DIABOLIK ANASTATIKA, un’impresa editoriale tra memoria e collezionismo

di Tindaro Guadagnini

Per anni è stata una presenza costante nelle edicole e nelle librerie specializzate, un appuntamento irrinunciabile per collezionisti, studiosi e semplici appassionati del Re del Terrore. La collana Diabolik Anastatika rappresenta oggi una delle operazioni editoriali più significative mai dedicate al fumetto italiano, un progetto che sembra ormai giunto alla sua naturale conclusione, salvo un improvviso e inatteso annuncio dell’editore che decida di prolungarne il percorso.

Nascita, sviluppo e obiettivi della collana

Nata con l’obiettivo di riproporre fedelmente le primissime avventure di Diabolik, la collana Anastatika ha restituito al pubblico le storiche uscite degli anni Sessanta così come apparvero originariamente in edicola: formato tascabile, impaginazione, copertine, colori e persino le inevitabili ingenuità grafiche di un fumetto che, all’epoca, stava ancora definendo il proprio linguaggio. Un’operazione che non si è limitata alla semplice ristampa, ma che ha avuto un forte valore documentale e filologico. L’importanza culturale della collana risiede proprio in questo: aver trasformato Diabolik da semplice personaggio popolare a oggetto di studio e memoria storica. Le ristampe anastatiche hanno permesso di osservare l’evoluzione del segno grafico, delle trame e della costruzione dei personaggi, offrendo una fotografia precisa del fumetto nero italiano nel suo momento fondativo. Un lavoro prezioso anche per ricercatori e appassionati di storia dell’editoria, che difficilmente avrebbero potuto consultare gli albi originali, oggi rarissimi e dal valore economico spesso proibitivo.

Perché il progetto ha avuto successo?

Il successo della collana è stato evidente fin dalle prime uscite. Tirature regolari, interesse costante e un pubblico trasversale, dai collezionisti di lunga data ai lettori più giovani, hanno confermato come Diabolik continui a essere una figura centrale dell’immaginario italiano. L’edizione Anastatika ha saputo intercettare una crescente domanda di fumetto d’archivio, inserendosi in quel filone editoriale che valorizza il passato senza alterarlo, lasciando parlare le opere nella loro forma originale.

Conclusione

Oggi, però, il progetto sembra aver raggiunto il proprio traguardo naturale. La collana appare avviata verso la conclusione, chiudendo idealmente un lungo viaggio a ritroso nel tempo che ha riportato in edicola le radici del mito creato da Angela e Luciana Giussani. Al momento non vi sono comunicazioni ufficiali che indichino un’estensione ulteriore dell’iniziativa, anche se nel mondo dell’editoria fumettistica non si possono mai escludere colpi di scena o annunci improvvisi capaci di riaccendere l’entusiasmo dei lettori. Se davvero questa dovesse essere la parola fine, Diabolik Anastatika resterà comunque come un modello editoriale di riferimento: un esempio riuscito di come si possa coniugare rispetto per l’opera originale, attenzione per il collezionismo e capacità di dialogare con un pubblico contemporaneo. Un’impresa che ha dimostrato, ancora una volta, come Diabolik non sia solo un personaggio dei fumetti, ma un pezzo fondamentale della cultura pop italiana.