Memoria: Il crimine Nucleare “permanente” della Francia nel Sahara algerino

di Abdelhafid Kheit

Oltre le crisi diplomatiche

Molti ritengono che le ricorrenti tensioni tra Algeria e Francia, comprese quelle più recenti, non siano che “una tempesta in un bicchier d’acqua” o crisi transitorie dettate da interessi politici contingenti. Tuttavia, la realtà conferma che il rapporto tra i due paesi è estremamente complesso, governato da un’eredità nefasta lasciata dall’occupazione francese nell’arco di 132 anni (1830-1962) — uno dei periodi coloniali più lunghi nella storia del mondo arabo.

Questo lascito non si limita al sacrificio di milioni di martiri, al saccheggio delle risorse o alle politiche di oscurantismo culturale, ma si estende a tracce indelebili che persistono ancora oggi. Alcune di queste conseguenze potrebbero durare per secoli o millenni. Il lettore potrebbe stupirsi di fronte a tale scala temporale, ma il riferimento è agli esperimenti nucleari condotti dalla Francia in terra algerina. Si tratta di una questione di estrema complessità e di eventi atroci; ne analizzeremo qui la portata per comprendere l’entità di quello che può essere definito un “crimine silenzioso” che continua a devastare la terra e l’uomo: il dossier delle esplosioni nucleari che hanno trasformato il Sahara algerino in un laboratorio della morte.

La “Hiroshima d’Algeria”: Dettagli del terrore a Reggane

Il 13 febbraio 1960, la Francia entrava nel “club nucleare” come quarta potenza mondiale, effettuando i propri test non sul proprio territorio nazionale, bensì nella terra occupata dell’Algeria. Il primo esperimento fu denominato Gerboise Bleue (il Gerboa Blu), dal nome di un roditore diffuso nel deserto algerino. Mentre il colore “blu” richiamava ufficialmente il primo colore del tricolore francese, diverse tesi suggeriscono un riferimento alla bandiera israeliana. Documenti storici indicano infatti una stretta cooperazione segreta con scienziati israeliani che assistettero ai test, essendo la Francia il principale sostenitore della costruzione del reattore di “Dimona” in terre occupati in Palestina.

Si ipotizza inoltre che finanziamenti israeliani abbiano sostenuto il progetto nucleare francese in quella fase di alleanza strategica, culminata nella partecipazione comune all’aggressione tripartita contro l’Egitto. La potenza dell’esplosione a Reggane fu stimata tra le 60.000 e le 70.000 tonnellate di tritolo (TNT), una forza inaudita per l’epoca, pari a circa cinque volte quella della bomba atomica denominata Little Boy, sganciata dagli Stati Uniti d’America il 6 agosto 1945 sulla città di Hiroshima. Gli effetti non rimasero confinati entro i confini algerini: le nubi radioattive raggiunsero paesi limitrofi come il Ciad e il Niger, e persino in Portogallo si registrarono “piogge nere” contaminate a seguito dell’esplosione, il cui boato fu udito a 300 km di distanza.

La trappola degli “Accordi di Evian” e la prosecuzione dei test dopo l’indipendenza

Una delle realtà più dolorose è che le esplosioni nucleari non cessarono con la fine del colonialismo nel 1962. Gli “Accordi di Evian” includevano clausole allegate che permettevano alla Francia di mantenere siti militari nel Sahara (Reggane, Béchar e In Ekker ) per ulteriori cinque anni. Parigi sfruttò questo periodo per condurre una serie di altri test sotto i nomi in codice “Gerboise Blanche”, “Rouge” e “Verte”, protraendosi fino al 1966. Tra i più gravi si annovera l’incidente di “Béryl” a In Ekker, dove un guasto tecnico causò una massiccia fuga radioattiva, provocando una catastrofe ambientale i cui effetti persistono tuttora.

