Domenica 27 settembre si è conclusa l’ottava edizione del Festival Internazionale del Libro e della Cultura di Catania. Tra gli ultimi appuntamenti, un pomeriggio intenso all’Istituto per Ciechi “Ardizzone Gioieni”, con cinque incontri dedicati a narrativa, memoria, identità e musica
Cinque giorni di incontri, presentazioni, letture e occasioni di confronto hanno accompagnato l’ottava edizione di Etnabook – Festival Internazionale del Libro e della Cultura di Catania, che ieri, domenica 27 settembre, ha chiuso la sua programmazione dopo aver attraversato Catania e diversi comuni dell’hinterland.
Dal 23 settembre, il festival ha portato libri e autori in luoghi differenti della città e del territorio, confermando anche quest’anno una formula diffusa che ha coinvolto librerie, spazi culturali e realtà locali. Un percorso costruito attorno al tema “Collega-menti”, filo conduttore dell’edizione 2026.
La giornata conclusiva ha mantenuto questa impostazione, con appuntamenti distribuiti tra Catania e provincia.
Al Palazzo della Cultura, nella mattinata, la sezione EtnaKids ha ospitato la premiazione del Concorso Letterario Giuseppe Scatà, a cura dell’omonima associazione culturale, con la conduzione di Claudia Santonocito.
Nel pomeriggio, invece, uno dei punti centrali della giornata è stato l’Istituto per Ciechi “Ardizzone Gioieni” di via Etnea, che ha ospitato una sequenza di cinque incontri, accompagnando il pubblico fino alla chiusura serale del festival.
L’Ardizzone Gioieni, cinque incontri per raccontare storie diverse
Il pomeriggio all’Ardizzone Gioieni si è aperto alle 16:30 con Fabio Zuffanti e il suo Alla riscossa stupidi, pubblicato da Mursia. A dialogare con l’autore è stato Valerio Musumeci, mentre Salvatore Massimo Fazio ha moderato l’incontro.
La storia racconta la crescita di un ragazzo nella Genova di fine anni Settanta, tra difficoltà familiari, adolescenza e scoperte destinate a lasciare il segno. Un percorso personale nel quale trovano spazio anche la musica e l’immaginario di quegli anni, elementi che accompagnano il protagonista nella ricerca della propria identità.
Successivamente, è stata poi la volta di Sarah Donzuso con L’altra me, edito da Algra. L’autrice ha dialogato con Ruggero Sardo e Yoraima Auteri, portando al centro dell’incontro una storia attraversata da dolore, fragilità, amore e ricerca di sé.
Il romanzo guarda alla parte più nascosta dell’identità e alle conseguenze che esperienze difficili possono lasciare nella vita di una persona, trasformando la dimensione individuale in un racconto capace di interrogarsi anche sulle relazioni e sulla possibilità di ricominciare.
La Sicilia tra memoria, territorio e narrativa
Alle 18:30 il festival ha incontrato Barbara Bellomo, che ha presentato L’incartatrice di arance, pubblicato da Garzanti, in dialogo con Valerio Musumeci.
L’elaborato affonda le radici nella Sicilia del passato e in particolare nella Catania di inizio Novecento, intrecciando vicende personali, memoria e territorio. La storia diventa così anche un’occasione per riportare alla luce un mondo nel quale il lavoro, le tradizioni e le trasformazioni sociali si incontrano attraverso le vicende dei protagonisti.
“Io e Freddie. Chi vuol vivere per sempre”, tra romanzo e Premio Etnabook
Nella serata è stato il momento di Francesco Santocono con Io e Freddie. Chi vuol vivere per sempre, edito da Algra, in dialogo con Amanda Succi, Salvatore Palella e Bruno Cacopardo.

L’incontro ha avuto anche un significato particolare per la rassegna, con la consegna del Premio Etnabook a Francesco Santocono e Salvatore Palella, inserita proprio all’interno della presentazione del romanzo.

Il riferimento a Freddie Mercury, presente nel titolo e nel percorso dell’autore, non identifica però la trama del libro. Al centro della storia ci sono Chiara e Andrea, due persone segnate da fragilità e vicende personali complesse, le cui vite vengono travolte da un video compromettente e da una serie di segreti destinati a far emergere rapporti di potere, ricatti e pericolose alleanze.
La vicenda coinvolge anche il potente presidente De Nappi e Ivan, un ex manager di locali notturni, mentre Andrea cerca di proteggere Chiara e di trovare risposte in una situazione sempre più difficile. Tra indagini, inganni e vendette, il romanzo costruisce una storia di tensione nella quale il destino dei protagonisti resta sospeso tra un passato difficile e un futuro incerto.
La premiazione ha aggiunto così un momento istituzionale e celebrativo a un incontro già particolarmente articolato, portando al centro della serata non soltanto la presentazione di un nuovo libro, ma anche il riconoscimento attribuito dalla rassegna.
Marinella Fiume chiude il pomeriggio
A chiudere gli incontri all’Ardizzone Gioieni, alle 20:30, è stata Marinella Fiume con Storia d’amore e di archeologia, pubblicato da Algra Editore. Con l’autrice hanno dialogato Salvatore Massimo Fazio e Fernando Massimo Adonia.

Il libro intreccia la dimensione sentimentale con quella della ricerca archeologica, riportando al centro il rapporto tra memoria, territorio e patrimonio culturale. Una storia nella quale la vicenda personale si incontra con quella di una Sicilia da conoscere attraverso le sue stratificazioni e le tracce del passato.

Gli ultimi appuntamenti tra Catania e provincia
La domenica di Etnabook non si è però fermata a Catania. A Pedara, il programma ha portato sul palco Grazia Argentelli e Tiziana Nicolosi, seguite da Barbara Traina e, in serata, da Maria Rosi Longo.
A San Giovanni La Punta, la Mondadori Bookstore del Parco Commerciale Le Zagare ha ospitato gli incontri con Anna Maria Travagliati, Ingrid Sciuto, Astrid Sciuto, Francesca La Mantia ed Ettore Napoli.

A Belpasso, Palazzo Bufali ha accolto Lorena Spampinato con Cade la notte, mentre a Scordia, all’Ex Pescheria, Filippo Bozzali ha presentato A meritare il sonno.
Il festival ha così chiuso il proprio percorso mantenendo quella dimensione diffusa che ha caratterizzato l’intera edizione, mettendo in relazione Catania con i comuni dell’area etnea e portando la letteratura in spazi differenti.
Un ultimo incontro dopo la chiusura
Il calendario di Etnabook prevede però ancora un appuntamento sabato 3 ottobre, a Nicolosi, alla Scuola Museo della Ceramica su Pietra Lavica dell’Etna.
Alle 18:00 sarà protagonista Angelo Alessandro Pantellaro con Carezze di luce, pubblicato da Aletti Editore. L’autore dialogherà con Rita Vinciguerra, Mario Cunsolo e Simona Zagarella.
Sarà così un ultimo incontro legato alla rassegna di Etnabook, prima di chiudere definitivamente il programma di questa ottava edizione.