Il 29 febbraio è una data che compare sul calendario solo negli anni bisestili. Un giorno raro, quasi leggendario. Non sorprende, allora, che proprio questa data sia stata associata nel tempo al compleanno di Superman, il primo grande supereroe moderno e simbolo universale della cultura pop.
Una scelta curiosa e carica di significato: un eroe che compie gli anni solo ogni quattro anni, rimanendo così “eternamente giovane” nell’immaginario collettivo. Una trovata narrativa che ben si adatta a un personaggio capace di attraversare generazioni, guerre, rivoluzioni culturali e trasformazioni editoriali senza perdere la propria identità.
Le origini di un’icona
Superman fece il suo debutto nell’aprile del 1938 sulle pagine di Action Comics #1, albo destinato a cambiare per sempre la storia dell’editoria a fumetti. Creato da Jerry Siegel (sceneggiatore) e Joe Shuster (disegnatore), il personaggio nacque dall’immaginazione di due giovani autori che sognavano un campione della giustizia capace di incarnare le speranze dell’America della Grande Depressione.
Quel primo numero — oggi considerato il Santo Graal del collezionismo fumettistico — introduceva un eroe diverso da tutto ciò che il pubblico aveva visto fino a quel momento: forza sovrumana, identità segreta, costume sgargiante e una missione morale chiara. Con Superman nasceva il concetto stesso di “supereroe” come lo intendiamo oggi.
Un simbolo oltre il fumetto
Nel corso dei decenni, l’Uomo d’Acciaio è diventato molto più di un personaggio di carta. Radio, serial cinematografici, serie televisive, blockbuster hollywoodiani: Superman ha attraversato ogni medium disponibile, trasformandosi in archetipo.
Il suo messaggio — verità, giustizia e difesa dei più deboli — si è adattato ai tempi, riflettendo paure e speranze di epoche diverse. Durante la Seconda Guerra Mondiale divenne strumento di propaganda morale; negli anni della Guerra Fredda rappresentò l’ideale americano; nelle reinterpretazioni moderne ha affrontato dubbi esistenziali e conflitti interiori, mantenendo però intatta la sua essenza.
Il compleanno del 29 febbraio: mito e tradizione
L’idea del 29 febbraio come giorno di nascita di Clark Kent/Kal-El non è legata al suo esordio editoriale, bensì a una tradizione interna e semi-ufficiale sviluppatasi nel tempo. Una soluzione elegante e quasi ironica per spiegare la sua longevità narrativa.
In fondo, Superman è un personaggio che vive fuori dal tempo. Cambiano gli autori, mutano gli universi narrativi, si riscrivono le continuity — ma lui resta. Ogni generazione trova il proprio Superman, specchio dei propri valori e delle proprie inquietudini.
L’eredità dell’Uomo d’Acciaio
Senza Superman non esisterebbero Batman, Wonder Woman, Spider-Man o gli Avengers così come li conosciamo. Il suo successo aprì la strada a un intero genere, dando vita alla Golden Age dei comics e ponendo le basi per un’industria multimiliardaria.
Oggi, a quasi novant’anni dalla sua prima apparizione, l’Ultimo Figlio di Krypton continua a volare alto sopra le pagine dei fumetti e sugli schermi di tutto il mondo.
E forse non è un caso che il suo compleanno cada in un giorno raro e prezioso: perché rare e preziose sono le storie capaci di attraversare il tempo, restando immortali.