Pericolo cuore dal grasso nascosto a livello addominale

di Riccardo Castro

L’adipe di troppo che circonda organi quali lo stomaco, il fegato, l’intestino, induce un invecchiamento precoce del cuore. Mentre quello di troppo ai fianchi o alle cosce, tipico delle donne con una figura “a forma di pera”, ne manterrebbe la salute corrispondente all’età reale. Un nuovo studio ha attinto ai dati di 21000 persone, immagazzinati nella ‘Biobank’ britannica.

Lo studio sul grasso viscerale e la salute del cuore

Sono stati analizzati con strumenti ed esami speciali il cuore e il sangue di volontari, mappando, tramite scan di tutto il corpo, la localizzazione precisa del grasso interno, che spesso non si vede nemmeno dall’esterno. Scienziati del ‘Medical Research Council‘ di Londra hanno così osservato, nelle persone con grasso in profondità a livello dei visceri, la presenza di tessuti cardiovascolari e degli organi interni “irrigiditi ed infiammati”.

Perché il grasso addominale è più pericoloso

Nel sangue inoltre sono emersi livelli alti di fattori indicativi di una elevata infiammazione generale. Ai partecipanti e’ stata assegnata una età del cuore individuale, che è stata confrontata con la loro età reale. Il rapporto pubblicato sull’European heart journal ha concluso che gli individui con un invecchiamento delle funzioni cardiache precoce, avevano decisamente più adipe addominale nascosto.

Differenze tra uomini e donne nel rischio cardiovascolare

Negli uomini, la cosiddetta ‘pancetta’ è risultata un fattore preciso per predire l’invecchiamento cardiaco. Nelle donne invece una figura ‘a pera’ è risultata svolgere una funzione protettiva cosi come l’avere un buon livello di estrogeni prima della menopausa.
L’autore della ricerca, Declan O’Regan, professore all’ Imperial college di Londra ha inoltre precisato “che il Bmi, indice di massa corporea che calcola il rapporto tra peso e altezza è risultato ininfluente per il calcolo dell’età del cuore”.

Ciò dimostra che è ben più importante localizzare la posizione del grasso nel corpo che la sua quantità ha concluso il ricercatore.