Lo scenario siriano contemporaneo: tra equilibri geopolitici, lezioni della storia e tradizione profetica

di Abdelhafid Kheit

La Siria attraversa una delle fasi più delicate della sua storia recente, segnata dalla sovrapposizione di interessi internazionali, dal mutamento delle alleanze regionali e da una profonda ridefinizione degli equilibri di potere. Il recente orientamento statunitense verso la revoca delle sanzioni e le promesse di stabilità economica sollevano interrogativi centrali sulle reali intenzioni di Washington e sugli obiettivi strategici che accompagnano questa svolta.

Il tutto si inserisce in un contesto in cui la Siria è percepita da diverse potenze regionali come un’estensione della propria sicurezza nazionale, mentre attori locali fino a poco tempo fa classificati come terroristi vengono oggi riabilitati sul piano politico. Sullo sfondo resta un elemento costante e non negoziabile della politica americana in Medio Oriente: la sicurezza di Israele.

Ambiguità e contraddizioni della politica statunitense

L’ambivalenza della politica statunitense nello scenario siriano emerge su due livelli principali.

Da un lato, il pragmatismo verso forze islamiste precedentemente etichettate come terroristiche solleva un dubbio metodologico rilevante: si tratta di una reale evoluzione ideologica di questi gruppi — i cui fondamenti dottrinali difficilmente cambiano in tempi brevi — oppure di una manovra tattica, temporanea e strumentale di Washington?

Dall’altro lato, vi è l’equazione siriano-israeliana. La nascita di uno Stato siriano forte, unitario e sovrano rappresenta una potenziale minaccia strategica per Israele. Considerando il sostegno incondizionato degli Stati Uniti a Tel Aviv, testimoniato dall’uso sistematico del diritto di veto alle Nazioni Unite (114 veti su 260 totali, di cui 80 a difesa di Israele), appare evidente la contraddizione tra la retorica del sostegno a una “Siria sovrana” e la dottrina strategica reale di Washington.

Legittimazione religiosa e uso strumentale della Siria

Alcuni attori giustificano l’attuale apertura verso il sostegno statunitense ricorrendo a deduzioni religiose basate su episodi della Siria, la biografia profetica. Tuttavia, un’analisi rigorosa mostra discrepanze sostanziali.

È vero che il Profeta ﷺ accettò la protezione (ijara) di al-Mut’im bin Adi, un non musulmano, per entrare alla Mecca. Ma quella protezione fu incondizionata: il Profeta mantenne intatti la propria identità, i propri principi e la propria autonomia politica. Al contrario, rifiutò le offerte di protezione delle tribù di Bani Amir e Banu Shayban quando queste imposero condizioni legate alla spartizione del potere o alla limitazione della difesa militare.

Da questi episodi emerge una regola chiara: la cooperazione non deve mai trasformarsi in dipendenza o subordinazione. Una lezione che contrasta apertamente con le dinamiche attuali, in cui le grandi potenze impongono condizioni che intaccano il cuore della sovranità nazionale.

Lezioni della storia: promesse mancate e imperi in declino

La storia non si ripete identica, ma segue schemi ricorrenti. Il declino dell’Impero Ottomano offre un esempio emblematico dei rischi legati all’affidamento alle potenze coloniali. Cipro fu ceduta alla Gran Bretagna in cambio di promesse di protezione mai mantenute.

L’intervento europeo come “mediatore” portò allo smembramento progressivo dell’Impero: dalla Bosnia-Erzegovina alla Tunisia, fino all’occupazione dell’Egitto nel 1882 e alla repressione della rivolta di Ahmad Orabi, avvenuta con il consenso forzato del sultano Abdul Hamid II sotto pressione anglo-francese. Una dinamica che mostra come la dipendenza esterna conduca spesso dalla brace al fuoco.

La questione curda e il nodo del federalismo

Gli eventi recenti, in particolare ad Aleppo, confermano il ruolo centrale delle Forze Democratiche Siriane (FDS), sostenute dagli Stati Uniti, nello scontro con l’esercito governativo, con conseguenze drammatiche in termini di sfollati.

La questione curda rappresenta uno dei nodi più complessi del conflitto. I curdi, circa 40 milioni di persone distribuite tra Siria, Iraq, Turchia e Iran, hanno subito storicamente marginalizzazione e ingiustizie. È però fondamentale distinguere tra il popolo curdo e le organizzazioni politiche, che presentano orientamenti molto diversi, da correnti socialiste e secolari fino a gruppi con legami diretti con Israele.

Dopo il 2014, la lotta contro l’ISIS ha segnato una svolta: la cooperazione tra FDS e coalizione a guida statunitense ha portato alla creazione di circa 32 basi militari USA in territorio siriano, attribuendo alle FDS uno status di autorità de facto sotto protezione internazionale.

