Abolizione bollo auto: per molti, ma non per tutti

di Antonio Ronsivalle

Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato l’esenzione per il 2027 del bollo auto per le vetture di piccola e media potenza fino a 80 KW, quelle in gran parte utilizzate dalle famiglie per gli spostamenti quotidiani, e anche per i motocicli, con la prospettiva, assicura la premier Giorgia Meloni, di rendere la misura strutturale quando sarà chiaro il chiaro finanziario per la prossima Legge di Bilancio.

Dovrebbe quindi diventare un’abolizione in senso stretto. Ogni cittadino, prevede il testo licenziato dal governo, potrà usufruire dell’agevolazione soltanto una volta: interesserà quasi tutti gli scooter e oltre il 70% delle auto attualmente in circolazione.

Cosa prevede il decreto

Il decreto-legge introduce un’esenzione per un solo veicolo regolarmente assicurato per ogni persona fisica, purché rispetti i requisiti stabiliti dalla norma. La misura riguarda i versamenti con scadenza ordinaria compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027: si tratta dunque di una misura una tantum, che consente di evitare il pagamento di un solo bollo e non di un’abolizione definitiva della tassa automobilistica.
Per le automobili il limite è fissato a 80 kW. Possono beneficiare dell’esenzione le vetture alimentate a benzina o gasolio, anche in combinazione con un’altra fonte di propulsione, quindi comprese le ibride che rispettano il requisito di potenza.

Quali auto non pagheranno il bollo nel 2027

Il decreto non contiene un elenco di modelli: conta la potenza della singola versione. Inoltre l’agevolazione riguarda anche auto già circolanti e non più in produzione.
Basta però superare anche di un solo KW la soglia prevista dal decreto per perdere l’esenzione.

Perché 80 KW non significa sempre massimo 109 CV

Matematicamente 80 KW equivalgono a circa 109 CV, ma soprattutto sulle auto ibride non basta guardare la potenza complessiva pubblicizzata dal costruttore. Per stabilire se una vettura rientra nell’esenzione bisogna controllare il valore in KW riportato sulla carta di circolazione alla voce P.2 (potenza massima).

Il confine produce, quindi, situazioni apparentemente paradossali: una full hybrid da 160 o perfino quasi 200 CV può rientrare, mentre un’auto da appena 110 CV può restarne fuori.

Il beneficio vale per un solo mezzo

Chi possiede più auto che rispettano il limite non sarà comunque esentato su tutte: il decreto stabilisce che il beneficio vale per una sola vettura, quella con la potenza più bassa. In caso di pari potenza viene scelta quella sulla quale sarebbe dovuto il bollo meno elevato.

Decorrenza del beneficio

Per il 2026 non cambia nulla: i proprietari dei veicoli continueranno a pagare il bollo secondo le regole attualmente in vigore. L’esenzione riguarda soltanto il 2027 e non rappresenta ad oggi un’abolizione permanente del bollo.

Cosa resta da definire

Essendo un decreto-legge, la misura ha effetto dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma dovrà essere convertita in legge dal Parlamento entro 60 giorni. In questa finestra è probabile che emergano modifiche alla norma attraverso il dibattito parlamentare e gli emendamenti inclusi eventuali accordi con le Regioni a statuto speciale e le Province autonome, che gestiscono il bollo come tributo proprio.

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