze e luoghi avvolti nell’ombra che si inserisce il lavoro di Giandomenico Ruta, autore messinese che da oltre tre decenni ha fatto del rapporto tra realtà, tradizione popolare e ignoto uno dei tratti distintivi della propria attività letteraria.
E proprio uno dei suoi libri più rappresentativi, “MessinArcana”, si prepara a tornare in libreria con una nuova edizione, a 36 anni dalla prima pubblicazione.
Un libro nato nel 1990
La prima edizione di MessinArcana risale al 1990, pubblicata da Carboneditore, un anno dopo l’esordio letterario di Ruta con Uno squarcio del passato. La cronologia bibliografica dell’autore registra infatti il 1989 come anno del suo debutto editoriale e il 1990 come quello della prima edizione di MessinArcana. Il volume sarebbe poi stato riproposto da EDAS nel 2005, in un’edizione di 136 pagine.
Già il titolo contiene l’idea alla base dell’opera: raccontare una Messina diversa da quella delle guide turistiche e delle cartoline, una città fatta anche di storie tramandate, presenze inquietanti, leggende e avvenimenti difficili da spiegare.

Nella presentazione editoriale di EDAS, MessinArcana viene descritto come un viaggio attraverso le leggende e i misteri della città dello Stretto. Sono la storia, il passato e persino i ruderi della città a diventare, nelle pagine di Ruta, lo scenario per racconti sospesi tra realtà e immaginazione. L’editore definisce l’autore un “indagatore dell’occulto”, sottolineando proprio la volontà di raccogliere e riproporre vicende straordinarie legate a Messina.
Chi è Giandomenico Ruta
Nato a Messina nel 1961, Ruta vive e lavora nella sua città. La sua biografia editoriale racconta un percorso iniziato alla fine degli anni Ottanta e sviluppatosi attraverso generi differenti: romanzo, saggistica, cronaca e ricerca sui fenomeni paranormali.

La stessa EDAS lo presenta come uno scrittore capace di muoversi contemporaneamente tra narrativa, saggistica e cronaca, con una costante attenzione ai fatti legati al paranormale. Il filo conduttore della sua produzione è una Sicilia meno conosciuta, popolata da vicende e personaggi che si collocano ai confini della comprensione umana.
Non si tratta, dunque, di un autore legato esclusivamente a un singolo libro. Nel corso degli anni Ruta ha costruito una vera e propria bibliografia del mistero siciliano.
Dopo MessinArcana sono arrivati, tra gli altri, Sprazzi di Mistero (1994), Fatti spiritici e diabolici nel messinese (1996), Storia d’amore e di morte tra un vampiro e una violinista nella Sicilia dei nostri giorni (1999), Cronache siciliane dell’occulto (2007), Nel segreto di Forte Gonzaga (2008, poi ripubblicato nel 2018), Nel segno dei gemelli (2015), La memoria dell’acqua (2017) e In principio fu Dracula. La mia dipendenza dall’Occulto (2021).
Un percorso editoriale che mostra quanto il mistero, per Ruta, non rappresenti soltanto un genere letterario, ma un vero campo di ricerca.
Dai misteri di Messina alla Sicilia dell’occulto
Uno degli aspetti più interessanti della produzione di Ruta è l’aver trasformato luoghi realmente esistenti in scenari narrativi nei quali folklore, memoria e fenomeni paranormali si incontrano.
È il caso, per esempio, del Forte Gonzaga, sulla collina di Montepiselli. La struttura cinquecentesca è diventata il centro di Nel segreto di Forte Gonzaga. Sette mesi all’inferno, una storia vera, volume nel quale Ruta racconta una vicenda che egli stesso presenta come realmente accaduta e ambientata proprio all’interno della fortezza.
Il Forte Gonzaga occupa tuttora un posto nell’immaginario misterioso della città. La Città Metropolitana di Messina, nella propria sezione dedicata ai luoghi legati alle storie di fantasmi, cita gli studi di Ruta sul sito e il volume dedicato alla fortezza.
