Una tradizione che resiste, anche quando tutto cambia
In un periodo dell’anno dominato dal consumo e dagli acquisti frenetici, il libro continua a occupare un posto stabile tra i regali di Natale degli italiani. Nonostante la concorrenza di dispositivi tecnologici, abbigliamento e prodotti digitali, il libro resta una scelta ricorrente. Forse rassicurante. Forse simbolica. Sicuramente resistente.
Regalare un libro significa molte cose: attenzione, cultura, tempo. Ma significa anche — più semplicemente — fare la cosa giusta. O almeno quella che sembra tale.
I dati sulle abitudini natalizie
Le indagini sui consumi natalizi lo confermano ogni anno: una larga parte degli italiani include almeno un libro o un ebook tra i regali di Natale. Le librerie, fisiche e online, registrano infatti un aumento significativo delle vendite tra novembre e dicembre, segno che il libro continua a essere uno dei doni culturali più acquistati durante le feste.
Non è una moda passeggera, né un ritorno nostalgico. È una consuetudine che si rinnova puntualmente, indipendentemente da come cambiano i consumi.
Perché si regalano libri
Il libro è spesso scelto perché percepito come un regalo “buono”: personale, intelligente, non invadente. Un oggetto che non rischia di risultare superfluo, anche quando non è perfettamente azzeccato.
A differenza di altri doni, un libro non deve necessariamente piacere subito. Può essere letto più avanti. O mai. E forse è proprio questo il suo punto di forza.
Per molti genitori, regalare libri ai più giovani resta anche un gesto educativo, un segnale più che una garanzia: l’idea che la lettura sia importante, a prescindere dall’esito.
Il Natale come grande alibi culturale
Il periodo natalizio diventa così il momento perfetto per assolvere tutti: chi regala e chi riceve. Il libro passa di mano come una promessa di tempo migliore, di calma futura, di buone intenzioni.
Che poi venga davvero letto è un’altra storia. Ma sotto l’albero conta soprattutto il gesto.
Ed è forse questa la vera morale: a Natale si comprano sempre libri. Restano il regalo culturale più fatto, più accettato, più condiviso. Anche quando restano chiusi sul comodino.