Tumori legati all’obesità, una nuova speranza dai farmaci per il diabete

di Riccardo Castro

Farmaci GLP-1: da terapia per il diabete a possibile alleato contro i tumori

I farmaci nati per il diabete e oggi sempre più utilizzati anche contro l’obesità potrebbero fare molto di più del previsto: aiutare a frenare la crescita di alcuni tumori. È quanto suggerisce un nuovo studio presentato al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), uno degli appuntamenti scientifici più importanti a livello mondiale.

Lo studio presentato all’ASCO: cosa hanno scoperto i ricercatori

Negli ultimi anni molecole come semaglutide e tirzepatide sono diventate sempre più diffuse. Appartengono alla classe degli agonisti del recettore GLP-1: farmaci che aiutano a controllare la glicemia e favoriscono la perdita di peso. Oggi, però, l’attenzione si sta spostando anche su un possibile effetto protettivo nei confronti di alcune forme di cancro legate all’obesità, una condizione che rappresenta un fattore di rischio importante per diverse malattie oncologiche.

I risultati meno chiari per prostata, pancreas e rene

La ricerca ha analizzato le cartelle cliniche di oltre 12.000 persone con tumori in fase iniziale o intermedia (stadi I, II o III). I pazienti sono stati divisi in due gruppi: chi assumeva farmaci GLP-1; chi assumeva altri antidiabetici (gliptine).

I risultati sono particolarmente interessanti per alcuni tumori, tra cui polmone, seno, colon-retto e fegato. Oltre ai dati clinici, lo studio ha rilevato un altro elemento importante: alcuni tumori esprimono il recettore GLP-1R, una proteina che potrebbe rendere le cellule tumorali più sensibili all’azione di questi farmaci. Questo potrebbe spiegare perché i pazienti in trattamento mostrano una migliore sopravvivenza e una minore progressione della malattia. Tuttavia, si tratta ancora di un’ipotesi che richiede ulteriori conferme. Ma non per tutti i tumori analizzati i risultati sono stati altrettanto chiari. Per prostata, pancreas e rene si è osservata una riduzione dei casi di metastasi nel gruppo trattato con GLP-1, ma senza una significatività statistica. Questo significa che l’effetto c’è, ma non è ancora possibile considerarlo conclusivo.

Secondo il principal investigator dello studio, Mark Orland del Taussig Cancer Institute della Cleveland Clinic, i risultati sono promettenti ma ancora preliminari. «Il nostro studio ha rilevato che l’uso di farmaci GLP-1, rispetto alle gliptine e ad altri farmaci antidiabetici, è associato a una significativa riduzione della progressione del cancro in 4 tipi di tumori solidi – afferma l’esperto –. Ciò fornisce le prime prove che giustificano ulteriori studi».

Cosa cambia oggi per i pazienti oncologici

I risultati non cambiano immediatamente le terapie oncologiche, ma aprono uno scenario interessante: farmaci già disponibili e ben conosciuti potrebbero, in futuro, essere utilizzati anche per rallentare alcuni tumori legati all’obesità.

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