Rifiuti nucleari ignoti: Una bomba a orologeria millenaria

Il crimine maggiore risiede nei “rifiuti “. Le forze francesi hanno sepolto migliaia di tonnellate di attrezzature contaminate, aerei e autocarri in località rimaste ignote agli algerini. A tutt’oggi, la Francia rifiuta di consegnare le “mappe topografiche” dei siti di interramento, adducendo ragioni di “segreto della difesa nazionale”. Gli scienziati avvertono che l’attività di questi rifiuti e delle radiazioni potrebbe protrarsi per 4.000 anni o più, emanando tossine nel sottosuolo. Gli studi idrogeologici indicano che proprio nel Sahara algerino si trova il sistema acquifero dell’Albiano, la più grande riserva di acqua dolce al mondo (oltre 50.000 miliardi di metri cubi), ora minacciata dalla contaminazione invisibile.

Il costo umano e ambientale: I numeri del disastro

Studi accademici, sebbene necessitino di ulteriore approfondimento internazionale, rivelano dati allarmanti nelle aree circostanti i siti dei test:

  • Individuazione di circa 26 tipi di patologie cancerose e cutanee direttamente correlate alle radiazioni.
  • Censimento di oltre 42.000 vittime affette da malformazioni congenite, patologie oculari, paralisi e tumori.
  • Persistenza di nascite con rare malformazioni genetiche, eredità biologica del danno nucleare originario.

Condizioni per la riconciliazione: Esiste una volontà francese?

Risolvere i contenziosi legati alla memoria tra Francia e Algeria per stabilire autentiche relazioni di amicizia rappresenta una sfida monumentale. Non è facile ignorare un passato coloniale caratterizzato da atti di ritorsione volti a umiliare il popolo algerino per la sua fiera resistenza. I crimini commessi in Algeria superano per crudeltà quelli perpetrati da altre potenze coloniali. Per decenni, i governi francesi hanno ignorato questo dossier, temendo le conseguenze del diritto internazionale e che questi sperimenti rientrano nella categoria dei crimini contro l’umanità, che il diritto internazionale considera non prescrivibili. Una vera riconciliazione richiede che la Francia abbandoni la sua “visione paternalistica” e riconosca le proprie responsabilità storiche e giuridiche attraverso:

  1. Il riconoscimento esplicito e inequivocabile dei crimini commessi.
  2. L’assunzione degli oneri tecnici e finanziari per l’estrazione e lo smaltimento sicuro dei rifiuti nucleari.
  3. L’indennizzo integrale (fisico e psicologico) per i “figli delle radiazioni”, superando i criteri restrittivi della “Legge Morin”.

Conclusione: Il declino morale della “Capitale delle Luci”

Il dossier degli esperimenti nucleari mette a nudo l’immenso divario tra gli ideali della Rivoluzione Francese (Liberté, Égalité, Fraternité) e la realtà delle sue pratiche in Algeria. Il persistente silenzio di Parigi riflette una distorsione del concetto di “fratellanza umana” e un disprezzo per il diritto alla vita. I siti di Reggane e In Ekker l’area nota per essere stata la sede dei controversi test nucleari sotterranei francesi tra il 1961 e il 1966 rimarranno testimoni del fatto che il colonialismo non fu solo un’occupazione militare, ma un tentativo di ipotecare il futuro di una nazione per millenni un tentativo a cui l’Algeria continua a opporsi con fermezza, esigendo verità e giustizia.


