Con il termine “Cinecomics” si fa riferimento a tutte le pellicole cinematografiche che per essere realizzate prendono spunto da personaggi o storie a fumetti. Secondo gli studiosi di storia del cinema tale fenomeno vede le sue origini sin dagli albori del “cinema muto”. Tuttavia in questo articolo ci concentreremo prevalentemente sui film a tema supereroi, mentre per un approfondimento maggiore si rimanda alla lettura dei volumi “Dalla carta alla pellicola. Storia dei cinecomic internazionali” e “Storia dei cinefumetti italiani” entrambi scritti da Riccardo Renda.
L’alba dei cinecomics supereroistici: gli inizi negli anni ’40
Il viaggio cinematografico dei “cinecomics” ispirati ai fumetti di supereroi inizia molto prima del boom moderno. Il titolo che viene riconosciuto come primo della storia è “Adventures of Captain Marvel”, un serial cinematografico del 1941 tratto da un fumetto allora pubblicato dalla “Fawcett Comics”. Questo serial, composto da 12 episodi, fu proiettato prima nelle sale cinematografiche settimanalmente. Ognuno di questi episodi terminava con un cliffhanger per spingere il pubblico a tornare la settimana successiva. Dunque, già negli anni ’40 esistevano progetti che portavano sul grande schermo i supereroi dei fumetti, ma l’idea di “cinecomic” come la conosciamo oggi non era ancora definita come genere stabile.
La consacrazione negli anni ’70–’80: i pionieri supereroistici
L’anno che molti considerano “anno zero” per i cinecomics supereroistici moderni è il 1978, con l’uscita di Superman, diretto da Richard Donner e interpretato da Christopher Reeve. Questo film segnò una vera e propria rinascita per gli eroi in calzamaglia sul grande schermo. Negli anni successivi, altri titoli “classici” contribuirono a consolidare il genere, in particolare grazie a versioni cinematografiche di personaggi iconici della scuderia DC Comics. In ogni caso in questi decenni gli adattamenti erano occasionali, spesso isolati, e non c’era ancora l’idea di un “universo condiviso” o di una produzione seriale di film supereroistici coordinati.
La modernizzazione e l’esplosione negli anni 2000
Dopo un periodo di flessione durante gli anni ’90, all’inizio degli anni 2000 il fenomeno tornò con forza grazie a titoli come “Spider-Man” (2002) e i primi film tratti da fumetti Marvel. Soprattutto, con l’avvento del “Marvel Studios” e del progetto ambizioso di film interconnessi, il cinecomic assunse una nuova forma: non più semplici film “isolati”, ma parte di universi narrativi più ampi. Parallelamente, anche sul fronte DC, registi come Christopher Nolan reinventarono l’approccio al genere con film “adulti”, dai toni più maturi e con un taglio autoriale, un’evoluzione che contribuì a far crescere la credibilità artistica dei cinecomics. Questo decennio ha portato a una definitiva convergenza tra cinema d’intrattenimento, cultura popolare e fumetto, facendo dei cinecomics un pilastro del cinema blockbuster moderno.
Il presente 2025: riavvii, nuovi universi e riconquista del box office
Negli ultimi anni il genere continua a evolversi. Un esempio recente: il 2025 ha visto l’uscita di “Superman”, reboot firmato da James Gunn, che ha inaugurato un nuovo ciclo per il franchise DC. Subito dopo, è toccato a “The Fantastic Four: First Steps” nuovo film dei Marvel Studios, lanciato come primo capitolo della Fase 6 dell’MCU. Questi nuovi cinecomics mostrano come il genere non sia affatto saturo, in quanto i blockbuster di supereroi continuano ad avere un posto centrale nel cinema contemporaneo, rinnovandosi con reboot, stili visivi aggiornati, e ambientazioni più moderne o anche rétro-futuristiche. In Italia, per esempio, “I Fantastici Quattro – Gli inizi” ha ottenuto un buon riscontro al botteghino nella settimana d’uscita. Un segno quest’ultimo che il pubblico continua a essere interessato.
Cosa significa “cinecomic” oggi e perché ci interessa
Oggi il termine “cinecomic” viene prevalentemente associato ai film tratti da fumetti di supereroi, non semplicemente da fumetti generici. Il genere ha vissuto trasformazioni radicali, da serial di serie B negli anni ’40 a blockbuster isolati negli anni ’70–’80, fino a grandi universi cinematografici curati, con produzione seriale e narrazione cross-film. I cinecomics contemporanei conciliano intrattenimento, spettacolo e fedeltà ai fumetti, ma anche reinvenzione creativa (reboot, nuovi toni, nuovi registi), mantenendo viva l’attrattiva per generazioni diverse.








