Dragon Ball, dalle origini al mito globale: la storia di un manga che ha cambiato l’immaginario

di Tindaro Guadagnini

Quando Dragon Ball debutta sulle pagine della rivista giapponese Weekly Shōnen Jump nel 1984, nessuno avrebbe potuto immaginare che quel manga dal tono scanzonato e avventuroso sarebbe diventato uno dei più grandi fenomeni culturali del Novecento. Nato dalla matita di Akira Toriyama, Dragon Ball non è solo un successo editoriale, è un’opera che ha ridefinito il genere shōnen, influenzato generazioni di autori e conquistato milioni di lettori e spettatori in tutto il mondo.

Le origini: Toriyama e il viaggio verso l’Ovest

Akira Toriyama, già noto in Giappone per il successo di Dr. Slump, concepisce Dragon Ball ispirandosi liberamente al classico della letteratura cinese Il viaggio in Occidente. Il protagonista iniziale, Son Goku, richiama la figura del Re Scimmia Sun Wukong, un bambino dalla forza sovrumana, ingenuo ma puro, che intraprende un percorso di crescita fatto di incontri, allenamenti e sfide. Nelle sue prime fasi, Dragon Ball è un manga d’avventura e commedia, ricco di gag, situazioni paradossali e personaggi sopra le righe come Bulma, il Maestro Muten e Oolong. Toriyama unisce umorismo, arti marziali e suggestioni mitologiche orientali in uno stile grafico essenziale ma estremamente dinamico, capace di rendere il movimento e l’azione in modo innovativo.

L’evoluzione narrativa e la svolta epica

Con il passare dei capitoli, Dragon Ball evolve profondamente. L’elemento comico lascia progressivamente spazio a una narrazione più epica, incentrata sui combattimenti, sul superamento dei propri limiti e sul concetto di sacrificio. Tornei di arti marziali, nemici sempre più potenti e rivelazioni sull’origine extraterrestre di Goku trasformano il manga in una vera e propria saga. Questa seconda fase, culminata in quella che in Occidente sarà conosciuta come Dragon Ball Z, segna la consacrazione definitiva dell’opera. Temi come l’amicizia, la redenzione, la responsabilità del potere e la crescita personale diventano centrali, rendendo la storia coinvolgente anche per un pubblico più maturo.

Un successo planetario

Pubblicato fino al 1995, Dragon Ball conta 42 volumi e ha venduto centinaia di milioni di copie nel mondo, diventando uno dei manga più letti e amati di sempre. L’adattamento animato ha amplificato ulteriormente il fenomeno, soprattutto tra gli anni Novanta e Duemila, quando l’anime viene trasmesso in numerosi Paesi, Italia compresa, diventando un vero rito generazionale. Action figure, videogiochi, film, merchandising e nuove serie come Dragon Ball Super hanno mantenuto viva la popolarità del franchise, dimostrando la sua straordinaria capacità di rinnovarsi senza perdere identità.

L’eredità di Dragon Ball

Il successo di Dragon Ball non si misura solo in numeri, ma nell’impatto culturale che ha avuto. Molti dei più celebri mangaka contemporanei hanno dichiarato di essersi ispirati all’opera di Toriyama, che ha fissato canoni narrativi e visivi oggi considerati fondamentali nello shōnen manga. A distanza di oltre quarant’anni dalla sua nascita, Dragon Ball resta un simbolo universale di avventura, crescita e speranza. Un manga capace di parlare a bambini e adulti, attraversare culture diverse e dimostrare come una storia, se raccontata con sincerità e immaginazione, possa diventare eterna.