Beppe Carletti, 80 anni da Nomade: «Abbiamo ancora tanta strada davanti»

di Denise Bentivegna

Ottant’anni non bastano a fermare chi ha fatto della strada la propria casa. Beppe Carletti li festeggerà il prossimo 12 agosto con una vita ancora scandita dalla musica, dai concerti e da quella voglia di continuare a partire che, in fondo, racconta meglio di qualsiasi definizione la storia dei Nomadi.

Dal 1963 sono trascorsi più di sessant’anni, eppure quella storia non sembra conoscere tramonto. Carletti, fondatore e tastierista, è ancora lì, sul palco, mentre accanto a lui continua a vivere il ricordo di Augusto Daolio, il compagno di viaggio con cui tutto ebbe inizio.

Daolio se n’è andato nel 1992, ma la sua presenza non ha mai lasciato i Nomadi. Nei ricordi custoditi da Carletti, nelle immagini che continuano ad accompagnare la band e soprattutto nelle canzoni, Augusto è ancora parte di quel viaggio. Ed è proprio questa storia che il musicista sogna un giorno di vedere trasformata in una fiction: l’incontro, l’amicizia, la nascita dei Nomadi e gli anni che hanno cambiato per sempre la musica italiana.

Un altro sogno porta invece sul palco dell’Ariston. Tornare a Sanremo per celebrare la straordinaria longevità della band sarebbe il modo per festeggiare una storia che ha attraversato generazioni e che nel 2023, per i suoi sessant’anni, è arrivata anche al Quirinale, con l’incontro con il presidente Sergio Mattarella.

Nel lungo cammino dei Nomadi ci sono le parole di Francesco Guccini e brani come Dio è morto, Auschwitz, Canzone per un’amica e Noi non ci saremo. Quest’ultima continua ad aprire i concerti, mentre sullo schermo compare il volto di Guccini: un piccolo rito che tiene insieme passato e presente.

Ma la musica, per Carletti, non è mai stata soltanto musica. È stata impegno, solidarietà, attenzione agli altri. Nel 2012 fu tra gli ideatori del Concerto per l’Emilia, nato dopo il terremoto e capace di raccogliere quasi 1,2 milioni di euro per la ricostruzione di strutture ospedaliere.

Una vita piena di incontri e riconoscimenti, ma ancora profondamente legata alle cose semplici: i disegni dei fan, i ricordi di Augusto, le persone incontrate lungo la strada.

A 80 anni, Beppe Carletti non sembra dunque avere intenzione di chiudere il viaggio. La fiction resta nel cassetto, Sanremo è un desiderio e i palchi continuano ad aspettarlo.

Perché per chi è diventato Nomade una volta, forse, lo si rimane per sempre.

«Abbiamo ancora tanta strada davanti».

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