La Groenlandia e il ritorno della “Dottrina Monroe” nel quadrante artico

di Abdelhafid Kheit

La Groenlandia, l’isola più grande del mondo, è tornata improvvisamente al centro della scena geopolitica globale. Non solo per la sua collocazione geografica, ma per il ruolo strategico che assume oggi nello scontro silenzioso tra grandi potenze. Nel quadro delle manovre internazionali degli Stati Uniti sotto l’amministrazione Donald Trump, l’isola artica si configura come uno snodo decisivo tra sicurezza, risorse naturali e nuovi equilibri di potere.

Gli interventi militari statunitensi

Sotto l’amministrazione Trump, la politica estera degli Stati Uniti ha subito trasformazioni significative, adottando un approccio sempre più proattivo verso diverse aree del mondo. Gli interventi hanno interessato Iraq, Somalia, Yemen, Siria, Iran e, più recentemente, il Venezuela, rivelando una propensione costante all’espansione dell’influenza, al controllo e al contenimento.

Più che conflitti aperti, si è trattato di operazioni mirate, funzionali a riaffermare l’egemonia americana attraverso la potenza militare. In questo scenario, l’interesse per la Groenlandia emerge come parte di una strategia più ampia, volta a consolidare il raggio d’azione statunitense in aree finora considerate marginali ma oggi sempre più centrali.

L’importanza strategica della Groenlandia

La Groenlandia occupa una posizione geografica di importanza capitale, collocandosi tra l’America del Nord e l’Europa. Dista circa 2.900 chilometri dalla Danimarca e 2.400 dagli Stati Uniti. Con una superficie di oltre 2,1 milioni di chilometri quadrati, è più vasta di qualsiasi nazione europea, circa sette volte l’Italia.

Pur facendo parte del Regno di Danimarca, gode di un’ampia autonomia dal 1979. Ma ciò che rende l’isola particolarmente ambita sono le sue risorse: giacimenti di petrolio, gas naturale e terre rare come il silicio, fondamentali per la produzione di microchip e dispositivi tecnologici. Un mercato oggi dominato per circa il 90% dalla Cina.

A questo si aggiunge il controllo delle rotte marittime tra America, Regno Unito e Islanda, in particolare il cosiddetto “varco orientale”, corridoio strategico per i sottomarini nucleari e le risorse militari russe. Un insieme di fattori che rende la Groenlandia un obiettivo prioritario per le potenze globali, soprattutto per gli Stati Uniti.

La politica americana nel nuovo scenario geopolitico

Donald Trump ha più volte indicato la Groenlandia come una priorità per la sicurezza nazionale statunitense, evocando le potenziali minacce provenienti da Russia e Cina. L’interesse americano per l’isola non è nuovo: già nel XIX secolo e poi nel 1940 furono avanzate ipotesi di acquisizione.

Negli ultimi anni, la Casa Bianca non ha mai realmente smentito tali ambizioni, pur adottando toni più prudenti sulle modalità. Le dichiarazioni del senatore Marco Rubio, però, non escludono scenari di pressione politica o militare, mentre l’opzione dell’acquisto resta sul tavolo, come dimostrano la proposta aggiornata del Congresso del dicembre 2025 e la nomina di Jeff Landry, governatore della Louisiana, come inviato speciale per la Groenlandia.

Queste mosse si inseriscono in un contesto favorevole a Washington: il mutato scenario venezuelano e il logoramento della Russia nel conflitto ucraino rafforzano la posizione americana. A ciò si aggiunge il peso decisivo degli Stati Uniti nella NATO: nel 2024 hanno coperto circa il 66% del budget dell’Alleanza, contro il 34% complessivo degli altri membri. Una sproporzione che conferisce a Washington una leva strategica enorme, soprattutto nei confronti di territori alleati come la Groenlandia, formalmente danese ma di fatto vulnerabile.

Cambiamento climatico e nuove rotte globali

Il riscaldamento globale amplifica ulteriormente il valore strategico dell’isola. Lo scioglimento dei ghiacci sta aprendo nuove rotte marittime, come il Passaggio a Nord-Est e quello a Nord-Ovest, capaci di ridurre i tempi di navigazione tra Nord America e Asia orientale di circa 20 giorni.

In prospettiva, queste rotte potrebbero assumere un’importanza paragonabile a quella dei canali di Suez e Panama. In questo scenario, la Groenlandia si candida a diventare uno dei principali teatri della competizione geopolitica del XXI secolo, e gli Stati Uniti puntano a garantirsi una presenza anticipata per dominarne i flussi commerciali.

Fragilità demografica e sovranità danese

Con circa 55.000 abitanti, la Groenlandia è una delle regioni meno popolate al mondo. Questa fragilità demografica rende complessa qualsiasi difesa territoriale. La sovranità danese, consolidatasi a partire dal XVIII secolo, si è basata più su attività commerciali che su una presenza militare strutturata.

