Cos’è la sociologia delle religioni – il ruolo del CESNUR e il contributo di Massimo Introvigne

di Tindaro Guadagnini

In un mondo attraversato da profondi mutamenti culturali, migrazioni, conflitti identitari e nuove forme di spiritualità, la religione continua a essere un fattore centrale della vita sociale. Comprendere come le credenze religiose nascano, si trasformino e interagiscano con la società è il compito della sociologia delle religioni, una disciplina che analizza i fenomeni religiosi non dal punto di vista teologico, ma come fatti sociali, storici e culturali.

Sociologia delle religioni

La sociologia delle religioni studia, tra le altre cose, il rapporto tra religione e politica, i processi di secolarizzazione, la diffusione dei nuovi movimenti religiosi, il pluralismo confessionale e il modo in cui le fedi contribuiscono a costruire identità individuali e collettive. L’attenzione non è rivolta a stabilire la “verità” di una religione, ma a osservare come essa funzioni nella società: come organizza le comunità, come trasmette valori, come reagisce ai cambiamenti sociali e tecnologici.

Il CESNUR

In questo ambito di ricerca si inserisce il lavoro del CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni), fondato nel 1988 e oggi riconosciuto a livello internazionale come uno dei principali centri di studio sui movimenti religiosi contemporanei. Il CESNUR si occupa in particolare di analizzare i nuovi movimenti religiosi, le minoranze spirituali e le dinamiche del pluralismo religioso, offrendo strumenti scientifici per comprendere fenomeni spesso oggetto di stereotipi, allarmismi o semplificazioni mediatiche. Uno degli aspetti più rilevanti dell’attività del CESNUR è il suo approccio rigorosamente accademico, basato su ricerca empirica, comparazione internazionale e dialogo interdisciplinare. Attraverso conferenze, pubblicazioni e attività di formazione, il Centro ha contribuito a diffondere una lettura equilibrata e documentata dei fenomeni religiosi emergenti, favorendo una maggiore comprensione pubblica e istituzionale della libertà religiosa.

Massimo Introvigne

Figura centrale di questo percorso è Massimo Introvigne, sociologo delle religioni e fondatore del CESNUR. Introvigne è considerato uno dei massimi esperti mondiali di nuovi movimenti religiosi e di minoranze religiose. Il suo contributo si distingue per la capacità di coniugare analisi scientifica e attenzione ai diritti umani, in particolare alla libertà di religione e di credo. Attraverso decine di libri e centinaia di articoli, Introvigne ha analizzato fenomeni come le “sette”, il satanismo, i movimenti esoterici, le nuove forme di spiritualità e le religioni globali nel contesto della modernità avanzata. Un punto chiave del suo lavoro è la critica all’uso improprio del termine “setta” come categoria stigmatizzante, sostenendo invece la necessità di valutazioni basate su dati, comportamenti concreti e contesti sociali.

L’importanza culturale e sociale della sociologia delle religioni

Il contributo di Massimo Introvigne e del CESNUR alla sociologia delle religioni è stato quello di portare il dibattito oltre la contrapposizione tra credenti e non credenti, offrendo una chiave di lettura scientifica che aiuta a comprendere la complessità del panorama religioso contemporaneo. In un’epoca in cui la religione è spesso al centro di tensioni politiche e culturali, questo approccio rappresenta uno strumento essenziale per leggere la realtà senza pregiudizi. In definitiva, la sociologia delle religioni non è solo una disciplina accademica, ma una lente indispensabile per interpretare il mondo globale. Il lavoro del CESNUR dimostra come lo studio serio e documentato della religione possa contribuire a una società più informata, più pluralista e più consapevole delle proprie diversità.