الذاكرة النووية: جريمة فرنسا “المستمرة” في الصحراء الجزائرية

 مقدمة: ما وراء الأزمات الدبلوماسية

يعتقد الكثيرون أن التوترات المتكررة بين الجزائر وفرنسا وما يحدث في الآونة الاخيرة مجرد “سحابة صيف” أو أزمات عابرة تحركها المصالح السياسية الآنية. لكن الواقع يؤكد أن العلاقة بين البلدين معقدة للغاية ومحكومة بإرث “مشؤوم” تركه الاحتلال الفرنسي على مدار 132 عاماً (1830-1962) من أطول فترات الاحتلال في العالم العربي. هذا الإرث لا يتوقف عند ملايين الشهداء، أو نهب الثروات، أو سياسات التجهيل، بل يمتد إلى ما تركه من آثار ما زالت موجودة إلى الآن وبعض الآثار قد تستمر عشرات ومئات والبعض يقول آلاف السنين لو كان في عمر الأرض بقية طبعا ممكن يستغرب قارئ هاته السطور ما هي هذه الآثار التي ممكن تستمر لألاف السنين و هو ما يتعلق بالتفجيرات النووية التي قام بها الفرنسيون في أرض الجزائر الموضوع غاية التعقيد عندما يتم دراسته بتفصيلاته فهي احداث مروعة فسوف نتحدث عما وقع فعلا بشيء من الإيجاز و ايراد بعض المعلومات البسيطة لنعرف حجم الجريمة الفرنسية على أرض الجزائر انها  “جريمة صامتة” لا تزال تفتك بالأرض والإنسان حتى يومنا هذا، وهي ملف التفجيرات النووية التي جعلت من الصحراء الجزائرية مختبراً للموت.

هيروشيما الجزائر”.. تفاصيل الرعب في “رقان”

في 13 فبراير 1960، دخلت فرنسا “النادي النووي” كرابع دولة في العالم ، ليس فوق أراضيها، بل فوق أرض الجزائر المحتلة . أُطلقت على التجربة الأولى تسمية آنذاك الجربوع الأزرق نوع من القوارض منتشر بكثرة في صحراء الجزائر بينما يقال ان

“الأزرق” يرمز للون الأول في علم فرنسا، والبعض يرى انه نسبة لون العلم الإسرائيلي تشير حقائق تاريخية إلى وجود تعاون سري وثيق مع علماء من إسرائيل حضروا التجارب، حيث كانت فرنسا الداعم الرئيسي لبناء مفاعل “ديمونة في فلسطين في نفس الوقت قيل إن الأموال الإسرائيلية هي التي مولت المشروع الفرنسي النووي وكان فيه تعاون م بينهم في هاته الفترة وشاركت فرنسا في العدوان الثلاثي. بلغت قوة تفجير قنبلة “رقان” الأولى من 60 الى70 ألف طن من المادة المتفجرة ال تي ان تي قوة لا يمكن تخيلها، القوة خمس أضعاف قوة القنبلة التي ألقيت على هيرو شيما لم تتوقف الآثار عند حدود الجزائر؛ فقد وصلت السحب الإشعاعية إلى دول الجوار مثل تشاد والنيجر بل وسجلت البرتغال تساقط “أمطار سوداء” ملوثة عقب الانفجار الذي سُمع دويه على بعد 300 كم.

“اتفاقيات إيفيان” واستمرار التجارب بعد الاستقلال

من الحقائق المؤلمة أن التفجيرات النووية لم تتوقف برحيل الاستعمار عام 1962. فقد تضمنت “اتفاقيات إيفيان” بنوداً ملحقة سمحت لفرنسا بالاحتفاظ بمواقع عسكرية في الصحراء (رقان، بشار، وعين إيكر) لمدة خمس سنوات إضافية. استغلت باريس هذه الفترة لتنفيذ سلسلة تجارب أخرى تحت مسميات “اليربوع الأبيض” و”الأحمر” و”الأخضر”، وصولاً إلى عام 1966. ومن أخطر هذه التجارب حادثة “بيريل في جبل إيكر التي شهدت تسربا إشعاعيا ضخما نتيجة خلل تقني مما تسبب في تلوث بيئي لا تزل آثاره باقية الى يومنا هذا.

