Figura antica e affascinante, sospesa tra mito, religione e folklore, la Befana è uno dei personaggi più riconoscibili della tradizione popolare italiana. Meno celebrata rispetto ad altre icone festive come Babbo Natale, la vecchina che vola sulla scopa ha però attraversato i secoli adattandosi ai cambiamenti culturali, fino a trovare spazio anche nel mondo del fumetto, linguaggio moderno per eccellenza.
Le origini della Befana: tra paganesimo e cristianesimo
Le radici della Befana affondano in un passato remoto, ben precedente alla tradizione cristiana. Il suo nome deriva da una corruzione popolare del termine greco Epiphaneia, cioè “manifestazione”, che nel calendario cristiano coincide con la festa dell’Epifania, celebrata il 6 gennaio. Ma sotto il velo religioso si nascondono riti ben più antichi. Nell’Italia preromana e romana, il periodo che seguiva il solstizio d’inverno era legato a culti agricoli e propiziatori, in cui una figura femminile anziana rappresentava l’anno che moriva, la terra che aveva dato i suoi frutti e che si preparava a rinascere. La Befana, con il suo aspetto consumato ma benevolo, è l’erede simbolica di queste divinità agresti. Con l’avvento del cristianesimo, la tradizione popolare rielabora il mito, la Befana diventa la vecchina che, pentita di non aver seguito i Re Magi, vola nella notte dell’Epifania portando doni ai bambini, nella speranza di incontrare il Bambino Gesù. Una figura ambivalente, dunque, capace di unire sacro e profano, punizione e ricompensa, passato e futuro.
La Befana nei fumetti italiani
Proprio questa ricchezza simbolica ha reso la Befana un personaggio ideale anche per il fumetto, soprattutto in Italia. Pur non essendo una protagonista seriale, la sua presenza nelle nuvole parlanti è tutt’altro che marginale. Nel mondo Disney prodotto per il mercato italiano, la Befana compare in diverse storie pubblicate su Topolino e sugli almanacchi a tema festivo. Qui viene rappresentata come una figura bonaria e magica, spesso pasticciona, inserita in avventure leggere che coinvolgono Paperino, Qui, Quo e Qua o Topolino. È uno dei rari casi in cui il fumetto Disney accoglie apertamente una tradizione folklorica italiana, adattandola al proprio immaginario.
Anche Il Giornalino, storica testata cattolica per ragazzi, ha ospitato nel tempo racconti a fumetti dedicati alla Befana, riletta in chiave simbolica ed educativa. In queste storie il personaggio diventa spesso un tramite per raccontare il significato dell’Epifania, il valore dell’attesa e della generosità. Non mancano poi albi illustrati e fumetti per l’infanzia pubblicati da editori minori, soprattutto tra gli anni Sessanta e Ottanta, in cui la Befana è protagonista assoluta. Si tratta di produzioni spesso stagionali, legate al periodo dell’Epifania, ma importanti perché testimoniano quanto il fumetto sia stato uno strumento di trasmissione della tradizione popolare alle nuove generazioni.
Riletture moderne e fumetto indipendente
In tempi più recenti, la Befana è stata talvolta recuperata anche dal fumetto indipendente e autoriale, dove viene reinterpretata in chiave fantasy o simbolica: non più solo dispensatrice di dolci e carbone, ma strega ancestrale, custode di antichi saperi o metafora del tempo che passa. In questi casi il personaggio perde la dimensione infantile per diventare elemento narrativo più complesso, capace di dialogare con temi come la memoria, l’identità e la tradizione.
Una figura antica che parla ancora al presente
La presenza della Befana nei fumetti, seppur episodica, dimostra come questa figura sia ancora viva nell’immaginario collettivo italiano. Il fumetto, con la sua capacità di fondere parola e immagine, si è rivelato un mezzo efficace per raccontare una tradizione secolare senza snaturarla, rendendola accessibile e attuale. In un’epoca dominata da icone globali e commerciali, la Befana continua così a volare anche tra le pagine disegnate, portando con sé non solo dolci o carbone, ma un patrimonio culturale che resiste al tempo e alle mode. Una vecchina stanca, forse, ma ancora capace di parlare a grandi e piccoli.