L’ambiguità politica nell’era del governo al-Shara

Lo scenario attuale (2025–2026) è segnato da una profonda ambiguità strategica. Nonostante l’Accordo dell’aprile 2025, la politica statunitense segue un doppio binario: da un lato continua il sostegno militare alle FDS con la giustificazione dell’antiterrorismo; dall’altro si assiste a un’apertura verso il nuovo governo siriano guidato da Ahmed Al-Shara’a, con la revoca delle sanzioni e l’avvio di contratti di investimento.

Questa strategia ha prodotto uno scontro diretto tra il governo centrale e le FDS, paradossalmente entrambi legati allo stesso attore internazionale. Un cortocircuito che mina la stabilità e alimenta nuove fratture interne.

Squilibri territoriali e frammentazione “morbida”

Le forze curde controllano circa il 30% del territorio siriano, comprese aree ricche di risorse petrolifere come il giacimento di al-Omar nella provincia di Deir Ezzor, a fronte di una consistenza demografica stimata tra il 5% e il 10%.

Questo squilibrio alimenta progetti secessionisti orientati alla creazione di uno Stato curdo transnazionale. La permanenza delle basi statunitensi, ufficialmente giustificata dalla lotta all’ISIS, insieme al sostegno al governo centrale, rafforza l’ipotesi di una strategia di “frammentazione morbida” volta a impedire una piena reintegrazione nazionale.

Lo scenario che emerge è quello di una Siria sospesa tra aspirazioni identitarie, pressioni esterne e grandi giochi di potere. La storia insegna che le potenze non offrono mai sostegni gratuiti: ogni appoggio ha un prezzo, spesso pagato in termini di sovranità e integrità territoriale.

La via d’uscita non risiede nella subordinazione alle promesse esterne, ma nella coesione nazionale e nella consapevolezza storica. Arabi, curdi, sunniti e minoranze sono chiamati a guardare con lucidità ai progetti di frammentazione in micro-stati, puntando invece alla costruzione di uno Stato di diritto capace di garantire diritti e rappresentanza sotto un’unica bandiera.

————

المشهد السوري: بين التوازنات الجيوسياسية ودروس التاريخ والسيرة النبوية

مقدمة

تمر الدولة السورية بمنعطف تاريخي حرج، يتسم بتداخل المصالح الدولية وتغير التحالفات الإقليمية. يثير التوجه الأمريكي الأخير نحو رفع العقوبات والوعد باستقرار اقتصادي تساؤلات جوهرية حول ما تريده أمريكا فعلا وحقيقة الأهداف الاستراتيجية وراء هذا التحول، كذلك وجود قوى إقليمية تعتبر سوريا امتدادا لأمنها القومي ووجود قوى فاعلة على الأرض كانت تُصنف الى امد غير بعيد ضمن قوائم الإرهاب، ومع اعتبار أمن إسرائيل ركيزة للسياسة الأمريكية في الشرق الأوسط

إشكاليات السياسة الأمريكية وتناقضاتها

تتجلى “الحيرة” السياسية في المشهد السوري من خلال مستويين

 أولا: البراغماتية الامريكية تجاه القوٍى الإسلامية والانفتاح المفاجئ والتي كانت الى امد قريب تُصنف إرهابية يطرح تساؤلاً جوهريا حول مدى تغير الفكر الأيديولوجي لهذه الجماعات علما اننا نتحدث على أيديولوجيات قامت عليها لا يمكن باي حال ان تتغير بين عشية وضحاها، أو ما إذا كان التعامل الأمريكي معها مجرد مناورة سياسية مؤقتة

ثانيا: المعادلة السورية الإسرائيلية حيث يمثل قيام دولة سورية قوية وموحدة تحدياً استراتيجياً لأمن إسرائيل. وبالنظر إلى تاريخ الدعم الأمريكي المطلق لإسرائيل واستخدام “الفيتو” لحمايتها، فوفقا للأرقام الرسمية فقد تم استخدام قرار حق النقض 260 مرة منذ تأسيس مجلس الأمن الدولي كان نصيب الولايات المتحدة 114 مرة، من بينها 80 مرة استخدمت هذا الحق لمنع إدانة حليفتها إسرائيل، و34 مرة ضد قوانين تساند حق الشعب الفلسطيني فيبدو جليا ان دعم “دولة سورية” أمراً يتناقض مع العقيدة الاستراتيجية لواشنطن

