La Regione Siciliana si prepara ad attivare due misure destinate agli interventi sul patrimonio edilizio, con una dotazione complessiva di 20 milioni di euro.
Con il primo bando la Regione Siciliana metterà a disposizione 5 milioni di euro per chi vuole ristrutturare un immobile nei centri storici, nelle zone A e nelle aree di pregio individuate dagli strumenti urbanistici. Il bando, definito dall’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, sarà pubblicato nei primi giorni di settembre e introduce un sistema che finora non era mai stato usato per i fondi regionali: sarà l’amministrazione a coprire per intero gli interessi dei mutui accesi dai proprietari, che dovranno passare esclusivamente dalle banche convenzionate.
Cinque milioni per ristrutturare gli immobili nei centri storici
Chi vorrà ristrutturare potrà chiedere un mutuo fino a 300mila euro, da restituire in 20 anni. La quota degli interessi verrà versata dalla Regione direttamente all’istituto di credito, così al proprietario resterà da pagare soltanto la rata corrispondente al capitale. Il finanziamento potrà riguardare un singolo appartamento oppure un intero edificio, e potrà finanziare interventi di restauro, risanamento conservativo, ripristino funzionale, manutenzione straordinaria e adeguamento alle norme edilizie e antisismiche.
Mutui fino a 300mila euro con gli interessi coperti dalla Regione
Gli interventi ammessi comprendono restauro, risanamento conservativo, ripristino funzionale, manutenzione straordinaria, adeguamento alle norme edilizie e misure antisismiche, sia per singoli appartamenti sia per interi edifici.
La procedura esclude qualsiasi contatto diretto tra cittadino e amministrazione regionale. Sarà necessario rivolgersi a uno degli istituti convenzionati inseriti in un elenco allegato al bando: sarà la banca a raccogliere la richiesta, tramite un modulo predisposto ad hoc, e a trasmetterla all’assessorato alle Infrastrutture al momento della delibera del mutuo.
Domande in ordine di arrivo fino all’esaurimento delle risorse
Le domande non verranno ordinate in una classifica: saranno accolte in base all’ordine di arrivo, fino all’esaurimento dei 5 milioni disponibili. Una volta approvata l’istanza, la Regione verserà alla banca l’intero importo degli interessi in un’unica soluzione, calcolato però a valore attualizzato e quindi inferiore rispetto a quanto l’istituto incasserebbe nei 20 anni di durata del prestito. Per le banche il vantaggio è duplice: liquidità immediata e nessun rischio di insolvenza sul lungo periodo.
Questo provvedimento fa parte della manovra di bilancio approvata lo scorso dicembre e rappresenta, insieme al bando gemello da 15 milioni per la riqualificazione energetica e sismica degli edifici, l’ultimo capitolo della serie di incentivi varati dal governo Schifani nel 2026.
Altri 15 milioni per sicurezza sismica ed efficientamento energetico
Questo secondo intervento da 15 milioni per riqualificazione energetica, adeguamento sismico, abbattimento delle barriere architettoniche e miglioramento strutturale sarà gestito dall’Irfis e riserverà il 10% delle risorse ai beneficiari con Isee inferiore a 20 mila euro. La misura, presente nel Disegno di Legge di Bilancio e quindi ancora in fase di discussione nel consiglio regionale, è pensata per sostenere la trasformazione energetica e strutturale del patrimonio edilizio siciliano, puntando su due obiettivi che si completano a vicenda:
- miglioramento sismico e adeguamento strutturale, per aumentare il livello di sicurezza delle abitazioni e migliorare la qualità degli edifici e dei quartieri
- efficientamento energetico e integrazione di fonti rinnovabili, per ridurre i consumi, contenere le bollette e rendere le case più sostenibili.
Il contributo coprirà fino al 50% delle spese sostenute, con massimali variabili in base alla tipologia dell’edificio:
- 25.000 € per unità immobiliare in edifici unifamiliari o indipendenti con accesso autonomo
- 20.000 € per unità all’interno di edifici da 2 a 8 appartamenti
- 15.000 € per unità situate in edifici con più di 8 abitazioni.
Gli interventi incentivabili dalla Regione Sicilia dovranno riguardare edifici esistenti e regolarmente autorizzati. Non potranno accedere al contributo le unità immobiliari di lusso appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.