Sergio Castellitto compie 73 anni: una carriera senza tempo tra cinema, teatro e grandi storie

di Denise Bentivegna

Un volto, una voce, un modo inconfondibile di abitare ogni personaggio. Sergio Castellitto compie oggi 73 anni e festeggia una carriera costruita lontano dalle scorciatoie, attraverso il teatro, il cinema e la televisione. Un viaggio artistico lungo più di quarant’anni, segnato da interpretazioni intense, regie, grandi incontri e storie capaci di lasciare il segno.

Prima ancora del cinema, per Castellitto arriva il teatro. Dopo la formazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, il palcoscenico diventa il luogo nel quale costruire il proprio mestiere, lavorando con alcuni dei più importanti registi teatrali italiani.

Poi arriva il cinema e con esso una lunga galleria di personaggi.

Il debutto sul grande schermo arriva nel 1981 con Tre fratelli di Francesco Rosi. Da quel momento il suo percorso attraversa alcune delle pagine più importanti del cinema italiano, incontrando registi come Ettore Scola, Giuseppe Tornatore, Carlo Verdone e Francesca Archibugi.

Proprio con “Il grande cocomero” arriva uno dei primi grandi riconoscimenti della sua carriera: il David di Donatello per il miglior attore protagonista. Un premio che conferma quanto il suo modo di recitare sappia andare oltre la semplice interpretazione, entrando nella parte più fragile e complessa dei personaggi.

Ma Castellitto non è mai stato soltanto un interprete.

Nel 1999 arriva il debutto alla regia con Libero Burro. Da quel momento prende forma anche il suo percorso dietro la macchina da presa, destinato a intrecciarsi spesso con quello della scrittura.

E arriva “Non ti muovere”, tratto dal romanzo di Margaret Mazzantini. Castellitto ne è protagonista, regista e sceneggiatore, trasformando una storia dolorosa e intensa in uno dei lavori più significativi della sua carriera.

Seguono La bellezza del somaro, Venuto al mondo, Nessuno si salva da solo, Fortunata e Il materiale emotivo. Film diversi tra loro, ma accomunati da una costante: la ricerca di personaggi imperfetti, tormentati, profondamente umani.

Anche la televisione diventa una parte importante del suo percorso. In In Treatment interpreta Giovanni, protagonista di una serie nella quale il confronto psicologico e la parola diventano il cuore stesso della narrazione.

E poi il cinema internazionale, con ruoli in produzioni come “Le cronache di Narnia” e, più recentemente, “Conclave”, nel quale interpreta il cardinale Tedesco.

Ogni volta un personaggio diverso. Ogni volta una nuova sfida.

Settantatré anni diventano allora una nuova occasione per voltarsi indietro e riconoscere le tante vite attraversate davanti a una macchina da presa e su un palcoscenico. Da attore, regista e autore, Castellitto ha dato forma a personaggi capaci di rimanere nella memoria, trasformando ogni storia in un incontro diverso con il pubblico.

E dopo tanti anni, il suo mestiere conserva ancora la stessa forza, quella di entrare in una storia, darle un volto e lasciare allo spettatore qualcosa su cui tornare con il pensiero.

jacktoto

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