Niente multa se non sfori il 10% del tempo pagato sulle strisce blu: ecco le regole nel 2026

di Antonio Ronsivalle

Cosa si rischia se viene superato l’orario del ticket delle strisce blu? Scopriamo come funziona la tolleranza “elastica” introdotta da alcuni recenti aggiornamenti normativi al Codice della Strada

Arrivare all’auto pochi minuti dopo la scadenza del ticket sulle strisce blu non significa automaticamente ricevere una multa. La riforma del Codice della Strada ha, infatti, sostituito la vecchia tolleranza fissa, spesso indicata in 15 minuti per chi aveva pagato almeno un’ora di sosta, con un sistema percentuale più flessibile legato alla durata dello sforamento rispetto al tempo di sosta acquistato.

La significativa novità normativa, introdotta in materia di strisce blu e stalli a pagamento, riguarda proprio il superamento dell’orario per chi ha regolarmente pagato la sosta, ma resta parcheggiato oltre il tempo acquistato. Non c’è più la vecchia tolleranza fissa perché adesso la legge prevede tre diverse fasce secondo una logica di proporzionalità.

La prima fascia è quella più favorevole all’automobilista: se la verifica o l’accertamento della violazione avviene entro il 10% del tempo per il quale è stata pagata la tariffa, non si applicherà alcuna sanzione. Perciò chi ha pagato 60 minuti beneficerà di una tolleranza pari al 10%, vale a dire 6 minuti

La seconda fascia contempla il caso in cui il ritardo sia superiore al 10%, ma non oltrepassi il 50% del tempo per il quale è stata pagata la tariffa. In questa situazione, a seguito dell’accertamento della violazione, si applica una sanzione ridotta del 50%. Non significa però che l’automobilista debba pagare soltanto la multa ridotta. La legge consente, infatti, il recupero della tariffa non corrisposta. In altre parole, alla sanzione può essere aggiunto un importo collegato alla tariffa dovuta per il periodo tariffato. Il meccanismo distingue così due componenti: da una parte la sanzione amministrativa pecuniaria, che punisce la violazione in sé; dall’altra il recupero della tariffa dovuta per l’utilizzo dello spazio di sosta.

Il trattamento diventa più severo quando il superamento del tempo pagato è superiore al 50%. È la terza fascia e, in questo caso, si applicherà la sanzione ordinaria prevista per l’infrazione al Codice della Strada, oltre al meccanismo di recupero della tariffa non corrisposta.

Il principio di fondo è uno solo: un lieve sforamento può rientrare nella tolleranza, ma un prolungamento significativo della sosta rispetto al tempo acquistato comporterà conseguenze economiche più pesanti.

E chi non paga affatto la sosta sulle strisce blu? In queste circostanze non varrà la tolleranza percentuale perché il sistema appena visto riguarda il pagamento insufficiente, cioè la situazione di chi ha acquistato un determinato periodo di sosta e lo supera. Chi, invece, non ha corrisposto affatto la tariffa non può logicamente sostenere di avere diritto a un periodo iniziale di tolleranza gratuito. In questo caso, la normativa prevede la sanzione applicabile alla violazione, con la maggiorazione necessaria per consentire il recupero dell’intera tariffa non pagata.

Un altro aspetto degno di nota è dato dal fatto che multa e tariffa possono essere richieste insieme, perché non svolgono la stessa funzione. Da un lato, la sanzione amministrativa serve a punire la violazione delle regole sulla sosta. Dall’altra, la tariffa rappresenta il corrispettivo dovuto per l’occupazione dello stallo a pagamento. Per questo la legge ha previsto un sistema nel quale, nei casi indicati, l’importo della tariffa non corrisposta può essere recuperato attraverso una maggiorazione della somma dovuta.

Resta peraltro applicabile il pagamento in misura ridotta del 30% per chi versa quanto dovuto entro cinque giorni, secondo le regole generali previste dal Codice della Strada.

Le regole appena viste non valgono per tutte le violazioni della sosta ed è essenziale non confondere il superamento dell’orario pagato sulle strisce blu con altre infrazioni. La tolleranza percentuale non riguarda, per esempio, la sosta dove è vietata, l’occupazione di stalli riservati o la sosta nelle aree riservate al carico e scarico. Si tratta infatti di violazioni diverse, alle quali si applicano specifiche disposizioni.

In definitiva, la nuova disciplina non elimina ogni margine di flessibilità, ma lo lega direttamente al comportamento dell’automobilista e al tempo di sosta che quest’ultimo ha effettivamente pagato.

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