التأصيل الشرعي والقياس الخاطئ في السيرة النبوية

يرتكز البعض في تعامله مع أمريكا و الاستقواء بها على تأصيل شرعي و استنباط احكام و اسقاطات على أمثلة من السيرة النبوية لتبرير الاستعانة بالقوى الخارجية، إلا أن القراءة الفاحصة تكشف عن فوارق جوهرية، حيث استعان النبي ﷺ بإجارة المطعم بن عدي (وهو غير مسلم) لدخول مكة، لكنها كانت إجارة غير مشروطة   حافظ النبي ﷺ فيها على هويته ودينه ومبادئه دون أي تنازل سيادي أو عقدي كما رفض النبي عروض الحماية من قبيلتي ” بني عامر و بنو شيبان” عندما اشترطت نصيباً من الأمر (السلطة) بعده و اشترطت حمايته من العرب دون الفرس. هذا يؤصل لقاعدة التعاون لا يعني الارتهان كما هو الحال في تحالف النبي ﷺ مع خزاعة الذي كان مبنياً على عدو مشترك (قريش) دون تنازلات، وهو ما يفتقده الواقع المعاصر الذي تفرض فيه القوى العظمى شروطاً تمس صلب السيادة الوطنية

دروس التاريخ.. من الرمضاء إلى النار

التاريخ لا يعيد نفسه حرفياً، لكنه غالباً ما يسير على ذات الأوزان والإيقاعات يُحذرنا من مغبة الاستجارة بالقوى الاستعمارية. ويمثل سقوط الدولة العثمانية نموذجاً حيا فقد مُنحت قبرص لبريطانيا مقابل وعود حماية لم تتحقق ضد روسيا وكان هناك تفتيت ممنهج للإمبراطورية العثمانية بمجرد دخول القوى الأوروبية (بريطانيا وفرنسا) كوسيط، بدأ قضم الأراضي؛ من البوسنة والهرسك الى تونس سنة ١٨٨١، وصولاً إلى احتلال مصر عام 1882م والتنكيل بثورة احمد عرابي بمباركة اضطرارية من السلطان عبد الحميد الثاني تحت الضغط البريطاني الفرنسي

المسألة الكردية وخطر الفيدرالية

ان ما يحدث في سوريا بشكل عام وفي حلب بشكل خاص وخاصة في التصعيدات الأخيرة والقتال الدائر بين قوات سوريا الديمقراطية (قسد) كلاعب أساسي مدعوم أمريكياً و الجيش السوري الحكومي وما نتج عنه من ضحايا و  نزوح الآلاف من مدينة حلب إلى مراكز إيواء أو إلى مدن أخرى يمثل عقدة الصراع الحالية في الشمال الشرقي السوري ، حيث تبرز قوات (قسد)من عرقية الكرد (سنة على المذهب الشافعي) عددهم يفوق تقريبا أربعون مليون يعيشون بين اربع دول  سوريا ، العراق ، تركيا و إيران و هنا حري بنا ان نفصل بين الاكراد كشعب مسلم و بين مختلف التنظيمات السياسية  الكردية و ما فيها من تباين بين ما هو اشتراكي و ما هو علماني و حتى من هو موال لإسرائيل رغم انه لا يجب ان ننكر ما عاشه الاكراد من تهميش و مظالم كثيرة خاصة في الأربع قرون الأخيرة حيث كانوا مقسمين بين الدولة العثمانية و الدولة الصفوية و غالبا ما كانوا حطب لهاته الحروب حيث حاولوا الاستقلال عن العراق و توصلوا الى اتفاق حكم ذاتي على الورق سنة ١٩٧٠  نفذ بعد حرب الخليج واتفاق سلام بين الدولة التركية  وحزب العمال الكردستاني و هذا يفسر محاولات اكراد سوريا ان يكون لهم كيان مستقل مع عديد المساعي الكردية الرامية إلى تحقيق الحكم الذاتي أو الاستقلال السياسي في سورية امتداداً لنضال قومي عابر للحدود، برزت ملامحه بوضوح في تركيا والعراق وبلغت ذروتها مؤخراً في الداخل السوري. تنطلق هذه التحركات من رغبة جوهرية في إنهاء عقود من التهميش السياسي والاجتماعي، والسعي نحو صياغة كيان سياسي يضمن الحقوق القومية، سواء عبر “الحكم الذاتي” ضمن الدولة المركزية أو “الاستقلال التام”. وقد اتسم السلوك السياسي الكردي ببراغماتية عالية، تجلت في الاستعانة بالقوى الدولية الكبرى (بريطانيا، فرنسا، روسيا، والولايات المتحدة) كضمانة لتحقيق هذه التطلعات عبر محطات تاريخية مختلفة. شكل صعود تنظيم “داعش” وسيطرته على مساحات شاسعة شرق سورية عام 2014 نقطة تحول مفصلية، مع تشكيل التحالف الدولي بقيادة الولايات المتحدة، برزت “قوات سورية الديمقراطية” (قسد) كشريك فاعل في الحرب  لمواجهة التنظيم. استندت هذه الشراكة إلى معادلة “الغطاء الجوي والدعم اللوجستي الأمريكي مقابل العمليات البرية الكردية”. أدى هذا التعاون إلى تعزيز النفوذ العسكري والسياسي للكرد، وتوج بإنشاء نحو 32 قاعدة عسكرية أمريكية في شمال شرق سورية، مما منح “قسد” وضعية سلطة الأمر الواقع تحت الحماية الدولية

