Freaks: il film maledetto di Hollywood che sfidò i tabù degli anni Trenta

di Tindaro Guadagnini

Nel panorama della storia del cinema esistono opere che, più di altre, hanno saputo sfidare le convenzioni del proprio tempo. Tra queste spicca Freaks, film del 1932 diretto da Tod Browning, passato alla storia come una delle pellicole più controverse mai prodotte da Hollywood. Un’opera disturbante, poetica e rivoluzionaria allo stesso tempo, che all’epoca fu accolta con scandalo ma che oggi è considerata un vero cult del cinema.

Un circo di “diversi”

La storia è ambientata in un circo itinerante popolato da artisti del cosiddetto sideshow, lo spettacolo dei fenomeni da baraccone. Il protagonista è Hans, un nano che lavora nel circo e che si innamora della trapezista Cleopatra. La donna, tuttavia, lo seduce solo per interesse: insieme al suo amante, l’uomo forte del circo, progetta di sposarlo per impossessarsi della sua eredità.

Quando gli altri artisti del circo scoprono l’inganno, la comunità dei “freaks” decide di vendicarsi. Il finale, cupo e inquietante, è entrato nella leggenda del cinema per la sua potenza visiva e simbolica. Attori reali, non effetti speciali. Ciò che rese il film davvero scioccante per il pubblico dell’epoca fu una scelta radicale del regista: Browning non utilizzò trucchi o attori truccati, ma veri artisti circensi con malformazioni fisiche.

Tra i protagonisti figuravano:
Harry Earles, che interpreta Hans; Daisy Earles, sua compagna di scena
Johnny Eck, celebre artista privo della parte inferiore del corpo; Prince Randian, noto come “l’uomo bruco”. Browning, che da giovane aveva lavorato proprio nei circhi e negli spettacoli itineranti, voleva raccontare il mondo degli emarginati con uno sguardo umano e solidale. In questo senso, il film ribalta la prospettiva: i veri “mostri” non sono i freaks, ma i personaggi apparentemente normali che li sfruttano e li tradiscono.

Scandalo, censura e tagli

All’uscita nel 1932, la reazione del pubblico fu violentissima. Molti spettatori abbandonarono le sale disgustati e alcune città vietarono la proiezione del film.

La casa di produzione Metro-Goldwyn-Mayer fu costretta a tagliare diverse scene ritenute troppo crude. La versione originale del film andò in gran parte perduta e la pellicola rimase per anni ai margini del circuito cinematografico, diventando quasi un’opera “maledetta”.

La rivalutazione critica

A partire dagli anni Sessanta e Settanta, Freaks venne riscoperto dalla critica e dai cinefili. Il film iniziò a essere considerato un’opera pionieristica per il modo in cui affronta temi come la discriminazione, l’identità e la diversità e la solidarietà tra emarginati.
Oggi la pellicola è studiata nelle scuole di cinema e citata come una delle opere più coraggiose della Hollywood classica.

Un film ancora attuale

A quasi un secolo dalla sua uscita, Freaks continua a provocare e far riflettere. Il suo messaggio resta potente: la normalità è spesso una costruzione sociale, e chi viene definito “diverso” può rivelare una umanità più profonda di chi si considera tale.
Proprio per questo, il film di Tod Browning rimane una delle opere più inquietanti e affascinanti della storia del cinema, capace ancora oggi di mettere lo spettatore di fronte ai propri pregiudizi.