Il 7 luglio 1881, sulle pagine del Giornale per i Bambini, faceva il suo esordio “La storia di un burattino”. A distanza di 145 anni, Pinocchio continua a essere uno dei personaggi più influenti della cultura mondiale, protagonista non solo della letteratura, ma anche del fumetto, dell’illustrazione, del cinema e dell’animazione.
Ci sono personaggi destinati a superare il tempo, le mode e persino i confini nazionali. Pinocchio è uno di questi. Nato dalla penna di Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, il celebre burattino fece la sua prima apparizione il 7 luglio 1881 sul Giornale per i Bambini, in un racconto a puntate intitolato La storia di un burattino. Nessuno avrebbe potuto immaginare che quella storia sarebbe diventata uno dei libri italiani più tradotti e conosciuti al mondo.
Nel corso dei decenni Le avventure di Pinocchio hanno attraversato generazioni, culture e linguaggi artistici, trasformando il personaggio in una vera icona universale. Dalla letteratura al teatro, dall’opera lirica al cinema, fino all’animazione, il viaggio del burattino non si è mai fermato.
Tra i linguaggi che hanno saputo valorizzare la forza narrativa dell’opera di Collodi c’è senza dubbio il fumetto. Fin dai primi anni del Novecento, Pinocchio è stato protagonista di adattamenti e reinterpretazioni sulle pagine delle principali pubblicazioni italiane dedicate ai più giovani. Riviste storiche come il Corriere dei Piccoli hanno contribuito a consolidarne l’immagine nell’immaginario collettivo, mentre nel secondo dopoguerra il personaggio ha continuato a vivere attraverso nuove trasposizioni e riletture.
Molti grandi autori hanno scelto di confrontarsi con il burattino più famoso del mondo. Benito Jacovitti ne offrì una versione personale e inconfondibile, caratterizzata dal suo stile surreale e ironico. Lorenzo Mattotti, invece, ha restituito un Pinocchio poetico e visionario, dimostrando come il capolavoro di Collodi continui a offrire spunti di lettura sempre nuovi anche agli artisti contemporanei.
Non sono mancate, inoltre, le reinterpretazioni pubblicate sulle pagine di Topolino, dove il personaggio è stato spesso omaggiato attraverso racconti ispirati alla sua storia, a conferma del legame profondo tra la tradizione letteraria italiana e il fumetto.
La forza di Pinocchio risiede nella sua straordinaria modernità. Dietro le avventure del burattino si nasconde un racconto di formazione che affronta temi universali: il rapporto tra genitori e figli, il valore dell’educazione, il desiderio di libertà, il peso delle proprie scelte e la possibilità di cambiare. È proprio questa capacità di parlare a ogni epoca che ha consentito al personaggio di attraversare oltre un secolo di storia senza perdere la propria attualità.
Oggi, a 145 anni dalla sua nascita editoriale, Pinocchio continua a essere oggetto di studi, mostre, nuove edizioni e adattamenti, confermando il proprio ruolo di patrimonio culturale italiano e internazionale.
Il suo naso che si allunga quando dice una bugia è diventato un simbolo riconoscibile in ogni parte del mondo, ma la vera eredità lasciata da Collodi è molto più profonda: quella di un personaggio imperfetto, curioso, impulsivo e profondamente umano, nel quale ogni lettore, bambino o adulto, può ancora riconoscere una parte di sé.
Dopo 145 anni, il viaggio di Pinocchio è tutt’altro che concluso. E forse è proprio questa la magia dei grandi classici: continuare a raccontare qualcosa di nuovo, ogni volta che qualcuno apre un libro…o sfoglia un fumetto.