التناقضات السياسية في عهد “حكومة الشرع

يشهد المشهد السوري الحالي (2025-2026) حالة من “الغموض الاستراتيجي” رغم وجود تفاهمات مسبقة (اتفاق أبريل 2025) نتيجة السياسة الأمريكية المتناقضة؛ فبينما تستمر واشنطن في تقديم الدعم العسكري والمعلوماتي لـ “قسد” بدعوى مكافحة فلول الإرهاب، نجدها في المقابل تتبنى نهجاً انفتاحيا تجاه الحكومة السورية الجديدة (حكومة فاروق الشرع)، شمل رفع العقوبات وتقديم الدعم المالي وإبرام عقود استثمارية. هذا الازدواج في الدعم خلق حالة من الصدام المباشر بين الحكومة المركزية و”قسد”، رغم كونهما حليفين مفترضين للطرف الدولي ذاته.

الخلل الديموغرافي والجغرافي والتواجد العسكري الأمريكي

 تسيطر القوى الكردية على نحو ثلاثين بالمئة من مساحة سوريا، وهي منطقة غنية بالموارد النفطية (حقل العمر)، في حين أن نسبتهم السكانية تتراوح بين ٥/١٠ ٪بين هذا الاختلال يُنذر بمشاريع انفصالية قد تتجاوز “الحكم الذاتي” إلى محاولة تشكيل “دولة كردستان” عبر دمج مناطق من سوريا والعراق، مما يهدد وحدة التراب السوري مع وجود القواعد عسكرية في مناطق نفوذ “قسد” بحجة محاربة تنظيم “داعش” واليوم، نجد تناقضاً في دعم واشنطن للحكومة المركزية الجديدة “(رفع عقوبات) مع استمرار دعمها العسكري لقوى ترفض الاندماج الكامل في الجيش السوري، مما يعزز فرضية “التفتيت الناعم

معوقات الاندماج والسيناريوهات المستقبلية

المسار المطروح يتمثل في دمج قوات “قسد” ضمن هيكلية الجيش السوري الحكومي، إلا أن هذا المسار يواجه تعثراً ملموساً يرجعه المحللون إلى غياب الإرادة السياسية المشتركة وتصاعد حدة العمليات العسكرية الميدانية. يثير صمت واشنطن حيال هذه الصدامات تساؤلات حول الأهداف الحقيقية للسياسة الخارجية الأمريكية؛ فبينما يتمسك الخطاب الرسمي بوحدة الأراضي السورية، تشير القراءات التحليلية إلى احتمال وجود رغبة مبطنة في إبقاء حالة التجزئة لضمان إضعاف الدولة السورية، وهو ما يتسق مع المصالح الاستراتيجية لبعض القوى .الإقليمية، وفي مقدمتها إسرائيل، التي ترى في سورية الموحدة والقوية تهديداً محتملاً لموازين القوى في المنطقة

خاتمة

إن المشهد الراهن يتسم بتداخل المصالح القومية الكردية مع التوازنات الدولية الكبرى، مما أنتج وضعاً معقداً تتقاطع فيه مسارات الشرعية الوطنية مع أجندات القوى العظمى، وسط ضبابية في المعلومات المتاحة حول المآلات النهائية لمشروع “الدولة السورية الموحدة إن المخرج من هذه الأزمة لا يكون بالارتهان للوعود الخارجية، بل بالاعتصام بالوحدة الوطنية والوعي التاريخي، يجب على السوريين بمختلف أطيافهم (عرباً وأكراداً، سنة وأقليات) الحذر من سيناريوهات تقسيم سوريا إلى دويلات (كردية، علوية، درزية) و ان القوى الإقليمية لا تعرف “الهبات المجانية”، وكل دعم خارجي يقابله ثمن من السيادة أو الأرض ، فالجميع مطالب بالعمل على بناء دولة مؤسسات تحفظ الحقوق للجميع تحت راية واحدة.

د. عبد الحفيظ خيط

رئيس مركز الأمير عبد القادر للبحوث، الدراسات

الإستراتيجية والحوار المتوسطي

Abdelhafid Kheit