Le popolazioni inuit, inoltre, non mostrano sempre un forte legame di lealtà verso la Danimarca, percepita talvolta come distante e marginalizzante. In questo contesto, una parte della popolazione potrebbe vedere un’integrazione con gli Stati Uniti come un’opportunità di sviluppo economico e politico rispetto allo status quo.

La supremazia militare americana sull’isola

Gli Stati Uniti dispongono già di una presenza militare consolidata attraverso la base aereo-spaziale di Pituffik, ex Thule, attiva dagli anni Cinquanta. Si tratta del vero perno del controllo effettivo dell’isola, a fronte di una presenza militare danese limitata a pattugliamenti simbolici.

Data la vastità del territorio, un’eventuale presa di controllo americana difficilmente incontrerebbe una resistenza militare significativa. Sebbene il discorso ufficiale privilegi l’ipotesi di una transazione economica, lo scenario più plausibile resta quello di un passaggio di sovranità attraverso un accordo politico-economico, simile all’acquisto dell’Alaska nel 1867. Un’operazione che, tuttavia, rischierebbe di innescare forti tensioni con Russia, Cina e Unione Europea.

Rischi globali e reazioni internazionali

L’eventuale annessione della Groenlandia solleva interrogativi profondi sul rispetto della sovranità e del diritto internazionale. La questione non è soltanto territoriale, ma riguarda l’equilibrio dell’ordine globale. Un’escalation in questa direzione potrebbe generare una crisi internazionale di ampia portata, capace di coinvolgere direttamente le principali superpotenze.

La Groenlandia resta così uno dei punti più sensibili dello scacchiere mondiale. Le ambizioni statunitensi sull’isola, se realizzate, potrebbero ridefinire gli equilibri della politica internazionale, imponendo alla comunità globale una vigilanza costante su una regione che, da periferia del mondo, è ormai diventata uno dei suoi centri nevralgici.

——-

جرينلاند وعودة «مبدأ مونرو» في القطب الشمالي

مقدمة

تعتبر جرينلاند، أكبر جزيرة في العالم، نقطة جغرافية واستراتيجية محورية في السياسة العالمية، خاصة في سياق التحركات العسكرية الأمريكية تحت إدارة الرئيس دونالد ترامب. يتناول هذا المقال أهمية جرينلاند من الناحية الاقتصادية، السياسية والعسكرية، بالإضافة إلى التوترات المحتملة الناجمة عن السياسة الأمريكية في المنطقة.

التدخلات العسكرية الأمريكية

تحت إدارة ترامب، شهدت السياسة الخارجية الأمريكية تحولات ملحوظة، حيث اتبعت الولايات المتحدة نهجًا استباقيًا في التعامل مع العديد من الدول. تضمنت هذه التدخلات العسكرية عمليات في العراق الصومال، اليمن، وسوريا، إيران وومؤخرا في فنزويلا، شهية مفتوحة على الغزو، السيطرة والاحتواء لكنها لم تكن حرب مفتوحة، بل عمليات نوعية وقد أظهرت هذه الخطوات رغبة الولايات المتحدة في تأكيد هيمنتها من خلال قوتها العسكرية وتعزيز نفوذها في مناطق جديدة حيث الحديث في ذروته على جزيرة جرينلاند.

الأهمية الاستراتيجية لجرينلاند

تتمتع جرينلاند بموقع جغرافي استراتيجي، حيث تقع بين أمريكا الشمالية وأوروبا تبعد عن الدنمارك ٢٩٠٠كلم وعلى أمريكا ٢٤٠٠كلم تمتد مساحة الجزيرة إلى 2,166,086 كيلومتر مربع، مما يجعلها أكبر بكثير من أي دولة أوروبية (حوالي سبع مرات مساحة إيطاليا) ، تعتبر جزء من الكومنولث الدنماركي لكنها تتمتع بحكم ذاتي واسع النطاق منذ ١٩٧٩. تحتوي الجزيرة على ثروات طبيعية هائلة مثل النفط، والغاز الطبيعي، ومعادن نادرة كالسيليكون لتصنيع الهواتف الذكية ، رقائق الكمبيوتر علما ان الصين تسيطر على ٩٠٪ من السوق العالمي لهاته المعادن، الى جانب موقع جرينلاند الإستراتيجي وسيطرتها على المياه الفاصلة بين أمريكا و بريطانيا وايسلندا الى جانب الباب الشرقي ممر الغواصات النووية والموارد العسكرية الروسية مما يجعلها محط اهتمام كبير للقوى العالمية خاصة أمريكا.

