Redivivus, in Sicilia l’arte del riciclo diventa simbolo di rinascita sociale

di Sveva Scocco

Il progetto di Corepla si conclude a Catania

Si è concluso al Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane dell’Università di Catania il percorso siciliano di Redivivus, l’iniziativa promossa da Corepla che unisce sostenibilità ambientale e inclusione sociale. Dopo aver fatto tappa ad Acireale, Palermo e Caltanissetta, il progetto ha chiuso il suo minitour con un evento che ha messo al centro il valore del riciclo come metafora di trasformazione e nuova possibilità.

All’interno degli spazi del museo sono state presentate 19 opere artistiche realizzate da giovani provenienti dagli Istituti Penali per Minorenni della Sicilia. Le creazioni sono nate dal riutilizzo di bottiglie in PET riciclate: materiali di scarto trasformati in opere d’arte capaci di raccontare storie di cambiamento, espressione e speranza.

Arte e sostenibilità come strumenti di inclusione

Il progetto è stato realizzato con il patrocinio del Ministero della Giustizia ed è stato curato dall’associazione Mani e Mente, guidata da Romina Scamardi. L’iniziativa ha voluto dimostrare come il riciclo degli imballaggi in plastica possa diventare non solo una pratica ambientale virtuosa, ma anche uno strumento educativo e sociale.

Attraverso il lavoro creativo, i ragazzi coinvolti hanno avuto l’opportunità di esprimersi e di sviluppare consapevolezza delle proprie capacità, trasformando un materiale destinato allo scarto in un mezzo di racconto personale e artistico.

Le istituzioni presenti all’inaugurazione

All’inaugurazione del 6 marzo hanno partecipato diversi rappresentanti istituzionali e del mondo culturale. Tra questi Alfio Massimo Pesce, assessore all’Ambiente del Comune di Catania, l’on. Eliana Longi, deputata di Fratelli d’Italia, Maria Covato, direttrice dell’Istituto Penale Minorile Bicocca di Catania, la professoressa Germana Barone, direttrice del museo universitario, Giovanni Cassuti, presidente di Corepla, e la curatrice del progetto Romina Scamardi.

Secondo l’assessore Pesce, iniziative come questa dimostrano come sostenibilità ambientale e inclusione sociale possano procedere insieme. Il progetto, ha sottolineato, rappresenta un messaggio importante per la comunità perché mostra come i giovani possano trasformare un rifiuto in un simbolo di rinascita e responsabilità.

Anche la deputata Eliana Longi ha evidenziato il valore educativo dell’iniziativa, sottolineando come il riciclo possa diventare un’opportunità concreta di crescita per i ragazzi coinvolti.

Il ruolo dell’Università e del museo

Per la direttrice del museo Germana Barone, la mostra ha un significato particolarmente profondo. Le opere esposte raccontano infatti una doppia trasformazione: quella dei materiali, che da rifiuti diventano oggetti artistici, e quella delle persone, che attraverso la creatività trovano nuovi strumenti per immaginare il proprio futuro.

L’Università di Catania, ha ricordato Barone, è da tempo impegnata in iniziative che promuovono valori civici e responsabilità sociale. In questa direzione si inserisce anche il recente protocollo di collaborazione con l’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Catania, nell’ambito del progetto “Giustizia e cultura in dialogo”, che prevede attività formative e iniziative culturali rivolte a persone coinvolte in percorsi di giustizia riparativa.

Riciclo e cultura: la visione di Corepla

Il presidente di Corepla, Giovanni Cassuti, ha spiegato come Redivivus voglia raccontare una sostenibilità più ampia rispetto al semplice riciclo dei materiali. La plastica può tornare a nuova vita come materia prima, ma allo stesso modo anche le persone possono ripartire se messe nelle condizioni di esprimere il proprio talento. In questo senso, l’arte diventa un ponte tra ambiente, dignità e opportunità.

L’iniziativa si inserisce in un impegno più ampio del consorzio per diffondere la cultura del riciclo. Tra gli strumenti attivi c’è anche RecoPET, il sistema incentivante che in poco più di un anno ha portato all’installazione di 79 ecocompattatori in Sicilia, consentendo la raccolta di oltre 4 milioni di bottiglie in PET e contribuendo a rafforzare la filiera del riciclo.

Un viaggio che unisce ambiente e comunità

Con la tappa finale di Catania si conclude quindi un percorso che ha attraversato diverse città siciliane con un messaggio chiaro: il riciclo non è solo una pratica ambientale, ma può diventare anche esperienza culturale, educativa e sociale, capace di generare valore per l’intera comunità.

Il progetto era stato presentato lo scorso novembre a Roma, presso l’Istituto Centrale del Restauro nel Complesso Monumentale di San Michele a Ripa, segnando l’inizio di un’iniziativa che oggi si chiude con una forte testimonianza di creatività, sostenibilità e possibilità di rinascita.