Ponte sullo Stretto, si riparte dal CIPESS: nuova delibera entro ottobre. L’obiettivo resta il via ai lavori nel 2026

di Tindaro Guadagnini

Dopo lo stop della Corte dei conti, il progetto torna sul tavolo del Governo. Pietro Ciucci annuncia un nuovo passaggio al CIPESS entro un mese. Sullo sfondo restano il nodo dei controlli, il confronto con l’Europa e la scadenza del 2034 per l’entrata in esercizio.

Il Ponte sullo Stretto non è fermo. Ma, ancora una volta, la strada verso i cantieri passa da un nuovo passaggio burocratico e istituzionale.

A settembre 2026 il progetto che dovrebbe collegare stabilmente Sicilia e Calabria torna infatti all’esame del CIPESS, dopo che la Corte dei conti aveva negato il visto di legittimità alla precedente delibera. L’obiettivo della società Stretto di Messina è correggere gli atti contestati e arrivare a una nuova deliberazione da sottoporre nuovamente al controllo della magistratura contabile.

Nuova delibera entro un mese

A fare il punto è stato l’amministratore delegato di Stretto di Messina, Pietro Ciucci, che ha indicato una nuova scadenza: riportare il progetto al CIPESS entro ottobre.

La società sta lavorando alla documentazione necessaria per superare i rilievi emersi nel precedente iter. Il passaggio è tutt’altro che formale: soltanto dopo il nuovo via libera e il successivo esame della Corte dei conti sarà possibile consolidare il percorso verso l’apertura dei cantieri.

Il Governo, intanto, continua a sostenere la realizzazione dell’opera. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha ribadito l’intenzione di arrivare ai cantieri entro la fine del 2026, mentre Ciucci ha confermato che l’obiettivo della società è entrare nella fase realizzativa entro la fine dell’anno.

Dal via libera del 2025 al nuovo stop

Il percorso aveva fatto registrare un’accelerazione nell’agosto 2025, quando il CIPESS aveva approvato il progetto definitivo del Ponte. Il Ministero delle Infrastrutture aveva allora indicato un fabbisogno complessivo di circa 13,5 miliardi di euro, dichiarando la copertura attraverso risorse statali e il capitale della società.

Sembrava l’ultimo grande passaggio prima dell’apertura dei cantieri. Ma l’iter non si è concluso come previsto.

Nel frattempo il quadro finanziario e temporale dell’opera è stato nuovamente aggiornato. Nel 2026 una parte delle risorse originariamente destinate al Ponte è stata riprogrammata e l’orizzonte per l’entrata in esercizio è stato fissato al 2034.

Il nodo della Corte dei conti

È questo oggi uno dei passaggi più delicati.

La nuova documentazione dovrà tenere conto delle osservazioni formulate dalla Corte dei conti, mentre parallelamente prosegue il confronto con le istituzioni europee su diversi aspetti del progetto, compresi quelli ambientali, gli appalti e l’adeguamento del corrispettivo contrattuale.

Il Governo punta dunque a evitare un nuovo rallentamento e a trasformare il 2026 nell’anno della ripartenza effettiva.

Un’opera da 13,5 miliardi

Il progetto prevede un ponte a campata unica destinato a diventare, secondo i dati del progetto, il più lungo al mondo di questo tipo.

Il costo complessivo indicato dalla società resta intorno ai 13,5 miliardi di euro, cifra che Ciucci ha ribadito anche negli ultimi aggiornamenti, escludendo nuovi extracosti strutturali al di fuori degli adeguamenti legati all’aumento dei prezzi.

La partita, però, non è soltanto economica.

Per Sicilia e Calabria il Ponte rappresenta da decenni una promessa infrastrutturale e, allo stesso tempo, uno dei progetti più controversi della storia recente italiana. Favorevoli e contrari continuano a confrontarsi su costi, benefici, impatto ambientale, mobilità e priorità degli investimenti pubblici.

La vera scadenza è adesso

Dopo anni di annunci e rinvii, il prossimo appuntamento sarà quindi il nuovo esame del CIPESS.

Se la procedura riuscirà a superare il nuovo passaggio senza ulteriori intoppi, il progetto potrà tornare davanti alla Corte dei conti e proseguire verso la fase realizzativa.

Il calendario dichiarato resta ambizioso: cantieri entro la fine del 2026 e Ponte operativo nel 2034.

Per la Sicilia e la Calabria, dunque, la domanda non è più soltanto se il Ponte si farà. La questione decisiva è capire se questa volta il complesso percorso amministrativo riuscirà davvero a trasformare il progetto definitivo in un cantiere aperto.

Dopo decenni di dibattito, il prossimo mese potrebbe rappresentare un altro punto di svolta. Ma, ancora una volta, sarà la concretezza degli atti — più che gli annunci politici — a dire se il Ponte sullo Stretto sarà finalmente passato dalla promessa alla realtà.

jacktoto