النفايات المجهولة.. القنبلة الموقوتة لآلاف السنين

تكمن الجريمة الكبرى في “النفايات النووية”؛ حيث قامت القوات الفرنسية بدفن آلاف الأطنان من المعدات الملوثة، والطائرات، والشاحنات في أماكن مجهولة للجزائريين، ترفض فرنسا حتى اليوم تسليم “الخرائط الطبوغرافية” لمواقع الدفن تحت ذريعة أسرار الدفاع الوطني. يؤكد العلماء أن آثار هذه النفايات والإشعاعات قد تستمر لـ أربعة ألاف سنة أو أكثر، وهي تشع السموم في باطن الأرض، “الألبوم الهيدروجيولوجي”  كتاب أو مجموعة دراسات متكاملة في علم  الهيدروجيولوجيا، العلم الذي يدرس المياه الجوفية في باطن الأرض يبين ان (أضخم احتياطي مياه جوفية في العالم يوجد منسوب المياه الجوفية في الألبية ا بشكل أساسي  يوجد في الصحراء الجزائرية وهو أكبر احتياطي للمياه العذبة في العالم يحتوي على أكثر من 50 الف مليار متر مكعب من المياه العذبة.

الفاتورة البشرية والبيئية أرقام تتحدث

كشفت الدراسات التي لا تزال بحاجة الى تحليل أعمق وحرفية دولية عن نتائج مفزعة في المناطق المحيطة بمواقع التفجير،

رصد حوالي ست وعشرون نوعا من الامراض السرطانية والجلدية المرتبطة بالإشعاع النووي ووجود اكثر من اربع و ثلاثون ألف ضحية تعاني تشوهات خلقية، أمراض العيون، الشلل، والسرطانات المختلفة و لا يزال أطفال يولدون بتشوهات نادرة في تلك المناطق نتيجة الانتقال الوراثي للأضرار النووية

شروط المصالحة.. هل تملك فرنسا الإرادة؟

لتسوية ملفات الذاكرة بين فرنسا و الجزائر و إقامة علاقات صداقة ما بين الدولتين هناك تحد كبير بدءا انه ليس من السهل الحديث عن نسيان الماضي الاستعماري  بل هناك من يعتبر انه من الصعب نسيان ما فعلته فرنسا في أرض الجزائر التي تعمدت و قامت بأبشع صور الانتقام و محاولة إذلال الشعب الجزائري كونه الشعب الذي قاوم بقوة  الاستعمار الفرنسي و ما قامت به فرنسا من جرائم   لم يحدث من معظم القوى الاستعمارية في العالم بل لعله لم يصدر  من فرنسا مع أي دولة من الدول التي احتلتها ما صدر منها الا ارض الجزاىر التي لاقت فيها مقاومة باسلة فكان رد الفعل ان اخرج المستعمر كل طاقة الشر الموجودة و ما ذكر مثال فقط على بشاعة جريمة التفجيرات النووية التي لم نتطرق لكل تفصيلاتها و آثارها السلبية الممتدة ليومنا هذا.

الحكومة الفرنسية طبعا لعقود متتالية تتجاهل هذا الملف وتخشى الوقوع تحت طائلة القانون الدولي وهي غير عابئة بما يحدث. ان إقامة علاقات صداقة حقيقية وتصفية ملف “الذاكرة” يتطلب من فرنسا التخلي عن “النظرة الفوقية” والاعتراف بمسؤوليتها التاريخية والقانونية ولا يمكن بناء مستقبل مشترك دون:

 اعتراف الدولة الفرنسية بجرائمها بشكل لا لبس فيه.

تحمل فرنسا التكاليف التقنية والمالية لاستخراج النفايات النووية ودفنها بطرق علمية آمنة.

تعويض المتضررين من الاشعاعات النووية جسدياً ونفسياً، بعيداً عن شروط “قانون موران” التعجيزية

سقطة “عاصمة الأنوار”

تتجلى في ملف التجارب النووية فجوة هائلة بين شعارات الثورة الفرنسية (حرية، مساواة، أخوة) وبين واقع ممارساتها على أرض الجزائر. إن استمرار باريس في تجاهل هذا الملف يعكس خللاً في مفهوم “الإخاء الإنساني” واستهانة بالحق في الحياة. سيبقى ملف “رقان” و”عين إيكر” شاهداً على أن الاستعمار لم يكن مجرد احتلال عسكري، بل كان محاولة لتدمير مستقبل أمة لآلاف السنين.. محاولة لا تزال الجزائر تقاوم آثارها بصلابة وعزيمة.

Abdelhafid Kheit