Omicidio Willy Monteiro, ergastolo anche per Gabriele Bianchi: si chiude uno dei casi più drammatici degli ultimi anni

di Tindaro Guadagnini

Ergastolo anche per Gabriele Bianchi. Con la sentenza pronunciata dalla Seconda Corte d’Assise d’Appello di Roma, si aggiunge un nuovo capitolo alla lunga vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il giovane di 21 anni ucciso durante un violento pestaggio nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2020 a Colleferro.

La Corte ha accolto le richieste della pubblica accusa, condannando Gabriele Bianchi al carcere a vita. Una decisione che arriva dopo un articolato percorso processuale fatto di condanne, appelli e rinvii, e che segue la conferma dell’ergastolo per il fratello Marco Bianchi, resa definitiva dalla Corte di Cassazione nel novembre 2025.

Una vicenda giudiziaria lunga sei anni

Il caso ha attraversato diversi gradi di giudizio. In primo grado, i fratelli Bianchi erano stati condannati all’ergastolo. Successivamente, nel processo d’appello, le pene erano state ridotte a 24 anni grazie al riconoscimento delle attenuanti generiche. La Cassazione aveva però annullato parzialmente quella decisione, disponendo un nuovo giudizio.

Nel marzo 2025, la Corte d’Assise d’Appello di Roma aveva inflitto l’ergastolo a Marco Bianchi e 28 anni di reclusione a Gabriele, riconoscendo a quest’ultimo le attenuanti generiche. Una scelta che aveva portato a un ulteriore intervento della Suprema Corte, culminato nel rinvio per un terzo processo d’appello limitatamente alla posizione di Gabriele Bianchi.

Con la sentenza odierna, anche per lui è arrivata la condanna all’ergastolo. I difensori hanno già annunciato il ricorso in Cassazione.

Il delitto che sconvolse l’Italia

Willy Monteiro Duarte intervenne per difendere un amico coinvolto in una lite nel centro di Colleferro. Fu aggredito brutalmente e morì a causa delle violenze subite. La sua morte suscitò un’ondata di indignazione in tutto il Paese, trasformandolo nel simbolo della lotta contro la violenza gratuita e il fenomeno del branco.

Nel corso degli anni, i giudici hanno confermato la responsabilità penale degli imputati per omicidio volontario. Le motivazioni della Cassazione hanno inoltre sottolineato l’assenza di elementi significativi di ravvedimento nel comportamento processuale dei fratelli Bianchi, evidenziando la particolare gravità della condotta contestata.

La parola quasi definitiva della giustizia

A quasi sei anni dai fatti, il procedimento giudiziario si avvicina alla conclusione. Restano definitive anche le condanne per gli altri imputati coinvolti nel pestaggio, Francesco Belleggia e Mario Pincarelli.

Per la famiglia di Willy Monteiro Duarte, nessuna sentenza potrà colmare il vuoto lasciato dalla perdita del giovane. Tuttavia, l’esito del processo rappresenta un passaggio significativo in una vicenda che ha profondamente segnato l’opinione pubblica italiana e acceso un dibattito nazionale sul tema della violenza giovanile e della responsabilità individuale.