تطورات السياسية الأمريكية تجاه جرينلاند في ظل الوضع الجيوسياسي

أعلن ترامب أن جرينلاند هي أولوية للأمن القومي الأمريكي، مشيرًا إلى التهديدات المحتملة من روسيا والصين. علما ان أطماع أمريكا في الجزيرة قديمة منذ القرن التاسع عشر حيث طلبت شرائها من الدنمارك واعيد في ١٩٤٠تقديم مشاريع قانونية في الكونغرس لدراسة إمكانية شراء جرينلاند، مما يعكس رغبة الإدارة الأمريكية في تعزيز وجودها في المنطقة من خلال البيت الأبيض الذي لم ينكر هاته الرغبة و لو انه خفف من حدة الخطاب ان الهدف هو الشراء و تصريحات روبيو الأخيرة بانه لا يستبعد الحرب الا ان الخيار الأساسي المقدم هو الشراء و كذلك ما تقدم به الكونغرس لتحديث طلب الشراء في ٢١/١٢/٢٠٢٥ و الأرقام المعروضة، الى جانب تعيين ترامب لمبعوث خاص لجريلاند جيف لاندري حاكم لوزيانا فكل ما سبق تمهيد دبلوماسي مع زخم اعلامي كبير من تصريحات، ضغوط اقتصادية و دبلوماسية مستغلا طبعا ما حدث في فنزويلا و انشغال القطب الثاني روسيا المستنزف في أوكرانيا. يعتمد حلف شمال الأطلسي (الناتو)، اعتمادًا كبيرًا على الدعم الأمريكي، ولا سيما في المجال العسكري. ففي عام 2024، أسهمت الولايات المتحدة بنحو 66% من إجمالي ميزانية الحلف، في حين لم تتجاوز مساهمة بقية الدول الأعضاء مجتمعةً نسبة 34%. وتوزعت هذه النسبة المحدودة بين المملكة المتحدة بنسبة تقارب 8%، وألمانيا بنحو 6%، وفرنسا بحوالي 5%، بينما تقاسمت بقية الدول الأعضاء النسبة المتبقية، وهي أرقام متواضعة مقارنة بالمساهمة الأمريكية ويعكس هذا التفاوت الكبير مدى الاعتماد البنيوي لحلف الناتو على الولايات المتحدة، الأمر الذي يثير تساؤلات جوهرية حول قدرة الحلف على الاستمرار الفعّال في حال تراجع الدعم الأمريكي أو انسحابه و قدرة الحلف على مواجهة روسيا، ما يمنح الولايات المتحدة ورقة ضغط استراتيجية كبيرة. وفي هذا السياق، يمكن فهم الضغوط الأمريكية الراهنة على جرينلاند التابعة للدنمارك، الدولة العضو في كلٍّ من حلف الناتو والاتحاد الأوروبي.

مزايا جزيرة جرينلاند والتأثيرات المناخية المستقبلية

لا تبدو المزايا الاستراتيجية لجزيرة جرينلاند واضحة على نحوٍ كامل في الوقت الراهن، إلا أن هذه الأهمية مرشحة للتعاظم بشكل كبير خلال السنوات المقبلة، ولا سيما في ظل تسارع ظواهر التغير المناخي والاحتباس الحراري. إذ يؤدي ذوبان الجليد القطبي إلى فتح ممرات بحرية جديدة ذات أهمية استثنائية، الممر الشمالي الشرقي والشمالي الغربي الذي من شأنه اختصار زمن الملاحة البحرية بين أمريكا الشمالية وشرق آسيا بما يصل إلى نحو 20 يومًا. ومع تزايد الاعتماد على هذه الممرات، يُتوقع أن توازي في قيمتها الاستراتيجية قنوات عالمية حيوية مثل قناة السويس وقناة بنما، وراس الرجاء الصالح ما يجعلها من أبرز نقاط التنافس الجيوسياسي المستقبلية. وفي هذا الإطار، تسعى الولايات المتحدة إلى تأمين وجودها المبكر في جرينلاند، بما يضمن لها السيطرة على هذه الممرات عند تبلورها الكامل، وتحويلها إلى عنصر قوة يعزز النفوذ البحري والتجاري الأمريكي عالميًا..

الهشاشة الديموغرافية والتاريخية للسيادة الدنماركية على جرينلاند
تُعدّ جرينلاند من المناطق قليلة السكان، إذ لا يتجاوز عدد سكانها نحو 55 ألف نسمة البعض يتحدث عن وجود ثمانية مسلمين فقط ما يجعل مسألة الدفاع عنها تحديًا بالغ الصعوبة. فضلًا عن ذلك، فإن الوجود الدنماركي في الجزيرة لا يستند إلى جذور تاريخية عميقة أو سيطرة عسكرية ممتدة، إذ يعود إلى القرن الثامن عشر من خلال نشاط شركات تجارية أقامت بعض المصانع والمتاجر دون ترسيخ سيادة عسكرية فعلية. كما أن السكان الأصليين، ولا سيما من شعب الإسكيمو (الإنويت)، لا يُظهرون ولاءً قويًا للدنمارك، بل يشعر كثير منهم بالتهميش الاجتماعي والنظر إليهم بوصفهم مواطنين من درجة ثانية داخل الفضاء الإسكندنافي. وفي المقابل، قد يُنظر إلى الاندماج مع الولايات المتحدة بوصفه خيارًا يوفر مزايا اقتصادية وسياسية أكبر مقارنة بوضعهم الحالي.

