Nove spunti critici per ricordare Marco Pannella, a dieci anni dalla morte, senza rimpianti né nostalgie (19 maggio 2016 – 19 maggio 2026)

di Marco Leonardi

Marco Pannella: una figura fuori dagli schemi della politica italiana

Dai novecenteschi anni turbolenti della contestazione giovanile, leggi 1968 e dintorni, fino ai grassi Anni ʼ80, dai feroci Anni Settanta al primo, placido, decennio del Duemila, disturbato dalla tragedia delle «Torri Gemelle», avviatasi l’undici settembre del 2001, quanti ricordano un “personaggio” inconfondibile della politica e della società italiana di quegli anni? Capelli fulvi e lisci, viso affilato dai continui scioperi della fame e della sete, loquela suprema e pungente.

Il Partito Radicale e le battaglie contro il sistema

Bastava accendere la televisione e te lo vedevi dall’inossidabile Bruno Vespa nel “salotto” di Mamma Rai per antonomasia, il programma televisivo «Porta a porta», ancora oggi in auge! Parliamo di Marco Pannella, indimenticabile guida barricadera di quell’Italia che non si riconosceva nella boria e nello strapotere dei potenti di turno. Ieri siamo arrivati a dieci anni, tanti sono quelli che ci separano dalla sua scomparsa, avvenuta a Roma il 19 maggio del 2016.

Le campagne per libertà civili e diritti individuali

Chi era Marco Pannella? Basta ricavare i giusti contenuti dal sui cognome, da noi fittiziamente acronimato, per assemblare una tavolozza con quei colori basici, finalizzati a dipingere un quadro, dai lineamenti essenziali e volutamente “spartani”. Quest’ultima parola, “spartani”, non sarebbe stata digerita dal “caro estinto”: un motivo in più per usarla! P come «Partito»: il battagliero Pannella è stato Segretario del «Partito Radicale» dal 1963, stilizzato sulla scheda elettorale da un pugno chiuso che teneva una rosa rossa.

Con tutti i suoi umani e peccaminosi “difettacci”, il Partito Radicale ebbe un merito, quello di cogliere in anticipo sui tempi i malumori dell’antipolitica. Beppe Grillo non ha inventato un piffero, i cittadini arrabbiati ed esclusi dalla spartizione della torta manifestavano ben prima i loro malumori: andatevi a ristudiare la storia della Prima Repubblica, cari e incalliti smemorati! A come Anarchia. Pannella ne ha diffusa a profusione, di anarchia.

Dalla lotta contro il servizio militare obbligatorio alle campagne antiproibizioniste, fino alla battaglia, per quanto minimalista, contro il canone obbligatorio per la televisione che oggi paghiamo tutti in bolletta. Tra uno sciopero e una bevuta dal bicchiere colmo di urina (oppure trattavasi di una biochetasi?), i suoi comizi volevano rompere ogni consuetudine, ogni abitudine scaduta nell’ossificazione. Risultato? Tra tante scenate, ha risvegliato in molti cittadini il valore che dovrebbe essere uno dei fondamenti della democrazia: l’approccio critico e smagato al potere, la diffidenza per quanto ingolliamo dai titolari delle cadegre, senza mai avere idea di come veniamo raggirati. N come naia: pochi ricordano quando il servizio militare era obbligatorio, senza neppure l’alternativa del servizio civile. Di naia si muore!

Marco Pannella tra televisione, media e cultura popolare

Pur nell’infondatezza di questo motto, Pannella ha smosso un mondo ripiegato su sé stesso, quello ruotante sul servizio militare obbligatorio. N come nicotina. Avete mai visto un politico fumare più di lui? Dalle foto in bianco e nero a quelle a colori, la sua “manona” teneva sempre una sigaretta, per non dire d’altro! E come Eutanasia. Non esiste battaglia più discutibile di questa, tra quelle da lui combattute. Aborrita dai cattolici, questa battaglia ha trovato un sodale impensabile per il combattivo leader dei Radicali. Tutti a dargli addosso ed ecco Indro Montanelli che se usciva con la frase: «voglio essere io a decidere come morire».

L come legalizzazione. Quale impressione sentire anche gli «Articolo 31» avere glorificato Pannella in un loro brano, per la diffusione della «maria», e non ci riferiamo, di certo, alla Beata Vergine! L come libertà: Pannella ha fatto suo il tipico concetto di libertà, in uso negli Stati Uniti a trazione liberal. Lo Stato, recitava il suo mantra, non deve mai entrare nella sfera privata e sovrana dei cittadini. A come anticlericalismo.

Ci piace ricordare una satira di Maurizio Crozza, nella quale un Pannella anziano e semisordo inizia a sproloquiare con Papa Francesco, adottando un linguaggio di altri tempi nel mondo desacralizzato di oggi, che non riconosce alcuna autorità vidimante alla Santa Romana Chiesa, ma si mette a pecorone tutte le volte che idolatra il denaro, il successo individuale e il proprio ego, unico dio al quale sottomettere l’universo intero. Onorevole Marco Pannella, i posteri Le “imputerebbero” di essere stato tutto e il contrario di tutto. Nessuno potrà mai negare che Lei ha combattuto, come un leone, per tutta la sua vita, in nome di quanto (spesso erroneamente) ritenuto giusto e “civile”. Se dovessi pensare ad un politico dalla fibra leonina, e per giunta cazzuto, mi duole ammettere che penserei alla Sua figura!

(Immagine scelta per il presente articolo: per quanti desiderino approfondire la figura di Marco Pannella [Teramo 1930 – Roma 2016] suggeriamo la lettura di questo libro, piacevole ed equilibrato ad un tempo)

Autodafé immaginato, puntata n° 14 di giorno mercoledì 20 maggio 2026

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