La vista si sviluppa fin dai primi mesi di vita: controllarla presto significa accompagnare la crescita e prevenire difficoltà future
La prevenzione visiva in età pediatrica è un aspetto fondamentale della salute del bambino, spesso sottovalutato. Molti genitori associano la visita oculistica all’età scolare o alla comparsa di difficoltà evidenti, ma in realtà lo sviluppo della funzione visiva inizia fin dai primi mesi di vita.
Secondo Giovanni Moschitta, oculista, «la prima valutazione visiva dovrebbe avvenire entro il primo anno di età. È in questa fase che si può verificare se il sistema visivo sta maturando correttamente».
La prevenzione visiva nei primi mesi di vita
Durante il primo anno, l’apparato visivo del bambino attraversa una fase di sviluppo estremamente delicata. La capacità di mettere a fuoco, coordinare i movimenti oculari e interpretare gli stimoli visivi si costruisce gradualmente.
«Intercettare precocemente eventuali anomalie permette di intervenire quando il sistema visivo è ancora altamente plastico», spiega Moschitta. «Questo rende i trattamenti più efficaci e meno invasivi».
Effettuare un controllo precoce non significa medicalizzare il bambino, ma assicurarsi che la crescita proceda nel modo più funzionale possibile.
Quando il bambino non può dire “vedo male”
Uno degli aspetti più critici della prevenzione visiva è che il bambino non ha strumenti per riferire una difficoltà. Per lui, ciò che vede rappresenta la normalità.
«Molti difetti visivi in età pediatrica sono silenziosi», sottolinea Moschitta. «Il bambino si adatta, ma questo adattamento può influenzare postura, attenzione e apprendimento». Per questo motivo, affidarsi solo ai segnali evidenti può portare a diagnosi tardive.
Vista e sviluppo globale
La vista non è un senso isolato. È strettamente connessa allo sviluppo motorio, cognitivo ed emotivo. Un bambino che vede bene si muove con maggiore sicurezza, interagisce meglio con l’ambiente e affronta le prime esperienze di apprendimento con più serenità.
«Quando una difficoltà visiva viene riconosciuta e corretta in tempo, spesso cambiano anche il comportamento e l’approccio alla scuola», osserva Moschitta.
Il ruolo attivo dei genitori
Accanto alle visite di prevenzione, l’osservazione quotidiana da parte dei genitori è fondamentale. Avvicinarsi eccessivamente agli oggetti, strizzare gli occhi, inclinare la testa o manifestare stanchezza visiva sono segnali da non sottovalutare.
«La prevenzione funziona quando anticipa il problema, non quando lo rincorre», afferma Moschitta.
Prevenire significa proteggere il futuro
La prevenzione visiva è un investimento sulla qualità della vita del bambino. Iniziare presto significa ridurre il rischio di difficoltà future e accompagnare la crescita con maggiore consapevolezza.