Invincible, dal fumetto indipendente alla serie animata cult: l’ascesa dell’eroe di Robert Kirkman

di Tindaro Guadagnini

Quando Invincible esordisce nel 2003, il panorama dei fumetti supereroistici appare dominato da colossi editoriali e formule narrative consolidate. Eppure, da quel contesto emerge un’opera capace di rinnovare il genere dall’interno. Creato da Robert Kirkman, con i disegni di Cory Walker e successivamente di Ryan Ottley, Invincible nasce come una storia apparentemente classica di formazione supereroistica, per poi trasformarsi in uno dei racconti più maturi, violenti e sorprendenti del fumetto contemporaneo.

Le origini: un supereroe fuori dagli schemi

Invincible viene pubblicato dalla casa editrice indipendente Image Comics, fondata su un principio cardine: il pieno controllo creativo da parte degli autori. Kirkman sfrutta questa libertà per raccontare una storia che, pur richiamando i modelli Marvel e DC, se ne distacca progressivamente. Il protagonista è Mark Grayson, un adolescente come tanti, figlio del più grande supereroe della Terra, Omni-Man. Quando Mark sviluppa i suoi poteri, tutto sembra avviarsi verso il classico racconto di apprendistato eroico. Ma Kirkman gioca fin dall’inizio con le aspettative del lettore, introducendo una narrazione che mescola realismo emotivo, brutalità e conseguenze concrete delle azioni dei supereroi.

Un fumetto che decostruisce il mito

Il vero punto di forza di Invincible risiede nella sua capacità di decostruire il mito supereroistico senza rinunciare all’epica. Le battaglie sono spettacolari, ma anche devastanti; la violenza non è mai edulcorata e lascia segni profondi, fisici e psicologici. Le relazioni familiari, i dilemmi morali e il peso dell’eredità diventano elementi centrali della trama. Nel corso dei suoi 144 numeri, pubblicati fino al 2018, Invincible si sviluppa come una lunga saga coerente, con un inizio e una fine ben definiti, qualità sempre più rara nel fumetto seriale. Il successo di critica e pubblico cresce nel tempo, trasformando l’opera in un punto di riferimento del fumetto indipendente statunitense.

Dal fumetto allo schermo: la serie animata

Il salto definitivo verso la popolarità di massa avviene nel 2021, quando Invincible diventa una serie animata prodotta da Amazon Prime Video. A differenza di molti adattamenti, la serie resta sorprendentemente fedele allo spirito del fumetto, pur operando alcune scelte narrative per rendere la storia più efficace sul piano televisivo. Lo stile animato, solo in apparenza tradizionale, contrasta volutamente con la durezza dei contenuti, amplificando l’effetto di straniamento. Il cast vocale, che include nomi come Steven Yeun, J.K. Simmons e Sandra Oh, contribuisce a dare profondità emotiva ai personaggi e ad attirare un pubblico più ampio, anche al di fuori degli appassionati di fumetti.

Un successo globale

La serie animata ottiene rapidamente un enorme consenso di critica e pubblico, diventando uno dei titoli di punta dell’animazione per adulti. Le scene di combattimento estreme, la complessità morale dei personaggi e la scrittura matura vengono spesso citate come elementi distintivi rispetto ad altre produzioni supereroistiche. Il successo televisivo porta a una nuova riscoperta del fumetto originale, con ristampe, nuove edizioni e un aumento significativo delle vendite, confermando la forza del progetto ideato da Kirkman.

L’eredità di Invincible

Invincible rappresenta un esempio virtuoso di come un fumetto nato in ambito indipendente possa diventare un fenomeno globale senza perdere la propria identità. Attraverso una narrazione che unisce spettacolo e riflessione, l’opera di Robert Kirkman dimostra che il genere supereroistico può ancora evolversi, raccontando storie più adulte, consapevoli e profondamente umane.

Dal fumetto alla serie animata, Invincible ha saputo conquistare il pubblico riscrivendo le regole del mito dell’eroe invincibile, dimostrando che anche i superuomini possono sanguinare — e che proprio in questa fragilità risiede la loro forza.