Insulti e minacce social a Lelio Bonaccorso: quando l’arte impegnata dà fastidio

di Tindaro Guadagnini

Ancora una volta il fumetto d’impegno civile finisce nel mirino di chi non tollera che si parli di diritti, legalità e difesa dei più deboli. Protagonista involontario della vicenda è Lelio Bonaccorso, illustratore e fumettista siciliano noto per un lavoro che negli anni ha intrecciato costantemente narrazione grafica e denuncia sociale. A rendere pubblico l’episodio è stato lo stesso autore, che tramite i propri canali ha condiviso uno screenshot di un messaggio privato ricevuto lo scorso 11 luglio. Un testo dai toni volgari e offensivi, finito per settimane nella cartella spam senza che Bonaccorso se ne accorgesse, in cui un utente delegittima con insulti personali il suo lavoro e le tematiche che porta avanti.

“L’artista non può essere scisso dalla realtà”

Nel commento che accompagna la condivisione, Bonaccorso ribadisce la propria idea di arte come strumento non solo espressivo ma anche civile: l’artista, scrive, ha il compito di occuparsi della realtà che lo circonda, raccontarla e provare a migliorarla. Un impegno che, ammette, non è privo di conseguenze spiacevoli, come dimostra il messaggio ricevuto.

Lungi dallo scoraggiarlo, però, l’episodio viene letto dal fumettista come una conferma indiretta dell’efficacia del proprio lavoro: se certe uscite infastidiscono al punto da generare reazioni così sopra le righe, significa che il messaggio arriva, smuove qualcosa, non lascia indifferenti.

La difesa dei diritti non passa di moda

Bonaccorso rilancia così i temi al centro della sua produzione: la difesa dei più deboli, la tutela del territorio, i diritti umani, la legalità. Argomenti che — sottolinea — c’è chi vorrebbe considerare superati o fuori moda, ma che continueranno a essere raccontati.
L’autore chiude il proprio intervento con un avvertimento diretto a chi gli ha scritto: qualora le provocazioni social dovessero proseguire, la vicenda potrebbe trasformarsi in un caso legale.

Non un caso isolato

Quello di Bonaccorso non è purtroppo un episodio isolato nel panorama degli autori impegnati socialmente: chi sceglie di raccontare temi scomodi attraverso il fumetto o l’illustrazione si espone spesso a reazioni ostili, online e non solo. Vicende come questa riportano al centro del dibattito il tema del linguaggio d’odio sui social e la necessità di tutela per chi fa informazione e denuncia attraverso l’arte.