التفوق العسكري الأمريكي القائم في جرينلاند
تمتلك الولايات المتحدة بالفعل حضورًا عسكريًا راسخًا في جرينلاند، يتمثل في قاعدة جوية–فضائية استراتيجية تُعرف حاليًا باسم قاعدة بيتوفيك، والتي كانت تُسمّى سابقًا قاعدة ثول، وتعود نشأتها إلى مطلع خمسينيات القرن العشرين، أي منذ أكثر من سبعة عقود. ويُعد هذا الوجود العسكري العامل الحاسم في التحكم الفعلي بالجزيرة، في ظل غياب قوات عسكرية دنماركية حقيقية، حيث يقتصر الدور الدنماركي على وجود أمني محدود يتمثل في الشرطة وبعض الدوريات الرمزية. ويزداد هذا العجز وضوحًا إذا ما أُخذت في الاعتبار المساحة الشاسعة لجرينلاند، وبناءً على ما سبق، يُرجَّح أن أي تحرك أمريكي للسيطرة على جرينلاند لن يواجه مقاومة عسكرية تُذكر، بل قد يتم دون إطلاق رصاصة واحدة. وعلى الرغم من أن الخطاب الأمريكي الرسمي يستبعد الخيار العسكري ويفضل مسار الشراء، فإن السيناريو الأقرب يتمثل في انتقال جرينلاند إلى السيادة الأمريكية عبر صفقة سياسية–اقتصادية، على غرار صفقة شراء ألاسكا من روسيا عام 1867، والتي شكّلت لاحقًا أحد أهم المكاسب الاستراتيجية والجغرافية للولايات المتحدة، ومع ذلك، فإن استحواذ الولايات المتحدة على جرينلاند، سواء عبر الشراء أو غيره من الوسائل، قد يفضي إلى توترات دولية واسعة النطاق، لا سيما مع روسيا والصين، فضلًا عن الاتحاد الأوروبي، الذي قد يجد نفسه في موقف العجز السياسي رغم حالة الاحتقان الكامنة الا انه بوسعه المناورة للوقوف في  وجه هاته السياسات الامريكية التوسعية بتدويل الازمة و طرحها داخل أروقة الأمم المتحدة و حلف الناتو.

ردود الفعل الدولية والتحذيرات من النزاعات المستقبلية

يُنذر تصاعد هذه التوترات بإحداث اختلالات أعمق في بنية النظام الدولي، وقد يفتح الباب أمام صراعات عالمية واسعة النطاق، الأمر الذي يستدعي التعامل مع هذا الملف بدرجة عالية من الحذر ضمن معادلات توازنات القوة العالمية. فالدفاع عن جرينلاند لا يقتصر على حماية إقليم جغرافي، بل يمتد ليشمل الدفاع عن مبدأ سيادة القانون الدولي ورفض منطق الهيمنة وفرض الأمر الواقع بالقوة. كما تثير الطموحات الأمريكية بشأن جرينلاند مخاوف متزايدة من تفاقم التوترات مع كلٍّ من روسيا والصين، فضلًا عن احتمالات ردود فعل حذرة أو رافضة من الدول الأوروبية. ومن شأن هذه التطورات أن تُفضي إلى أزمات جديدة في العلاقات الدولية، إذ إن أي محاولة من الولايات المتحدة للسيطرة على جرينلاند، سواء عبر الشراء أو باستخدام القوة العسكرية، قد تُحدث حالة من الاحتقان العالمي الواسع، بما قد يدفع نحو تصعيد خطير وربما نزاعات عسكرية مفتوحة

خاتمة

تظل جرينلاند منطقة حساسة من الناحية الاستراتيجية، ومع تصاعد التوترات العالمية، تبرز الحاجة إلى فهم الأبعاد الاقتصادية والسياسية التي تحيط بها. إن التوجهات الأمريكية تجاه جرينلاند قد تؤثر بشكل كبير على السياسة العالمية، مما يستدعي مراقبة دقيقة من قبل المجتمع الدولي

  د. عبد الحفيظ خيط

رئيس مركز الأمير عبد القادر للبحوث،الدراسات

الإستراتيجية و الحوار المتوسطي 

Abdelhafid Kheit