E il lavoro dell’autore non si ferma allo Stretto.
In Cronache siciliane dell’occulto, pubblicato nel 2007 da Armando Siciliano Editore, Ruta allarga lo sguardo all’intera Isola: dalle storie del Gran Camposanto di Messina alle vicende legate agli esorcismi, dai presunti fenomeni paranormali nei castelli siciliani alle leggende legate a Cefalù, Palermo, Mussomeli e Carini.
L’occulto come esperienza e racconto
Ancora più personale è In principio fu Dracula. La mia dipendenza dall’Occulto, pubblicato da Algra nel 2021.
Già il sottotitolo — La mia dipendenza dall’Occulto — chiarisce il carattere autobiografico dell’opera. Il libro affronta le esperienze personali dell’autore e il rapporto con un mondo che, nel corso della sua vita, ha rappresentato un interesse costante.
Nella biografia pubblicata dalla casa editrice si legge inoltre che Ruta si dedica da sempre allo studio del Mistero, ha collaborato con riviste specializzate e concentra soprattutto sulla Sicilia le proprie ricerche sui fatti paranormali.
È un elemento importante per comprendere il suo approccio: nei suoi libri il mistero non arriva soltanto da mondi lontani o immaginari, ma nasce spesso sotto casa, tra le strade, i palazzi, le fortezze e le tradizioni della Sicilia.
Una Sicilia diversa, sospesa tra storia e leggenda
La fortuna dell’immaginario costruito da Ruta sta anche nella capacità di partire da luoghi riconoscibili.
Messina, in questa prospettiva, diventa molto più di una semplice ambientazione. È una città stratificata, segnata da terremoti, guerre, ricostruzioni, edifici scomparsi e tradizioni popolari. Una città nella quale la memoria storica può facilmente trasformarsi in leggenda.
È proprio questo confine — tra ciò che viene tramandato come vero, ciò che appartiene alla tradizione e ciò che rimane inspiegato — a costituire uno dei territori privilegiati della ricerca di Ruta.
Nel 2023 il Comune di Messina lo ha coinvolto nell’incontro “Esoterismo e mistero a Messina”, organizzato nell’ambito del Maggio dei Libri. Nel presentarlo, Palazzo Zanca lo ha definito autore di libri sui fatti e i misteri messinesi, saggista, cronista e ricercatore di fatti paranormali, ricordando il suo lavoro di ricerca sui fenomeni magici e sui misteri del territorio messinese e siciliano.
Trentasei anni dopo
Oggi MessinArcana torna dunque a proporsi a una nuova generazione di lettori.
Sono passati 36 anni dalla prima edizione e nel frattempo è cambiato profondamente anche il modo di raccontare il mistero. Internet, social network, podcast e video hanno moltiplicato le possibilità di condividere leggende e testimonianze. Ma il fascino di un libro che prende per mano il lettore e lo conduce fisicamente dentro una città, alla ricerca delle sue storie più oscure, rimane intatto.
La nuova edizione arriva inoltre con una veste grafica affidata a Marion Rapisarda, artista che ha già collaborato con Il Tempio della Nona Arte per il portfolio “Catania – Immagini ed emozioni”.
Un incontro tra letteratura, illustrazione e memoria del territorio che sembra particolarmente adatto a un’opera come MessinArcana: perché, in fondo, anche raccontare un mistero significa costruire un’immagine.
E Messina, di immagini da raccontare, ne possiede ancora moltissime.
La nuova edizione del libro si prepara così a riportare sulle pagine quelle storie che Ruta ha raccolto e raccontato nel corso degli anni. Non necessariamente per stabilire dove finisca la realtà e dove inizi la leggenda, ma per lasciare al lettore quella stessa domanda che accompagna da sempre ogni viaggio nell’ignoto:
e se, dietro una storia apparentemente impossibile, ci fosse davvero qualcosa che non abbiamo ancora saputo spiegare?